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Attenzione! Discesa pericolosa…

In Ponti di vista on agosto 5, 2011 at 12:10 am

Radio corsa. La maglia verde di Ivan Basso è da sola al comando sui tornanti che portano al traguardo di Passo S.Valentino. Da due giorni detiene il simbolo del primato del Giro di Padania. L’ha conquistato sul traguardo di Salsomaggiore Terme. A premiarlo è stata la neoeletta Miss Padania. Sul palco risuonava il Va Pensiero e sventolavano alcune bandiere con ben impresso il Sole delle Alpi (nda E’ così ogni giorno. La corsa si svolge regolarmente, ma è tutto ciò che le sta attorno che è diverso dal solito). Se oggi riuscirà a difendere il suo vantaggio sugli immediati inseguitori potrà sfilare da vincitore a Montecchio Maggiore e inscrivere il suo nome nell’albo d’oro di questa breve corsa a tappe organizzata dall’Asd Monviso – Venezia con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e il contributo della Lega Nord. Sarà presente alla premiazione il ministro Umberto Bossi con il figlio Renzo.

Mancano solo due chilometri alla vetta. Un minuto di vantaggio per il battistrada che prosegue nella sua azione solitaria. Sale sempre seduto. La sua pedalata è agile. Spinge un 39×17. Sulla linea del traguardo sono presenti anche l’europarlamentare leghista Mario Borghezio e il capogruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni. Non potevano mancare all’avvenimento sportivo voluto dalla Lega Nord e che nel corso degli ultimi giorni ha attraversato cinque regioni del Nord Italia (Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Trentino). Prosegue l’azione di Ivan Basso. La sua andatura è ancora buona e nessuno sembra poterlo più raggiungere.

Cento metri all’arrivo. Le ultime pedalate per il corridore varesino che può aggiungere così al suo palmares di vittorie la prima edizione del Giro di Padania. Ivan Basso a mani alzate. Una grande soddisfazione per lui che dopo un Tour de France travagliato oggi può sorridere. Non avrà portato la maglia gialla fino ai campi Elisi ma quella verde che oggi ha baciato sotto lo striscione d’arrivo posto ai 1.320 metri di quota del Passo S.Valentino sembra ormai in cassaforte. Grande entusiasmo esprime anche l’assessore allo sport e al turismo della Provincia di Trento Tiziano Mellarini, che si augura che questo possa diventare un appuntamento fisso nel calendario ciclistico internazionale.

Ladri di biciclette. Questa mia fantasiosa, forse non troppo, ricostruzione potrebbe rappresentare la telecronaca di Davide Cassani per raccontare l’epilogo della tappa trentina del Giro di Padania che si dovrebbe svolgere il prossimo settembre. Ci potrebbe essere Ivan Basso, inserito nella lista degli iscritti. Ci potrebbe essere Miss Padania come madrina o il Va Pensiero come accompagnamento musicale. Ci potrebbero essere Borghezio – sostenitore delle ottime idee dello scontro di civiltà – e Reguzzoni, che nei giorni scorsi ha proposto, come prima azione per uscire dalla crisi economica, il taglio di tutti i fondi per l’assistenza ai richiedenti asilo arrivati nel nostro paese. Per entrambi probabilmente la morte di decine di immigrati in arrivo a Lampedusa in questi giorni va derubricata nel capitolo “risparmi” del bilancio nazionale. Penso non siano nemmeno da escludere le lodi all’organizzazione dell’assessore provinciale e la sua gioia nel veder pubblicizzati in diretta nazionale il Trentino e le sue montagne.

Ma come si è arrivati a questo? Perchè quella che a tutti gli effetti è un’invenzione geografica e una provocazione populista riesce a trovare legittimazione in un evento sportivo riconosciuto da organismi internazionali e finanziato da enti pubblici provinciali? Da quando il Trentino, da sempre definitosi “altro” rispetto all’immaginario padano, è stato annesso all’autoproclamato stato leghista? E ancora, nessuno degli attori di questa tragicomica storia – siano essi politici, federazioni internazionali, ciclisti, direttori sportivi o giornalisti – sente crescere dentro di sè un certo imbarazzo nel doversi confrontare con una tale stupidaggine?

La guerra dei simboli. Perché di un’enorme stupidaggine si tratta. Frutto di una classe politica – sì, anche quella leghista! – che fatica ormai a rispondere alle richieste dei suoi elettori e dell’intera popolazione nazionale. All’Italia si propone come partito di lotta e di governo, ben lontano dalla spensierata spregiudicatezza politica – in ogni caso greve e pericolosa – della prima canottiera di Bossi e del suo movimento. Per la sua base continua a proporre un riscaldato minestrone di ampolle, slogan truculenti e simboli sdruciti. Simboli che non bisogna sottovalutare ma interpretare e criticare fortemente, senza cadere nella tentazione – spesso forte – di contrapporvisi fisicamente in quanto tali.  Sarebbe come continuare a fissare il dito, dimenticandosi di guardare alla luna. E’ la luna, bellissima e difficile da conquistare, verso la quale dobbiamo volgere lo sguardo e le braccia in un tentativo di abbraccio. E’ verso un mondo nuovo che dobbiamo indirizzare il nostro percorso assumendoci il compito di costituire una squadra affiatata e ben assortita, capace di iniziare una corsa a tappe piena di montagne da scalare, discese pericolose da affrontare, difficoltà con cui fare i conti. Da dove cominciare? Dalla prima pedalata, siamo ancora prima del Km 0.

f.

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