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Buon compleanno Cafè de la Paix

In Ponti di vista on dicembre 2, 2013 at 8:50 am

ingresso-tn-cafè-de-la-paix-592x380Marsiglia, venerdì 29 novembre 2013. Non ho partecipato alla festa del primo compleanno, ma un pensiero è andato al Cafè de la Paix.

E’ passato un anno. Eppure sembrano due. O tre, o di più. Non c’è soddisfazione più grande, oggi, di accorgersi che un’intuizione era giusta e che – nonostante le difficoltà incontrate – era giusto metterla alla prova.
Nei primi mesi di attività ci eravamo stupiti del numero impressionante di soci che il circolo raccoglieva, più di diecimila. Quella cifra rappresentava un segnale evidente di un “bisogno” della città, e il Cafè, cosí come è stato pensato, costruito e fatto vivere è stata la risposta perfetta. Colorato, intelligente, accogliente. Un angolo di mondo – una boccata d’ossigeno – in pochi metri quadrati dalla forma angusta, piazzati in  uno spazio dimenticato e depresso della città.

Non è stato facile dare continuità al lavoro impostato da Cafè Culture, perché nemmeno Trento è immune da quei sentimenti rancorosi che sono cifra – triste e pericolosa – del nostro tempo. L’ordinanza che per qualche mese ha tenuto in scacco l’attività, con conseguente danno economico, è la fotografia di un contesto cittadino spesso non favorevole. Le lamentele di un gruppo di vicini (legittime, ma da ascoltare con altri strumenti rispetto alle azioni restrittive utilizzate…) e l’invidia di qualche esercente – incapacità di fare rete? difficoltà a confrontarsi con un certo tipo di offerta? – sono stati detonatori di una pesante azione di controllo nei confronti del Cafè. Una fase passato oggi – incrociamo le dita – almeno per quanto riguarda Passaggio Teatro Osele. Ma proprio nei giorni di questo primo compleanno ci accorgiamo che un’idea diversa di gestione dello spazio pubblico e della mediazione dei conflitti, oltre che dello sviluppo di una nuova imprenditoria culturale,  è ancora distante dal potersi dire condivisa.

Trento negli anni non ha saputo affrontare un tema fondamentale: il rapporto tra città e cittadini. Lo ha sempre rimandato e oggi fatica a riprendere le fila di un discorso da troppo tempo accantonato. Ed é un bene che almeno alcuni – anche dalle colonne di questo blog – richiamino tutti gli attori in campo ad assumersi la responsabilità di parlarne, di problematizzare, di farsene carico. Guardando anche a qualche esperimento riuscito, così com’è senza dubbio il Cafè de la Paix. Oggi é il giorno della festa, ma da domani l’obiettivo resta sempre il futuro da immaginare. Un futuro che non riesce a stare dentro la formuletta #Trentoègiovane, e abbiamo avuto modo di capirlo durante questi lunghissimi dodici mesi.

Buon compleanno Cafè de la Paix.

f.

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