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Oltre le retoriche sull’Autonomia.

In Ponti di vista on gennaio 28, 2012 at 10:58 pm

LACCI E DENARI. L’artista messicano Omar Garcia (insieme al catalano Jordi Galindo) ha rappresentato graficamente – dopo un lavoro preparatorio fatto di alcuni dibattiti pubblici – lo stato dell’Autonomia trentina nel murales realizzato dentro le gallerie di Piedicastello. Un’aquila in un cielo minaccioso di nubi dalle tinte apocalittiche che prova a distendere le ali per spiccare il volo ma è trattenuta dai legacci che la costringono a terra, prigioniera di particolarismi e di interessi divergenti. Una pioggia disordinata di monete che cadono verso il terreno, tintinnante jackpot della specialità trentina di cui tanto si discute ultimamente. Non proprio una fotografia rassicurante per le prospettive future dell’istituzione autonomistica. Sicuramente un monito che conferma l’esigenza pressante di una discussione seria sul presente e sulle prospettive della comunità trentina e delle sue politiche di autogoverno, unita all’abbandono di posizioni retoriche, di interesse e folkloristiche su un tema così complesso.

STATI GENERALI. Emergenza e crisi come opportunità. Emergenza e crisi come momento di necessaria – tardiva? – condivisione. Purtroppo emergenza e crisi anche come fattori disgreganti, oltre che di irrigidimento delle posizioni in nome di necessità di difesa identitaria. In questo contesto si inserisce la convocazione degli Stati Generali dell’Autonomia. Ne ha parlato sabato 28 gennaio in maniera puntuale e condivisibilissima Roberto Toniatti dalle pagine del Corriere del Trentino. L’Autonomia – intesa nel suo senso etimologico ma anche come forma di governance – non ha bisogno di eserciti disposti a schierarsi in sua difesa ma di “stati” capaci di valorizzarne l’esistenza, di arricchirne il significato, di condividerne l’essenza. Il Trentino, come eccezione amministrativa e come territorio nel cuore dell’Europa e a ben vedere anche del Mediterraneo, non può concentrarsi esclusivamente su se stesso e sui propri confini ma deve essere sostenitore convinto di una diffusa richiesta di crescente autonomia, responsabilità e libertà – come benissimo spiega Toniatti – e promotore di un dialogo continuo tra esperimenti di autogoverno che nel nostro tempo stanno prendendo forma. Mi auguro la convocazione degli Stati Generali nasca da un’ambizione di questa portata e non solo dall’emergenza – se così la si può intendere – di rispondere agli editoriali di Gian Antonio Stella.

QUARTO STATO. Un ultimo appunto su un tema importante sollevato sempre dal professor Toniatti nel suo editoriale, ossia il coinvolgimento del “quarto stato” nella discussione sui temi dell’Autonomia. Mi è capitato nei giorni scorsi di partecipare ad un incontro organizzato dalla Comunità di valle della Val di Cembra e la presenza della popolazione locale – invitata a conoscere il nuovo ente territoriale – era decisamente scarsa. Non era una bella immagine la sala semivuota e non è sicuramente un buon auspicio in vista di discussioni ben più articolate che dovrebbero coinvolgere i cittadini. Ricreare luoghi di incontro che attraggano gli individui e i gruppi che compongono la comunità non è operazione per nulla scontata e il rischio concreto è che il risultato dell’incontro degli Stati Generali dell’Autonomia sia la stucchevole riproposizione di decine e decine di riunioni e convegni già visti. Questa prospettiva non sarebbe ovviamente di nessun aiuto alla comprensione del contesto che viviamo e dei suoi possibili e auspicabili scenari futuri.

f.

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