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Primarie 2012/2 – Laura Puppato

In Ponti di vista on novembre 3, 2012 at 8:35 pm

Povo, Centro civico – 28 ottobre 2012

Ritardo. Scrivo questo articolo con un po’ di ritardo, è passata già una settimana dall’incontro con Laura Puppato. Poco tempo, in un fine settimana pieno di lavoro e – devo ammetterlo – anche una certa difficoltà a mettere insieme i pezzi di una serata che non mi ha lasciato molti ricordi indelebili.‎ #puppatotrento niente camper, peró caldarroste.Il clima è completamente diverso rispetto a quello dell’arrivo di Matteo Renzi. Sala “di partito”, pubblico “di partito”, rinfresco finale con torte e castagne. La periferia come luogo di una candidata fuori dagli schemi e che proviene dal territorio, mentre il rottamatore punta dritto al centro e alla grande platea. A ognuno il suo, certo saper comunicare e scegliere il palcoscenico giusto non è questione secondaria in una campagna elettorale del 2012. #puppatotrento la forma magari non è tutto, ma è comunque importante…candidata in ritardo! Il ritardo non è solo mio. Laura Puppato si fa aspettare per un’ora circa, arriva trafelata da un giro d’Italia organizzato per raccogliere le firme che le garantiscono l’investitura ufficiale a candidata alle primarie. Nell’attesa ci si diletta in analisi spicce. #puppatotrento si parte sempre da crozza, almeno l’analista politico di riferimento é condiviso. Si parla di regole, di sondaggi e di primarie di carta (quelle proposte dal giornale il Trentino). Vengono alla luce retroscena tragicomici che confermano l’assoluta sfacciataggine dei politici nostrani nella conduzione della propria attività di costruzione del consenso, spesso clientelare. La vera assente, paradossalmente, è proprio la politica, che dovrebbe essere passione, idee, visione del futuro.
#puppatotrento si dice che bersani non venga da queste parti per le primarie…terra renziana? Durante la serata si fa largo anche questa interpretazione della campagna elettorale in corso. Cosa dovrebbe fare allora il povero Tabacci, assieme a Puppato – per motivi molto diversi – veri ectoplasmi di queste primarie che sono in tutto e per tutto una corsa a tre tra Bersani, Vendola e Renzi?

Contenuti. #puppatotrento galeotta fu concita de gregorio. Matteo Renzi ha come mentore Giorgio Gori, Laura Puppato ha l’ex direttrice dell’Unità come talent scout. Non so chi dei due stia meglio da questo punto di vista. Il comitato che sostiene l’unica candidata donna, e anche chi presenta l’incontro, lamenta una sua scarsa visibilità sui media ed è è vero, benchè nell’oretta di chiacchierata a cui partecipo non si capisca del tutto quale sia lo scopo di questa candidatura. Portare  nell’agenda del centro-sinistra tematiche che altrimenti non troverebbero spazio? Forse, ma fino a un certo punto. Si tratta forse di una candidatura di genere, così come suggeriscono dal pubblico? Mi auguro di no, perchè tra le altre cose si rischierebbe di indebolire ulteriormente il già fragile ruolo femminile all’interno del contesto politico. Le categorie, una delle nostre grosse ossessioni, pretendono di incasellare tutto e rendono la realtà rigida e all’apparenza inmodificabile. Le categorie, così come le abitudini e le ideologie, sono ostacoli al cambiamento.
La sensazione  è che si tratti di una partecipazione di testimonianza ed è un peccato perchè alcune specificità della figura di Laura Puppato sono decisamente interessanti e preziose in un contesto politico così arido e privo  di idee.
#puppatotrento no grandi opere, “riparare il mondo” #langer. La visione langeriana di un mondo di cui dobbiamo prenderci cura, in contrasto con quel verbo che affida ancora alla “crescita” le speranze per l’uscita dalla crisi. #puppatotrento la lotta alla diseguaglianze sociali, nel tentativo di risolvere ed evitare nuovi conflitti. Un marcato accento sul sociale, unito all’interessante accenno alla necessaria mediazione dei conflitti esistenti. C’è chi teorizza pure il contrario. #puppatotrento Stato più leggero, meno vessatorio. Un po’ Oscar Giannino, anche se di fatto non si è capito come si dovrebbe realizzare questa profezia. #puppatotrento green economy e smart cities…Un po’ quello che dicono tutti, ma abbastanza convincente. A volta copiare va benissimo, e l’aver citato Friburgo (ci sono moltissime fonti a rigurado) come esempio di smart city sostenibile e futuristica lo testimonia.

Appunti sparsi. Non ho assistito per intero all’incontro e sono dovuto andare via prima della fine. Ho fatto in tempo a capire alcune cose. #puppatotrento anche Puppato, come Renzi, guarda all’elettorato fuori dai confini del PD. Chi deve governare un territorio, nel caso di Puppato il Comune di Montebelluna, la ricerca del consenso va necessariamente oltre gli steccati ideologici e si costruisce nella relazione quotidiana con le persone che si incontrano. Dal dialogo, dal tentare di confrontarsi nascono rapporti e fiducia, e dal comunicare le proprie convinzioni, cercando di farsi capire e accompagnare nella ricerca di una comune direzione.
Altre cose invece fatico a comprenderle. #puppatotrento l’energia di Renzi, la competenza di Bersani, la coerenza della Puppato…il risultato? ipotesi? E il carisma di Vendola, certo. La cosa che più mi stupisce – o forse no – di queste primarie è come uno strumento, potenzialmente importante per riconciliare i cittadini con la politica, si possa ridurre a terreno di scontro (spesso nemmeno leale) tra diversi che non sanno ascoltarsi, tra opposti che non sanno compromettersi tra loro, tra visioni che non fanno nulla per potersi conciliare, o almeno confrontare. Passaggio obbligato  – più per necessità che per convinzione – che nulla ha di fondativo,  in assoluta continuità con un passato recente tragico per la classe politica italiana. A poco servono gli slogan (#Adesso, #Oppure o #ItaliaBeneComune) se non cambiano in profondità i paradigmi dell’agire politico e più in generale del convivere civile.

Contesti. Nel fine settimana scorso diversi fatti rilevanti. Le elezioni siciliane, con l’exploit del M5S (prevedibile sì, ma non in queste proporzioni), la vittoria posticcia del centrosinistra con pesante rischio di ingovernabilità e il 53 % di astensione. Il rieccheggiare disperato del grido berlusconiano sempre più assurdo e altalenante, che ancora putroppo non rimane del tutto inascoltato. L’anomalia del governo dei tecnici che prosegue nella sua opera; tra voti di fiducia, riduzione delle Province e promesse non sempre mantenute. Tutto intorno un paese che oscilla dentro una tavolozza di sentimenti piuttosto fredda: rabbia, frustrazione, delusione, rancore, sfiducia. Mancano le parole per tracciare un percorso convincente, mancano gli spazi per ritrovare un vocabolario comune per produrre un discorso convincente. La fretta ha ridotto a brandelli anche il linguaggio che usiamo, sempre più povero e frammentato. Tra rottamazioni, punti G, e altre amenità. Un primo grande sforzo dovrebbe essere quello di ridare senso a ciò che pensiamo, diciamo e facciamo. Ne trarremmo giovamento tutti.

f.

*Ho rinunciato – per una volta – al formato polaroid delle immagini che accompagnano gli articoli di questo blog. Lo faccio per far apprezzare al meglio una fotografia di Primož Bizjak, vista nella mostra “Difesa di Venezia”.

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