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Libri con le orecchie… /3.

In Libri con le orecchie... on novembre 21, 2014 at 4:30 pm

PhilPorterGeorge: Quanti anni hai, Mary?
Mary: Diciotto.
George: Diciotto? Ma se l’anno scorso ne avevi diciassette!
 (Frank Capra, La vita è meravigliosa, 1946)

Secondo l’opinione comune è coerente chi rifiuta di adattarsi opportunisticamente al nuovo e decide di non cambiare. Per chi la pensa in questo modo la coerenza è sinonimo di coraggio e di resistenza. Ma c’è anche chi la chiama la “virtù degli imbecilli”, ossia l’incapacità di apprendere dalle situazioni e la chiusura di fronte a qualsiasi mutamento. Insomma, c’è chi sceglie il riccio, l’animale che resiste oppure muore, e chi la volpe, l’animale che sa adattarsi alle situazioni.

Tra queste due opposte scuole di pensiero esiste però anche una più modesta forma di coerenza, che si può ricavare dal breve dialogo del film di Capra, “La vita è meravigliosa”. A George, che le ha chiesto l’età, Mary dà una risposta diversa da quella che aveva dato l’anno prima, ma continua a dire la verità. E può dirla proprio perché non dà la stessa risposta.

Image-1Comincia così “Senza il vento della storia. La sinistra nell’era del cambiamento.” (2014 Laterza, 94 pp., 12 Euro) di Franco Cassano, studioso dei cambiamenti sociali, appassionato narratore del Mediterraneo e – incidentalmente – ex parlamentare del Partito Democratico. Lette queste poche righe non ci si può che buttare a capofitto in questo breve volumetto che scorre leggero non perché affronti tematiche banali ne perché si approcci ad esse con superficialità, ma perché offre un’interpretazione lucida e utile del travaglio della sinistra all’interno di un contesto (economico, sociale e culturale) in trasformazione. Contesto che – ad oggi – la sinistra sembra incapace di considerare e fare proprio. L’autore compie questa operazione senza la spocchia di intestarsi il cambiamento, come in molti hanno fatto, fanno e continueranno a fare. Non tesse l’apologia del “nuovismo” e della rottamazione, così come non accetta però di piegare la realtà a schemi che, evidentemente, non hanno più aderenza con le sfide del nostro tempo.
Con una capacità di sintesi che vorrei fosse mia decide di camminare nella transizione che dovrebbe guidare la sinistra (e non solo lei) a ridefinire i propri approcci interpretativi, a rimettere in moto la curiosità del guardare all’altro da se, all’essere promotrice di un salto di paradigma oggi assolutamente necessario. Non fugge dalla complessità del momento, non è indulgente nei confronti del proprio passato, non parla dalla cattedra che chiede alla sinistra di abbandonare per tornare ad essere credibile.
Fotografa la realtà politica con la passione di chi non intende buttare a mare nulla del patrimonio di valori e immaginario che la sinistra nei secoli ha ritenuto (a torto, se vogliamo essere sinceri fino in fondo) propria esclusiva, ma non si accontenta per nessun motivo di esserne intransigente e nostalgico custode. Prosegue, a ragione, sulla falsariga di un precedente pamphlet (L’umiltà del male, 2011 Laterza, 94 pp, 12 Euro) che si interrogava su un altro tema caro – e allo stesso tempo indigesto – alla sinistra: quello della divisione del mondo tra il bene e il male. A questa nettezza, in entrambi i testi, preferisce sperimentare i territori di mezzo, quelli meno battuti. Indaga le mille sfumature del nostro tempo, senza sconti. Non liquida il conflitto capitale/lavoro ma al contrario ne allarga i contorni, descrivendolo come globale e plurale, trasversale ad ogni tema e incidente su ogni territorio. Suggerisce di abitare gli spazi accidentati della società, accettando di mettere in dubbio qualche propria certezza.

In un tempo di confronti politici aspri, benché piuttosto superficiali nei contenuti, questo libro è lo stimolo adatto per una riflessione aperta al campo della sinistra, da quella più radicale a quella che ambisce ad un percorso riformista. Ha inoltre le potenzialità – fuori dagli schemi identitari che conosciamo – di essere strumento per ampi settori della comunità, proprio per il tono aperto, moderno e includente del ragionamento che descrive. Eppure – ne sono abbastanza certo – non saranno troppi quelli che ci butteranno il naso e proveranno a fare propri i pertinenti interrogativi che Franco Cassano pone ad un sinistra capace allo stesso tempo di essere monolitica e gassosa, ma in entrambi i casi debole e terribilmente autoreferenziale.

f.

*Immagine di Phil Porter, da Photographize Mag.

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