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Sentirsi noi.

In Ponti di vista on febbraio 10, 2012 at 2:36 pm

ANALISI LOGICA. Non più Provincia ma Comunità Autonoma. Il primo passo sulla strada della scrittura del terzo statuto di Autonomia è di natura nominalistica. Dal punto di vista etimologico un bel salto.  Da pro-victa – precedentemente debellata, soggiogata – a communitas, ovvero “più persone che vivono in comune sotto certe leggi e per un fine determinato” lo scarto è evidente e almeno in parte rappresenta quale potrebbe essere la prospettiva futura del Trentino. Autonomia (quasi indipendenza) nella gestione delle risorse e dei servizi, aumento delle responsabilità in tema di autogoverno e autocontrollo, decentramento e necessaria orizzontalità nel nuovo sistema di governance.  Sarebbe fin troppo semplice pensare però che il cambiamento possa nascere dalla sostituzione del nome sulle carte intestate o sui cartelli stradali. Prima di essere comunità è necessario sentirsi comunità. E quindi del discorso autonomistico non può cambiare solo il soggetto (di diritto), e cioè l’ente politico, geografico e gestionale – spesso accentratore – di oggi. Ma deve essere modificato anche  il verbo, perchè contrariamente alla classificazione femminile e singolare, la comunità si lega alla prima persona plurale. Noi (comunità) condividiamo. Noi cooperiamo. Noi accogliamo e conviviamo. Noi cresciamo. Noi studiamo. Noi decidiamo. E ancora anche i complementi del soggetto devono essere arricchiti e messi in comune perchè la comunità – entità spesso contraddittoria, scorbutica e per nulla lineare – non sia somma di interessi, particolarismi e autoreferenzialità o enclave ripiegata su se stessa incapace di guardare oltre i propri confini. Comunità è concetto politico e sociale alto e allo stesso tempo scivoloso e ha – in potenza – la forza di incentrare l’attenzione sugli individui che compongono un territorio riconoscendone un ruolo centrale nella vita collettiva. Tutto bello, idealmente democratico e estremamente responsabilizzante perchè presuppone la sparizione di mammaProvincia, factotum onnipresente, e l’inizio di un auspicabile futuro cooperativo, condiviso e sostenibile del Trentino.

LO SGUARDO STRABICO. Un occhio ad osservare se stessi, ad indagare la propria disponibilità ad approssimarsi all’altro – inteso come colui che ci sembra più distante da noi -, la propria predisposizione a cedere qualcosa in nome di una più equilibrata redistribuzione delle risorse, di una più ampia garanzia di opportunità offerte ad ognuno. L’altro a guardare, e cercare di capire, gli enormi cambiamento che stanno attorno a noi, e che fanno di ogni angolo del mondo punto di partenza, transito e arrivo di flussi di persone, culture ed esperienze e che non permettono di chiudersi a riccio attorno ad una monolitica forma di appartenenza o identità. Questo sguardo strabico è lo strumento ideale per riuscire oggi a comprendere i contorni, necessariamente sfumati e permeabili, di quel noi che rappresenta la base reale di una comunità. Significa mettere in contatto istituzioni e cittadinanza,  giovani e anziani, uomini e donne,  studenti e lavoratori, imprenditori e agricoltori,  autoctoni e stranieri e farli dialogare tra loro, chiedendo loro di mettersi in gioco fuori dagli schemi classici della divisione prestabilita dei ruoli e delle aspettative. La comunità si incontri, la comunità discuta, la comunità immagini e si dia obbiettivi da raggiungere. Costruire comunità per me significa questo.

f.

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