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Primarie 2012 /3 – Nichi Vendola

In Ponti di vista on novembre 18, 2012 at 12:36 am

Trento, sala della Cooperazione – 14 novembre 2012

Darsi il tempo. Terzo, ed ultimo, appuntamento con i candidati alle primarie del centro-sinistra. Confermata l’assenza del duo Tabacci/Bersani. Il Trentino nella geografia politica dell’Italia sembra valere quanto il Vermont negli Stati Uniti, i candidati non ci passano neppure. Questa è stata la settimana del dibattito televisivo. Si è detto tutto e il contrario di tutto sulle due ore di mix tra politica ed X-Factor di lunedì 12 novembre. Condensare in un minuto e mezzo le proprie idee su scuola, lavoro o innovazione è un difficile esercizio di sintesi che non mi ha convinto del tutto. La domanda sul pantheon di riferimento mi ha deluso molto, così come le polemiche successive dentro l’elettorato di sinistra che non vedeva rappresentati a sufficienza i propri padri nobili. In un contesto di spaesamento generale e di pericoloso sfarinamento dei legami sociali e politici mi sarebbe piaciuto vedere i cinque candidati attorno ad un tavolo a sperimentare davvero la pratica del confronto (per etimologia: mettere a fronte una cosa con l’altra, per conoscerne le somiglianze e le differenze) mettendo per un giorno da parte la sfida elettorale. Un programma comune, un immaginario condiviso, una serie di proposte che vadano a colmare quel vuoto che la politica negli ultimi decenni ha lasciato nel nostro paese. Niente di tutto questo, ad ognuno pochi secondi a disposizione. Poi votazione, o meglio televoto. Ai punti vincono probabilmente Vendola e Renzi, con Bersani schiacciato tra i due principali sfidanti. Si parla di una vittoria del centro-sinistra democratico e dialogante ma le idee latitano o almeno continuano a non avere lo spazio per essere discusse.

Gli amici di Nichi. #primarie2012 #vendola congresso, congresso, congresso…inizio solenne. La sensazione di una riunione di partito è forte, e così prende forma l’idea che Vendola partecipi a queste primarie con un ruolo tattico e non davvero per vincere. Raccogliere qualche voto in più (in chiave di conteggio elettorale) dentro la sinistra per pesare di più dentro la coalizione dopo un buon risultato nelle urne. Un obiettivo non proprio nobile che ha le proprie radici dentro una coalizione – davvero esistente? – disomogenea e litigiosa, dentro la quale viene prima la difesa della propria particolarità e solo dopo, forse, il tentativo di mettere in comune un tratto di pensiero. Una strategia che mette in luce l’errore originale di Nichi: aver creato a livello nazionale Sel, un partito personale di cui non si sentiva la mancanza. Un’esperienza di testimonianza, minoritatia e fortemente identitaria. Una prosecuzione, inutile, della storia degli ultimi decenni di rappresentanza della sinistra radicale italiana. #ilconfrontoSkyTg24 #lavoro che ne uscirebbe da una chiacchierata tra Renzi e Vendola su questo tema? io sono curioso… Giorni fa immaginavo un incontro tra Pietro Ichino e Nichi Vendola sui temi del lavoro. Ho perso  la speranza di assistervi quando ho sentito additare il part-time come uno dei problemi dell’attuale mercato del lavoro, come fattore generante di povertà. Certe visioni ideologiche – e antistoriche – non possono conciliarsi con nessuna idea di cambiamento, vivono di certezze impossibili da scalfire. Si autoalimentano e non hanno bisogno di interlocutori. #primarie2012 #vendola “la meritocrazia come mascherina della selezione classista”. Applauso. Troppo semplice. E’ davvero così? E quindi? Delusione.
#primarie2012 #vendola luoghi comuni e categorie di una brutta sinistra. Nemmeno gli ideali e il pensiero sono rimasti. Livello basso… La prima ora della serata è dedicata alle testimonianze della società civile. La parte peggiore. Una serie di racconti, alcuni qualitativamente pessimi, di lotte o pseudo-lotte che dovrebbero rappresentare la spinta dal basso alla campagna elettorale di Vendola. Mi ha impressionato fra gli interventi quello di uno studente, partecipante alla giornata di sciopero europeo del 14 novembre. Tre minuti di comunicato letto con freddezza, senza alcun sussulto di passione. Sanzionamenti, conflitto, repressione, solidarietà ai compagni manganellati, ecc. Termini stereotipati che compongono il discorso marginalizzante di un movimento che descrive, purtroppo, una propria dimensione (fatta di simboli, pratiche e linguaggi ossessivamente ripetuti) minoritaria e incapace di sfuggire a vecchi modelli di antagonismo. Dispiacere.

La “lezione” di Nichi. #primarie2012 #vendola padroni, latifondo, proletari, borghesia e braccianti…un tuffo nell’attualità. Nichi fuori tema, fermati. Partire dalla Rerum novarum e arrivare alla globalizzazione è un bell’esercizio di storia e filosofia. Vendola lo fa con maestria, ma assomiglia al pifferaio magico che guida i topi con la sua musica ipnotica. Accarezza il pelo del suo elettorato e flirta con chi non si sente rappresentato da un Pd non abbastanza di sinistra e radicale nelle sue proposte. E si rischia, banalmente, di cadere in una retorica eccessiva e in uno spreco di aggettivi qualificativi. #primarie2012 #vendola Nichi le idee le ha, e sono belle, ma dentro un intervento da congresso di Sel rischiano di perdersi…e non va bene! I momenti migliori (così come era stato per Puppato e Renzi) sono quelli in cui viene a galla un’idea di buon governo del territorio. Innovazione, rapporto con il cittadino, scelte strategiche. Un piccolo manualetto di buone pratiche testate e replicabili. Forse basterebbe partire da lì. E invece? #primarie2012 #vendola Marilyn Monroe, Alex Langer, don Milani, Gramsci, la Bibbia…ecco il pantheon lontano da Sky! Nessuno può negare la capacità di Vendola nel raccontare e nel raccontarsi. La sua narrazione è convincente, sinuosa, articolata al limite del barocco e ne risulta un sermone laico che tiene dentro le figure storiche del PCI e una sterminata lista di citazioni. Forse addirittura troppo, ormai nel pantheon non c’è più spazio.
#primarie2012 #vendola Nichi d’assalto nel finale, “bruciare le nostre pigrizie culturali”…subito spento l’Internazionale incombente. Fuggire dalle categorie che ci fanno comodo, prendersi il tempo di ascoltare chi la pensa diversamente, scrollarsi di dosso il pesante bagaglio ideologico patrimonio di una sinistra antica. Vendola vuole provare a governare – così come fa in Puglia – anche in Italia, anche se forse non da primo ministro. Il suo invito è in controtendenza con gran parte del suo discorso, ed è forse il momento più indigesto per una grossa parte della platea che di un’identità forte e protettiva sembra sentire il bisogno. Solo il risultato delle primarie (per Nichi un risultato attorno al 10%? vittoria risicata per Bersani al ballottaggio?) e i mesi di avvicinamento alla scadenza elettorale ci sapranno dire se Vendola saprà portare tutto il suo elettorato dentro i confini del centro-sinistra per tentare di costruire una squadra di governo. Ne dubito.

In conclusione. #primarie2012 #vendola in definitiva, un bel vecchio comunista (non é un complimento) che ti riconcilia con il vocabolario. Sarà sufficiente?

f.

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