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Indignatevi! Sognate!

In Occhi sul mondo on marzo 7, 2011 at 5:19 pm

Ho cominciato a leggere questo pamphlet con qualche pregiudizio. Vuoi perchè in pochi mesi è diventato un caso editoriale che ha venduto centinaia di migliaia di copie, superando i confini francesi per i quali era stato inizialmente pensato. Vuoi per quel titolo, così ammiccante perchè esclamativo ma anche così scivoloso di questi tempi. Fatto sta che ho aperto la prima pagina di Indignez vous! – breve testo scritto da Stephane Hessel – con curiosità seduto sull’Isola di S.Erasmo. Un ottimo posto per leggere un libro in un sabato mattina di inizio marzo.

Stephane Hessel per chi non lo conoscesse è un arzillo vecchietto di 93 anni che dopo essere passato per i campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale ha partecipato – con un ruolo di primo piano – alla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo per poi impegnarsi da “pensionato” per i diritti dei sans papiers e per la causa palestinese.

Non voglio fare una lunga recensione di un libro di trenta pagine che consiglio a tutti di leggere spendendo 5 euro e due ore di tempo. Non voglio nemmeno fare l’apologia dell’idea della rivoluzione, che nemmeno sfiora Hessel nel suo scritto. L’incitazione Indignez Vous! – visto anche il risalto che in pochi mesi questo libro ha avuto in Francia e nel Mondo – è un invito a riprendere in mano il proprio futuro, dando un senso nuovo ad una società che da anni corre a perdifiato verso un burrone. Indignez Vous! è il grido di chi sente il bisogno di tirare il freno d’emergenza per provare – in extremis – a immaginare una via diversa, migliore.

Stephane Hessel non offre nelle sue pagine una soluzione precisa, non possiede la ricetta per la risoluzione dei problemi del nostro tempo. In alcuni passaggi – i più riusciti quelli in cui guarda al futuro e non al passato – ci offre però chiavi di lettura importanti.

Ci induce a sperare e non esa-sperare. Perchè “[…] L’esa-sperazione è un rifiuto della speranza. La si può comprendere, direi quasi che è naturale, ma non per questo accettare. Perchè non consente di raggiungere i risultati che potrebbe invece produrre la speranza.”

E ancora, citando Sartre, ci offre lo spunto per guardare a domani. Ci dice infatti che sta a noi “[…] cercare di spiegare che il mondo di oggi, per quanto orribile, è soltanto un momento del lungo svolgimento della storia, che in qualsiasi rivoluzione o insurrezione la speranza è sempre stata una delle forze dominanti, e come la speranza rimanga la mia (ndr nostra) concezione del futuro.”

Non posso che condividere il pensiero che oggi più che mai “é tempo che etica, giustizia ed equilibrio duraturo diventino preoccupazioni prioritarie” auspicandomi che tanti – come successe dopo il secondo conflitto mondiale e le sue barbarie – siano quelli che pensano che vanno trovati valori fondanti per un mondo nuovo. Per una nuova, efficace, dichiarazione d’intenti.

Dobbiamo farlo presto e – cito sempre Hessel – “[…] non dobbiamo lasciare che si accumuli troppo odio.” Se ne vede già troppo in giro e non è un buon compagno di viaggio.

f.

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  1. […] DENTRO E IL FUORI. Circa un anno e mezzo fa ho recensito sempre su questo blog il libro Indignatevi! di Stephan Hessel, stesso editore e stesso formato tascabile. Non mi convinceva il tono imperativo e non mi convinse […]

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