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Piazza della Mostra e le buone pratiche della progettazione partecipata

In Ponti di vista on agosto 4, 2013 at 10:39 pm

Campomarzio è una realtà che da qualche mese ha trovato casa in via Suffragio, proprio vicino a casa mia. Un gruppo di architetti e non solo (tra l’altro giovani, e non guasta…) con la passione per l’urbanistica e più in generale una profonda curiosità per l’utilizzo dello spazio pubblico. Il loro primo progetto – anzi quello contrassegnato come #00 – è uno di quelli che negli ultimi trent’anni hanno messo più in difficoltà l’amministrazione comunale della città di Trento. Piazza della Mostra. Un po’ parcheggio e un po’ porta d’accesso al Castello del Buonconsiglio e al centro storico. Di certo ultimamente un angolo dimenticato e un quesito irrisolto per la gestione urbanistica comunale.
Una scelta ambiziosa e lastricata di difficoltà che però è stata percorsa in maniera intelligente, privilegiando il lavoro di gruppo e la messa in comune delle competenze di chi avesse voluto contribuire. Ne è emerso un risultato decisamente interessante. Un progetto e non il progetto, ma di sicuro un bel modo di immaginare la piazza e ciò che la circonda. Lo studio approfondito della storia urbanistica della città – e nello specifico del quartiere -, l’attenta rilettura delle varie ipotesi di lavoro proposte in precedenti studi, la corposa fase di analisi delle soluzioni attuabili e infine la stesura del progetto fino al preventivo di spesa.
Il risultato presentato lo scorso 18 luglio – lo vedete in parte nelle foto che rappresentano i materiali pubblicati – è una prospettiva che sembra coniugare il bello con la funzionalità, rispettando le peculiarità storiche e di utilizzo del luogo. A tutte queste note, assolutamente positive, si aggiunge inoltre il dato di un metodo partecipativo – quello utilizzato da Campomarzio per completare il progetto – che moltiplica il valore dell’intero percorso, dimostrando come anche in altri campi (politiche sociali, politiche culturali, animazione territoriale, ecc.) si debbano ricercare nuove formule di cooperazione e condivisione. E’ questa l’unica soluzione percorribile, pena il fallimento causato dalle corse solitarie, dallo scontro fra interessi contrapposti, dalla crescente incomunicabilità.

Grazie quindi a Campomarzio, nel merito e nel metodo.

f.

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  1. il link non funziona…

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