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Appunti di lettura | 9.

In Ponti di vista, Uncategorized on gennaio 30, 2016 at 12:07 am

Linus2Altra lista di articoli che ho trovato interessanti nelle ultime settimane. Solita divisione per temi e brevissimo commento per favorire la lettura.

*Scenari innovativi…fino a prova contraria.

Federico Rampini | La regola dell’ottimismo | La Repubblica
Rampini alle prese con lo storytelling della Silicon Valley. Entusiasmo (troppo?) tra la rivoluzione dei Big Data – davvero aperti? -, la suggestione della “spinta gentile” delle istituzioni e la presunta diminuzione delle violenze. Una visione ottimista opposta rispetto a quella di Morozov che trovate qui.

www.italiacreativa.eu
Volete qualche dato sullo stato dell’impresa creativa italiana. Eccoli.

Rhiannon ColvinDiary of a young co-operative startup | The Guardian
E’ se la vera innovazione stesse nella tradizione? Rinasce lo spirito cooperativo…

Giovanna CosenzaStorytelling: a furia di nominarlo, non significa più niente. Peggio: sembra una brutta cosa | D I S . A M B . I G U A N D O
“Raccontare storie come sinonimo di raccontare balle insomma. Cantastorie come contaballe.” Sviluppo e crisi dello storytelling. E non è una bella notizia…  

*Fotografie alla società

Giuseppe Galasso | La società liquida categoria ingannevole | Il Corriere della Sera
Forse abbiamo usato questa teoria – che ci convinceva e tranquillizzava – per descrivere un contesto che non abbiamo del tutto compreso. “Quei beati possidentes, quegli happy few della clamorosa statistica sui più ricchi del mondo non sono funghi nati dopo una notte di pioggia ai piedi di 62 alberi sparsi qua e là per il globo. Sono la punta massima di processi di selezione e stratificazione sociale attivi in tutta la società contemporanea. Anzi, in essa tanto più attivi quanto più dinamico, possente e accelerato è lo sviluppo tecnico, e quindi anche economico, di questa società.”

Francesco MaiettaComposizione sociale italiana e nuovo sviluppo: scenari per un ruolo attivo dell’impresa sociale | Impresa Sociale
Articolo di fine 2015 che analizza alcuni dati raccolti dal Censis. Utile per capire dove maggiormente bisognerebbe intervenire per iniziare per riqualificare un contesto sociale e economico in fortissima difficoltà.

Luca De BiaseI comici sono i nuovi intellettuali della sfera pubblicablog.debiase.com
Potrebbe sembrare un argomento di interesse relativo, ma non è così. Riguarda politica e mondo dell’informazione, e soprattutto riguarda la loro capacità di essere credibili agli occhi di cittadini e cittadine. In particolare “il giornalismo deve superare questa gabbia tribale nella quale si è rinchiusa in passato. Su questo può essere migliore di altre forme di distribuzione dell’informazione, su diversi media, compreso il teatro. Ma un fatto è chiaro: o serve la civiltà o serve le tribù. E se sceglie quest’ultima strada si troverà – già si trova – di fronte ad altri e più bravi ed efficienti concorrenti.”

*Ancora la crescita?

Vanni Codeluppi | Denaro | Doppiozero
“Sembra sempre più avverarsi dunque quello che veniva affermato parecchi anni fa da Karl Marx e cioè che «il denaro è l’essenza, fatta estranea all’uomo, del suo lavoro e della sua esistenza, e questa essenza estranea lo domina»” 

Tempi Ibridi | Le geografie del valore al Festival Economia 
Non sono completamente d’accordo con l’euforia espressa da Tempi Ibridi attorno al titolo del prossimo Festival dell’Economia di Trento, ma sono felice che ci sia qualcuno che con curiosità si interroga su questi temi provando anche a influire sulle riflessioni di questo territorio.

*Europa, dove sei?

Giorgio Agamben | Guerra allo stato di diritto | Il Sole 24 Ore
“Ragioni di sicurezza” al posto della “ragion di Stato”. Non c’è solo questo in questo articolo di Giorgio Agamben. C’è anche la sensazione che oggi sia a rischio la stessa tenuta democratica del sistema europeo.

Ulrike GuérotThe new Europe, or the reinvention of political aesthetics | Eutopia
“L’unità europea non può essere creata da stati nazionali. Il Leviathan maschio, lo stato nazionale, è allo stesso tempo l’antitesi di un’Europa senza frontiere, il corpo femminile inclusivo, in cui tutti i popoli e nazioni d’Europa hanno il loro organico posto; tutti loro sono necessari per mantenere Europa in buona salute. Ma non possono essere sovrani, come uno Stato nazionale.” Ecco, ci siamo capiti.

Michele BallerinCara generazione Erasmus, se ci sei batti un colpo | L’Espresso
Potrebbe sembrare un appello dal valore solo simbolico, ma è bene ricordare che nei più di 20 anni di attività del progetto Erasmus il numero di partecipanti è stato superiore ai 2 milioni. Un nutrito gruppo di cittadini la cui “consapevolezza europea” dovrebbe/potrebbe aiutare il continente in difficoltà…

f.

 

 

 

 

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