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Aspettando i barbari…

In Ponti di vista, Supposte morali on gennaio 16, 2016 at 9:00 pm

PaestumTaucherCi sono pochi contesti dentro i quali mi sento davvero a mio agio. Fatico spesso a riconoscermi – anche solo parzialmente – in un gruppo, rischiando di apparire addirittura diffidente. Non posso non sentirmi parte, invece, di una piccola comunità formativa (e allo stesso tempo di cura e amicizia) che conclude uno dei suoi incontri leggendo i versi – scritti agli inizi del Novecento – di un poeta che appare ai nostri occhi di incredibile attualità. Non è poi così diverso l’Impero Romano in disfacimento descritto in Aspettando i barbari dall’Europa stanca, sfilacciata e impaurita di questi tempi. Pronta a sigillare (come da oggi fa anche l’Austria, a un centinaio di chilometri da dove abito) i propri confini di fronte a un’imminente nuova “invasione”, ritenuta ostile. Evitiamo di assumerci la responsabilità di gestire nel complesso fenomeni epocali (ambientali, economici, politici, umanitari…) che riguardano l’idea stessa di futuro desiderabile e di vita in comune per l’umanità intera. Rifiutiamo di abitare il conflitto – consci delle difficoltà che comporta – e affiliamo le armi pronti a uno scontro al quale, diciamo, non ci sono alternative. Ci ostiniamo ad alzare muri e a dichiarare guerre, contro “quella gente”.

Che aspettiamo, raccolti nella piazza?
Oggi arrivano i barbari.
Perché mai tanta inerzia nel Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?
Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori?
Quando verranno le faranno i barbari.
Perché l’imperatore s’è levato
così per tempo e sta, solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?
Oggi arrivano i barbari.
L’imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l’offerta d’una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.
Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei caselli tutti d’oro e argento?
Oggi arrivano i barbari,
e questa roba fa impressione ai barbari.
Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?
Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.
Perché d’un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti serii)
Perché rapidamente le strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?
S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.
E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.

K. KAVAFIS, “Aspettando i barbari”

*immagine “La tomba del tuffatore”, Paestum

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