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Il mondo lavato nel sangue.

In Ponti di vista on maggio 2, 2011 at 3:11 pm

Osama Bin Laden è morto. Il secondo decennio di questo nuovo secolo si apre ancora con  l’immagine del principe del terrore in prima pagina. Nel 2001 il suo volto – contornato di barba e di un alone di mistero che gli ha fatto assumere la dimensione di fantasma impossibile da catturare – era associato al crollo delle Twin Towers. Oggi, a dieci anni esatti di distanza, dell’uomo che ha spaventato l’intero occidente rimane un frame eloquente che – seppur falso e ritoccato utilizzando Photoshop – è il simbolo più efficace della triste  rivincita che l’occidente ha voluto prendersi su chi per più di dieci  anni lo ha attaccato. A New York, Madrid, Londra e in tante altre occasioni mettendo a rischio il normale svolgersi della vita quotidiana. In Afghanistan e poi in Iraq su fronti di guerra rivelatisi insidiosi e segnati dall’orrore piuttosto che dai successi militari.

Una civiltà che vuole vedere scorrere il sangue. Bin Laden nell’immagine proposta – e poi ritirata – dalla tv pakistana e ritrasmessa su scala globale appare sfigurato in volto. Questa foto ha fatto per qualche ora il paio con le parole del presidente Obama che parlava di “giustizia ristabilita”, e con i tanti altri commenti che avevano il sapore della punizione compiuta con con successo. Fin dall’inizio infatti l’obiettivo è stata evidentemente l’eliminazione e non la cattura. Il volto di Bin Laden, modificato e straziato al computer, è quello che milioni di persone volevano vedere e le manifestazioni di piazza nelle città americane ne sono la testimonianza più concreta. Giustizia è fatta ha ripetuto Obama in un discorso scritto a sei mani con G.W. Bush – colui che aveva cominciato l’avventura militare in Afghanistan – e Bill Clinton,  ex presidente e marito di uno dei “falchi” dell’attuale governo americano. Una giustizia sommaria però, dal sapore tribale e primitivo. Una giustizia che appaga la voglia di sangue di una società – quella americana e non solo – che per la violenza e per la sua simbologia prova allo stesso tempo repulsione e attrazione. La giustizia/vendetta è compiuta e in piazza a festeggiarla come l’inizio di una nuova era  ci sono soprattutto giovani e giovanissimi contagiati dalla vittoria sul comune nemico e indirettamente, si può immaginare, dalla retorica della guerra al terrore che dal 2001 in poi è stata condotta in principal modo dagli Stati Uniti.

Un futuro diverso? Ora lo spauracchio del leader di Al Qaeda non c’è più. Si è inabissato in mare – almeno così sembra –  portando con sé tutti i suoi segreti e il suo peso specifico, anche questo mai troppo chiaro e molto spesso preziosa arma di propaganda, nello scacchiere del terrorismo internazionale. Almeno così si apprende dalle parole del presidente americano che descrive questo  come il più importante obiettivo raggiunto dalla guerra al terrorismo. La scomparsa di Bin Laden, prendendo come buone queste considerazione, sembra lasciare l’organizzazione di Al Qaeda decapitata e ridotta ad un rete di cellule senza comando. Nessuno si sbilancia nel definire quelli che saranno gli scenari futuri – anche molto prossimi – che scaturiranno dai fatti di questa mattina. Recrudescenza degli attentati qaedaisti o scoramento di terroristi attorno ai quali il cerchio si sta stringendo?

Questo decennio, come il precedente, comincia con Osama Bin Laden in copertina. Cosa succederà nei prossimi anni non mi è dato saperlo, anche se la sensazione di vivere in un mondo che non riesce ad uscire da un vortice di violenza, morte e odio è molto forte. Ne sono testimonianza, giorno dopo giorno, le cattive notizie provenienti da ogni angolo del mondo che non possono essere oggi messe in secondo piano dalla buona notizia – se di questo possiamo parlare – dell’eliminazione del terrorista per antonomasia.

Magari domani sarà il turno di Gheddafi, e ci verrà proposto di brindare di nuovo, ma è certo che il mondo e le sue contraddizioni non possono essere costantentemente lavate nel sangue. Per nessun motivo.

f.

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  1. Interessante questo post…D’altronde più che una persona è un personaggio e come tale lo vediamo e l’abbiamo sempre visto, da spettatori di una storia..

    Ma ora che Maramao è morto come si fa…?

    Spero avrai modo di ricambiare presto la visita in questo strano giorno!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/02/maramao/

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