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La Politica di fronte a un bacio

In Ponti di vista on maggio 15, 2013 at 9:58 pm

francesco_hayez_008Commento all’articolo “La forza di un bacio”, pubblicato sul sito Politica Responsabile nei giorni della rassegna “Liberi e libere di essere”.

Partiamo da me e dalla mia esperienza personale. Sono nato e vissuto per i primi diciannove anni della mia vita in Val di Sole. Non ricordo durante il mio percorso scolastico un solo momento di approfondimento proposto in classe sul tema dell’omosessualità mentre ricordo benissimo le risate – anche le mie – all’ennesima battuta che riguardasse i gusti sessuali di un gay. La percezione era quella di prendere in giro e ridicolizzare qualcosa di “altro”, qualcosa di estraneo da quella comunità montana dentro il quale abitavo. Di questa stupida, banale e finta uniformità identitaria mi sono reso conto solo più tardi.
Sono passati circa quindici anni e ho avuto la fortuna in tutto questo tempo di conoscere e frequentare amici e amiche gay e lesbiche con cui condividere gran parte della mia esperienza di crescita culturale e sociale. La mia attenzione rispetto a queste tematiche ha un’origine umana e personale ancora prima che politica e sono assolutamente felice che sia stato così.

Questa formazione esperienziale – unita a una grande passione per il fare Politica – mi fa interrogare rispetto al manifesto proposto da “Liberi e Libere di essere” non tanto sulla sua opportunità quanto sul ruolo che la Politica può e deve assumere nella promozione di una crescita culturale e di consapevolezza per i propri cittadini.
Quali sentimenti può far nascere l’immagine di un bacio? Quali sono le categorie del buon gusto? Quali quelle della normalità? Chi e come può decidere quali sono i confini delle libertà sessuali? Chi ha il compito di promuovere, garantire e difendere l’uguaglianza nell’accesso ai diritti civili?

E’ la Politica – laddove non cerca il facile consenso – a farsi protagonista della costruzione di nuovi linguaggi e promotrice di nuove scommesse sociali e culturali. E’ sempre la Politica, non parlo dei singoli ma di un’organica azione di governo frutto di idee e ragionamenti di lungo periodo, che accetta di spiegare il significato di una campagna pubblicitaria o di una rassegna di eventi assumendosi la responsabilità di farsi carico anche di essere mediatrice intelligente tra sensibilità anche molto diverse tra loro. Tra chi si sente a disagio di fronte ad un bacio omosessuale e chi invece lo vede come la rappresentazione più naturale della realtà.

Laddove non riesce ad interpretare questi ruoli fondamentali – di genitore attento e sensibile come si suggerisce nel testo – la Politica arranca, cerca soluzioni che evitino se possibile la complessità e si chiude in un’azione difensiva. Cosí, e non dentro una generalizzata omofobia istituzionale, credo si possano spiegare le assenze o i silenzi, le difficoltà di rispondere alla provocazione di un’immagine – se di questo davvero si tratta – con la forza delle idee, con la profondità del confronto. Con l’ambizione, di chi si sente rappresentante di un’intera comunità, di provare quotidianamente a renderla migliore.

E’ dentro le tempeste che servono capitani coraggiosi, capaci di intendere la leadership come gestione collettiva e articolata dei continui conflitti e dei differenti interessi che vivono dentro la nostra società.

f.

(Il bacio, di Francesco Hayez – 1859 olio su tela)

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