trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Ferragosto e lo sguardo sulla città…

In Ponti di vista on agosto 18, 2013 at 9:23 pm

TIC511-0352

Fa un po’ meno caldo in questi giorni. Si può passeggiare anche di primo pomeriggio, magari con un gelato in mano. La città d’agosto ormai si svuota relativamente, molte persone conservano qualche giorno di vacanza da sfruttare attorno a Ferragosto ma il centro storico non è poi così deserto.

Proprio la vigilia di Ferragosto, causa una mattinata caratterizzata da tempo incerto, la città di Trento si è riempita di turisti. Le vie del centro prese d’assalto, Muse e Castello del Buonconsiglio con code lunghissime di persone interessate a visitarli, ristoranti e bar riempiti. Il segnale di una città viva e attreante, anche se magari per un solo giorno e anche grazie ad una serie di fortunate coincidenze.

Lo sguardo di un osservatore attento – e curioso – però vede anche alcuni lati deboli del tessuto urbano; colpito, non diversamente da molte altre città italiane, da un certo svuotamento. Tante serrande abbassate (non solo per un errato giorno di chiusura), interi palazzi in cerca di affittuari o acquirenti, appartamenti o interi fabbricati di pregio che non trovano qualcuno disponibile a immaginarne un nuovo utilizzo.
Evitando di affrontare il tema del “riempimento” del nuovo quartiere delle Albere e del rilancio del Palazzo che gli da il nome, che richiederebbe ragionamenti più approfonditi, mi limito a fare tre esempi provando anche a sviluppare – sinteticamente – tre proposte di utilizzo.

  1. Via del Suffragio. Da qualche mese Via del Suffragio vede chiudere moltissimi esercizi commerciali. E’ vero, qualcuno cambia gestione – diventando magari “Compro oro” o “Sigaretta elettronica” – ma è innegabile che si stia perdendo molto della dimensione di quartiere che caratterizzava questa parte di città. Ultima dipartita, in questi giorni, quella del Bar Rossini, presente nella via da ben diciassette anni. Sono moltissimi i cartelli Affittasi che campeggiano su vetrine che lasciano intravvedere locali vuoti e polverosi.
    Perchè non pensare ad un’occupazione temporanea di queste caselle vuote dentro il mosaico della città? Perchè non immaginare una serie di “residenze” (teatrali, musicali, artistiche, di progettazione ubanistica, di animazione sociale, ecc.) che facciano vivere quelle che altrimenti rimangono delle ombre buie lungo la via? Si tratterebbe di riutilizzo creativo di spazi abbandonati che al momento non sembrano avere altre prospettive se non rimanere tali.
  2. Palazzo Ex Pellizzari. Sempre Via del Suffragio, ma un caso più specifico. Nel 2010 se ne andava una catena della grande distibuzione e da quel momento uno stabile di quattro piani e metrature imponenti è rimasto vuoto. Alcuni abboccamenti (Feltrinelli?) ma niente di concreto e un senso di spreco ad ogni passaggio di fronte alla facciata dalle mille finestre. Immagino che proprio le dimensioni e il costo d’affitto (o di acquisto) dello stabile scoraggino chiunque dal metterci mano.
    E allora perchè non unire le forze, magari associando energie pubbliche e private, per descriverne una nuova destinazione d’uso? Un centro d’eccellenza per l’innovazione nel mondo del lavoro, un laboratorio per nuove startup. Magari quella città dei mestieri, sul modello francese, di cui si parla da anni…
  3. Torrione, Piazza della Mostra. E’ di questi giorni la notizia della terza gara per l’assegnazione di questo stabile andata deserta. Anche in questo caso la richiesta economica e la destinazione immaginata – un garnì – sembrano essere ostacolo insormontabile per qualunque temerario.
    Sono da sempre affascinato da quella torre e dai suoi possibili utilizzi. Tra tutte le ipotesi ci sarebbe la possibilità di trasformarlo, per posizione e forma, in una sorta di casa dei cittadini. Una serie di spazi comuni destinati all’immaginare la città del futuro. A disposizione di tutti, in un costante confronto tra amministratori e amministrati, con una caratteristica particolare e molto simbolica. All’ultimo piano, le finestre poste a  360 gradi permettono di guardare, quasi dal centro della città, verso ogni angolo di Trento, dalla collina fino a Piedicastello. Quale luogo è più adatto per consentire uno sguardo lungo sul territorio che si abita e si vuole rendere migliore? Avrei visto bene dentro questa struttura, e con questi obiettivi, il Centro Sociale dei miei sogni. Ma questa…è un’altra storia.

Mi piacerebbe, lo dico da tempo, che dentro la città di Trento si aprisse una fase nuova di gestione partecipata degli spazi pubblici e di sana relazione/collaborazione con chi deve amministrare spazi privati. Mi auguro possa essere così e che questa mia breve riflessione sia di aiuto.

f.

Annunci
  1. Guarda, proprio oggi sull’Adige c’è in prima pagina la pubblicità della boutique Lucia che apre in Via Suffragio… 🙂

    A parte gli scherzi, a me mette malinconia vedere una delle vie storiche di Trento, una alle quali sono più affezionato, ridotta in questo modo… Feltrinelli, secondo me, avrebbe dato un ottimo impulso. Le librerie piacciono sempre e la gente, di rimando, avrebbe poi visitato anche gli altri negozi della strada, come accadeva con Pellizzari… Speriamo che non apra l’ennesima banca o assicurazione…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: