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“Welcome/Benvenuti” – La sceneggiatura per una serie tv.

In Ponti di vista on settembre 27, 2013 at 10:26 pm

Shipyard #15, edward burtynskyNei mesi scorsi la Trentino Film Commission ha aperto una selezione per partecipare ad un workshop dal titolo “Scrivere seriale”. Si veniva selezionati in base ad una sceneggiatura breve per una serie tv da realizzarsi in Trentino. 3600 battute al massimo. La mia scrittura non è tra quelle che – da domani – faranno parte del lavoro di gruppo. La condivido comunque su questo blog, se qualcuno la vorrà leggere e, chissà, produrre.

Welcome/Benvenuti.*

Tre fratelli afghani (Anoosheh, Fariad e Jaweed. 6, 9 e 12 anni) nascosti dentro la stiva di una nave da Patrasso a Venezia. Scappano dall’Afghanistan mai veramente uscito dalla guerra e dalla Grecia, inaccogliente territorio di passaggio. All’arrivo in Italia, tre tuffi nel buio. Solo in due raggiungono la riva. Sono diversi i giovani intercettati dalla Polizia nel porto di Venezia. La notizia è su tutti i giornali, la polemica imperversa in città e ha eco nazionale. Gli operatori di Accoglienza Stranieri (tra cui Silvia, che lavora a Venezia e Trento) si impegnano nel lavoro al fianco dei profughi. In Comune Gianfranco (politico sincero e passionale; segnato da vent’anni di lotte difficili) si batte contro i richiami allo scontro di civiltà e contro amministratori cinici e insensibili.

Claudio è un architetto di trentacinque anni. Vive a Trento ma lavora spesso nel suo studio in un capannone dei docks di Porto Marghera. Spirito progressista, ma distante dall’impegno sociale. Stefano – il suo compagno, quarant’anni – è un giornalista dalla scorza dura, inviato di guerra per alcuni anni. I suoi princìpi e il suo carattere hanno limitato la sua carriera e ora dirige la redazione locale del giornale della città di Trento. Una coppia solida, che vive apertamente il proprio rapporto sia negli appuntamenti mondani della Biennale veneziana che nella vita più tranquilla di una città in mezzo alle Alpi. La loro quotidianità viene interrotta dall’incontro con Anoosheh e Jaweed.

Claudio scopre fratello e sorella nascosti nel suo studio, impauriti e in fuga della Polizia. E’ difficile comunicare senza una lingua in comune. Il primo impatto è complicato, ma istintivamente Claudio decide di  proteggerli. Condivide la scelta con Stefano, anche se da questo momento la loro vita si complica e si intrecciano (e si scontrano) abitudini, culture, sentimenti. Per Stefano e Claudio il lavoro, i viaggi, la relazione di coppia, le amicizie assumono una nuova definizione e mutano le priorità valoriali e le aspettative di vita. E’ la nascita di una nuova famiglia.
L’impossibilità di tenere nascosti i due ragazzi spinge Claudio a cercare una soluzione per la loro situazione di “senza stato”.  Chiede a Stefano di iniziare un’inchiesta sul tema dei minori stranieri non accompagnati: il viaggio, le speranze di futuro negate. Verranno a galla malaffare, traffico di esseri umani, spaccio di droga. Per Claudio e Stefano significa fare i conti con intimidazioni, mettere in gioco certezze, accettare il rischio di perdere tutto per conquistare qualcosa di più importante: un futuro per loro stessi e per quelli che vedono ormai come proprio figli.

Provare a percorrere la via dell’adozione. La regione Veneto non la prevede per le coppie omosessuali, diversamente da quanto succede nel vicino Trentino. Ne segue un periodo di difficile distacco – i ragazzini vengono ospitati presso un centro di accoglienza a Trento -, e un crescente complicarsi delle vite dei protagonisti. E’ attraverso la relazione con Gianfranco che Claudio e Stefano conducono la loro battaglia fatta di giornate passate in tribunale, di sedute in Consiglio comunale, di nottate in bianco a pensare al futuro, di manifestazioni e incontri. E’ grazie a Silvia che riescono a mantenere vivo il rapporto con Anoosheh e Jaweed. La loro storia diventerà paradigmatica per un’intera comunità per un diverso modo di immaginare l’incontro tra diversi e – anche – tra diversamente discriminati. Una comune scoperta di un nuovo orizzonte culturale e sociale.

E’ una storia delicata ma dai sentimenti forti, di rabbia e amore. E’ una storia “politica” dentro il presente italiano per immaginarne un futuro diverso.

*La serie Welcome/Benvenuti si inserisce all’interno del percorso di candidatura di Venezia con il Nord Est a capitale europea della cultura per l’anno 2019. Lo slogan scelto per la candidatura, a rappresentare il taglio proposto dal comitato organizzatore, è Culture of Peace. Nel progetto è coinvolta anche la città di Trento.

f.

– Fotografia di Edward Burtynsky

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