trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Elezioni europee: il giorno dopo, i giorni che devono venire…

In Ponti di vista on maggio 26, 2014 at 2:13 pm

2b_farbe_paul_kleeFRONTE INTERNO, LA CONTA E’ FINITA. Il PD ha vinto, in maniera quantitativamente e qualitativamente inaspettata. Matteo Renzi ha vinto, e lo hanno detto in troppi per doversi soffermare troppo su questa notizia. Non è il dato percentuale monstre (oltre il 40%) a fare impressione ma quello dei “voti veri”, lievitati di oltre 3 milioni dalle Politiche2013, proprio mentre la scarsa affluenza livellava verso il basso i risultati delle altre forze politiche (M5s in testa, con più di due milioni e mezzo di preferenze lasciate per strada).
La sensazione però è che per capire l’esito di questo voto – e le prospettive che ne derivano – non sia sufficiente leggere attentamente i numeri, ma serva approfondire alcuni aspetti peculiari della situazione politica italiana. Sul contesto interno del nostro Paese incidono, con varia intensità, la novità Matteo Renzi (anagrafica, di linguaggi, di orizzonte, di composizione dell’elettorato), l’impresentabilità del centro-destra (chi?), l’inconsistenza della sinistra classica (Tsipras raggiunge di un soffio lo sbarramento, ma con gli stessi voti di Sel dodici mesi fa…), la crisi di rigetto del M5s (cosa vorranno fare da grandi?). In questo strano groviglio di concause, Renzi si è mosso con spregiudicata razionalità, sapendo oscillare tra una sorta di (pop)ulismo rassicurante e una frenetica – e a volte un po’ fumosa – corsa al #cambiareverso. Ha intercettato – buon per lui e buon per noi – anche una grossa parte di quel voto di pancia che in altri paesi d’Europa ha premiato formazioni dal pedigree per nulla rassicurante e che si credeva, sbagliando, fossero a completo appannaggio di Beppe Grillo. Non ha solo strizzato l’occhio ai moderati (non è certo un peccato) ma ha saputo rimescolare elettorati, generazioni, interessi. Non dargliene merito sarebbe segno di disonestà intellettuale. Tutti devono prendere atto di questo mutato quadro politico – senza dimenticare il dato comunque ampio degli astenuti – e a tutti, Renzi e PD compresi, è richiesta ora la capacità di rimettersi in gioco e di descrivere nuove traiettorie dell’agire politico. “Abbassare i toni, alzare le ambizioni…” è l’auspicio, decisamente condivisibile, che Matteo Renzi ha lanciato nella prima conferenza stampa post-voto.

EUROPA DA NON DIMENTICARE. Mi piace pensare che sia simbolico il fatto che il PD abbia ottenuto questo ampio consenso proprio in occasione delle consultazioni europee. Mi piace pensarlo perché sarebbe importante che tale affermazione non avesse come conseguenza il rafforzamento dell’idea di una “vocazione maggioritaria” a livello nazionale (alcuni citano addirittura la Juventus di Antonio Conte, sorvoliamo…) ma fosse lo stimolo ad aprire lo sguardo, a dare corpo a quella politica assieme territoriale ed europea che da tempo auspico come via di fuga sia dal richiamo al centralismo della sovranità nazionale che da un vuoto richiamo a “più Europa” senza nessun accenno ad un condiviso progetto federalista. Il consenso interno ottenuto dal PD – sommato a un clima tutt’altro che favorevole in giro per l’Europa (Francia, Gran Bretagna e Ungheria soprattutto) – mette il Presidente del Consiglio nella condizione di impostare i lavori del prossimo semestre europeo, a guida italiana, nella direzione di una nuova fase costituente per l’intero continente, e non solo. Una rinnovata azione per l’integrazione e la costruzione dell’assetto federale dell’Unione, la politica estera (Ucraina, Siria, Medio Oriente in primis), l’immigrazione e i rapporti con il Mediterraneo, una seria riflessione su un diverso modello di sviluppo (capace di incrociare globalizzazione, uguaglianza, sostenibilità e sobrietà/austerità) sono solo alcuni dei temi che sarebbe bene fossero al centro dell’agenda politica del semestre e che tutti noi cittadini focalizzassimo come fondamentali. Solo se questa sarà la rotta, Matteo Renzi muterà la risposta agli interrogativi finali del mio post di ieri. Solo così confermerebbe di aver accettato la sfida europea, affiancandola o addirittura anteponendola all’azione riformatrice dentro i confini italiani.

IL DIFFICILE ARRIVA ADESSO. Uno degli slogan utilizzati qualche mese fa da Renzi, dopo aver conquistato la Segreteria del PD, era “Il meglio deve ancora venire”. Ora lo si potrebbe tranquillamente trasformare in “Il difficile deve ancora venire”. Evitata una possibile disfatta – come accaduto al PS francese – e assorbito un successo di proporzioni inattese, è sui risultati che otterrà sulla scorta di questo rinnovato e ampliato mandato che si misureranno le scelte del PD, e non solo del suo leader. Un primo passaggio, formale e sostanziale insieme, sarà quello dell’elezione del Presidente della Commissione e di conseguenza la creazione di una o più alleanze che ne determinino il sostegno all’interno del Parlamento Europeo. Strada più semplice è quella delle larghe intese tra PPE, PSE e Alde (con un Presidente che metta tutti d’accordo) con il rischio concreto di trovarsi di fronte ad un Parlamento debole e che tende a vivacchiare invece di prendere di petto la necessaria trasformazione – o meglio nuova fondazione – dell’Europa. Alternative (io le chiamo larghissime intese) non sono facilmente verificabili, anche perché le somme parlamentari non tornano e i veti incrociati pesano, ma già dal modo in cui affronterà questo primo argomento si potrà verificare quanto il PD vorrà essere protagonista in ambito comunitario. In politica il sinonimo di difficile può essere – se lo si vuole – anche interessante. Staremo a vedere…

f.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: