trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Tra il dire e il fare…

In Ponti di vista on dicembre 17, 2013 at 1:31 pm

tumblr_mhoe3izbhO1qg9zhfo1_1280La più famosa rimane quella di Nanni Moretti, rivolta nel film Aprile, a Massimo D’Alema. “Dì qualcosa di sinistra…” è l’invocazione che ancora oggi a quindici anni di distanza si utilizza – con un mix di ironia e serietà – per segnalare l’esigenza di una maggiore forza del pensiero di sinistra, oggi ritenuto assente dall’arena politica. Cercherò di spiegare perchè ogni volta che la sento pronunciare, o la trovo riportata in uno dei mille rivoli di conversazione sui social network, capisco che c’è qualcosa che non va. Oggi più che mai, dentro le oscillazioni scomposte di un mondo che fatica a trovare un suo equilibrio non sono venute meno (come è di moda argomentare…) le categorie novecentesche di destra e sinistra, ma certo queste fanno incredibilmente fatica a stare al passo con le sfide che a loro si presentano quotidianamente. Che si tratti di comprendere la composizione sociale dei “forconi” o di descrivere – e servirebbe, decisamente – un’ipotesi di governo credibile.

Per colpa di interpreti certamente meno lungimiranti e illuminati di un tempo e per un’evidente confusione che impedisce di orientarsi bene dentro una “geografia politica” schizofrenica e frammentata. Inoltre esiste un problema di vocabolari, di linguaggi e di pratiche; anche questi fattori di caratterizzazione di un modo di fare politica oggi più sfumati, che non riescono – da soli – a produrre contesti identitari sufficientemente chiari e ricompositivi. Questi sono i motivi principali che rendono oggi molto più complicato il posizionarsi dentro quelle che un tempo erano le famiglie classiche dell’agire politico. Oggi le appartenze variano a seconda delle dichiarazioni rilasciate ai giornali da questo o quel leader, o in relazione ad un tweet maliziosamente lanciato in rete da un ufficio stampa. Oppure vivono, o meglio sopravvivono stancamente, dentro vecchi schemi oggi inutilizzabili. In questa contraddizione tra postmodernità liquida e nostalgia delle certezze del secolo scorso c’è la fotografia del tempo che stiamo vivendo, dove ancora si prova (per semplicità e convenienza) a descrivere la società e i fenomeni che la scuotono come disegnati su una linea retta che va da destra a sinistra, senza curve ne interruzioni. E’ allora naturale che “Renzi sia di destra”, “Civati ci riporti a sinistra”, “I forconi siano tutti fascisti”, “Grillo sia nazista e dieci minuti dopo un no-global” e persino “Papa Francesco sia un compagno quando recita l’Angelus”, ovviamente a domeniche alterne.

È qui che mostra tutti i suoi limite il continuo richiamo al “dire qualcosa di sinistra”. Non mancano infatti quelli che hanno espresso ed esprimono concetti che si potrebbero tranquillamente definire di sinistra (anzi, sono  pure troppi quelli che prendono la parola solo per confermare un’appartenenza…), ma sta proprio nel verbo dire il problema. E’ tra il dire e il fare, tra la visibilità e la concretezza che si è creato il corto circuito della politica, così da ridurre la visibilità a comunicazione efficace, e da non riconoscere nella concretezza lo sviluppo di processi determinati anche da una buona governance frutto dell’azione comune e quotidiana di istituzioni e cittadini.
E’ dentro questa concretezza, che supera la facilità del messaggio “di parte” e si confronta con la complessità del reale, che possono essere riqualificati i significati di tante parole care alla sinistra, oggi incapaci di rappresentare una visione del mondo. Equità, solidarietà, lavoro, comunità, diritti, pace, ambiente, cultura, territorio. Ce ne sono molte altre, che non sto qui ad elencare.
Certo mi si dirà che l’identificazione in una parte politica è inevitabilmente legata a valori di riferimento dati per scontati – le vecchie ideologie… -, ma sempre di più il senso di essere ben rappresentati si costruisce (e si dovrà ricostruire, per quello che abbiamo visto in questi anni) attorno alla capacità del politico e delle istituzione di saper prendere decisioni, di mettere in moto le azioni di cui i cittadini hanno bisogno, di saper interpretare il bene comune e guidare processi culturali che coinvolgano l’intera comunità. Tutti obiettivi ambiziosi dentro un contesto economico e sociale molto diverso rispetto al precedente. Tutte azioni articolate, che tengono al centro anche la necessità non più derogabile di riformare le istituzioni democratiche, per chi ovviamente crede che abbia ancora un senso preservarle dalla distruzione.
I “forconi” – nella loro parzialità e mi auguro debolezza – ci dicono che è proprio una rappresentanza credibile a mancare e che persone accomunate da identità multiple e fragili (giovane, vecchio, disoccupato, pensionato, abitante della periferia, imprenditore, dipendente, partita iva, immigrato, cassaintegrato), trovano coagulo attorno a sentimenti di rabbia, rancore, disillusione, spaesamento. Il risultato è un rifiuto di qualsiasi tipo di interlocuzione, in una sorta di deriva autodistruttiva. La causa scatenante e ciò che ne deriva si sovrappongono nell’assenza permanente della politica.
Non più e non ancora dovrebbero essere le parole chiave per mettere un po’ d’ordine e cercare di offrire oggi una rappresentanza che non sia esclusivamente di testimonianza o di pura contrapposizione a qualcosa che si percepisce come altro da sé. Non più, perché guardandosi indietro servirà capire cosa di ciò che è stato non sarà più ripetibile. Non ancora, perché il futuro rimane il tempo verso il quale bisogna continuare a guardare, dandosi da fare per immaginarlo e costruirlo – davvero – tutti insieme. Questo doppio binario è l’unico che ci porta fuori da una crisi (forse non è più nemmeno questa la parola giusta da utilizzare…) che riguarda ognuno di noi. La politica dell’annuncio, in questo clima, ha il fiato corto. E quindi, tra il dire al fare…

f.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: