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Se i giovani sono di troppo anche in periferia…

In Ponti di vista, Supposte morali on settembre 27, 2015 at 8:28 pm

train-station-336602_1280Non ho frequentato il Bici Grill da ciclista, pur passandoci spesso davanti. I famosi “Mercoledì Over” non mi hanno mai attratto tanto da convincermi a uscire di casa e farmi coinvolgere nelle danze. Mi sono fermato oggi per la prima volta a Trento Sud – tra fiume Adige, tangenziale e autostrada – di ritorno da una gita in montagna. Ci sono stato un paio d’ore, di pomeriggio. Non posso esprimere quindi un’opinione completa rispetto all’ultimo capitolo, d’attualità in questi giorni, della “battaglia” contro la “movida” cittadina. Una battaglia, da qualunque lato la si guardi, decisamente triste e che non rende onore alla città di Trento.

Un paio di questioni in ogni caso emergono anche a uno sguardo superficiale. [uno] Simbolicamente la scelta di vietare le serate musicali in un luogo come Bici Grill è addirittura più grave delle moltissime azioni “antimovida” realizzate negli ultimi anni nel centro storico del capoluogo trentino. Si può decidere (sbagliando) di “spostare” i giovani un po’ più distanti per meno sentirne il vociare ma esistono dei limiti geografici e appunto simbolici che è bene non superare. Oltre la periferia, oltre i confini dell’urbanizzazione della città non c’è nulla. Una volta fuori è poi estremamente difficile pensare di ricoinvolgerli, chiedendo ai giovani stessi di essere attivi nel rendere più viva e partecipata la città. [due] Gli uffici tecnici del Comune vietano. Si attivano gli avvocati per presentare ricorso. Dovrà pronunciarsi il Tar. L’aspetto più inquietante della situazione Bici Grill (così come di molte altre) è che tutto si svolge nel contesto asettico e iperformale delle normative vigenti. E’ per me insopportabile l’idea che non esistano “camere di conciliazione” che sappiano farsi carico della soluzione di quelle controversie che non presentino caratteristiche di problematicità così rilevanti da necessitare l’immediata sospensione dell’attività. Manca il dialogo tra gli attori dei conflitti che innervano la città. Solo una volta ritrovata la curiosità e la pazienza de dialogo potremo decidere seriamente di confrontarci sull’idea di convivenza urbana che oggi tanto ci divide e un giorno, magari, saprà di nuovo unirci.

f.

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