trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

“Fiat stabilitas, pereat mundus” – Gli Europei e l’Europa visti dagli Eurocrati.

In Ponti di vista on luglio 29, 2016 at 10:16 am

Schermata 2016-07-29 alle 01.02.48

(Intervista pubblicata nel blog www.ultimoeuropeo.wordpress.com)

Sappiate che provare a contattare gli Eurocrati può costare un’immediata procedura d’infrazione, pena minima che prima o poi spetta (laddove non sia già stata comminata) a ogni paese e cittadino mediterraneo. Valeva comunque la pena di rischiare.
In attesa di capire se la Troika dovrà occuparsi anche di questo blog, è stato un piacere dialogare a distanza con gli ideatori di una delle più seguite pagine FB che si occupa di politica europea, grazie a uno stile che mescola umorismo, disincanto e una cospicua dose di cinismo eurocratico.

Nessun incontro, nessun nome. Un formalissimo scambio di file così come accade durante le tese riunioni dell’Eurogruppo, dove i sentimenti soccombono di fronte al potere di numeri e statistiche. L’Eurocrate non cerca visibilità o riconoscimenti personali. Agisce guidato dall’incessante ricerca di nuovi strumenti per applicare vincoli sempre più estremi a ogni ambito delle nostre vite. Un lavoraccio, che per qualche minuto hanno sospeso per dedicarsi a un bilancio semi-serio dell’Europeo appena concluso in Francia.

Chi sono gli Eurocrati. Avete tentato di raccontarli, partendo dalle loro peculiarità (non sempre invidiabili) e dalle loro storie personali. Avete cercato di renderli più comprensibili e vicini ai cittadini. Eppure gli Eurocrati (quelli veri…) continuano a non godere di buona stampa e buona nomea nel continente. Se c’é qualcuno che viene condannato in anticipo – e senza diritto alla difesa – sono proprio l’Europa e i suoi meccanismi di potere. È possibile che un contesto tanto delegittimato sia quello dentro il quale sentirsi a proprio agio e riconoscersi? L’Europa ha ancora un futuro?

Noi proviamo, con successo o meno, a fare uno storytelling delle vicende europee applicando gli stessi criteri e la “narrazione” che la stampa usa per la politica locale. Gli eurocrati non sono grigi tecnici figli di una desolata ordinaria amministrazione, sono politici completi che si muovono su un’arena che interseca le vicende europee con quelle nazionali. In pratica è come aggiungere una nuova dimensione alla politica cui siamo abituati, come passare dal 2D al 3D. A volte se ne esce disorientati.

Schermata 2016-07-29 alle 00.57.18

Voi avete raccontato attraverso il vostro profilo FB gli ultimi anni della crisi (o delle crisi) che hanno attraversato l’Europa. Chi sono i protagonisti di questa storia?

I grandi protagonisti non sono molti e sono quasi tutti tedeschi, a partire dalla signora Merkel e dal suo ministro delle finanze. Gli altri sono comparse che – a tratti – hanno recitato parti più o meno importanti. Varoufakis aveva promesso fuoco e fiamme ma si è ritirato a fare conferenze, Tsipras applica il memorandum, Cameron si è dimesso… Un discorso a parte vale per Mario Draghi, l’unico ad aver compreso appieno che la sua leadership si esercita in maniera post – nazionale. Va considerato però che guida un’istituzione con determinate caratteristiche.

Nord contro Sud. Tra la rigidità austera dei Paesi del nord e la frivola voglia di flessibilità dei Mediterranei non c’è proprio nessun compromesso possibile?

Il compromesso è la strada che porta alla flessibilità e, dunque, all’inferno.

Austerità contro debito. La madre di tutte le partite. L’Europa come custode delle logiche del rigore. Gli Stati alla ricerca di flessibilità. Finirà in pareggio (di bilancio)?

Fiat stabilitas, pereat mundus.

Capitolo #Brexit. Alla conferma dei risultati che decretavano la vittoria del fronte pro-uscita vi siete espressi in maniera molto profonda – e in un certo senso meno ironica rispetto al solito  – su questo tema. Cosa significa per l’Unione Europea l’inizio di questo processo, anche se lungo e tutt’altro che chiaro, di uscita? Anche gli Eurocrati hanno un cuore?

Gli Eurocrati hanno un cuore ma batte solo al ritmo del 3% del rapporto fra deficit e PIL. Riguardo la Brexit ci pare evidente che i britannici – per parafrasare la signora Tatcher – sono partiti senza sapere dove sarebbero arrivati e arrivando non hanno capito dove sono, il tutto con i soldi degli altri. Fuori dallo scherzo le procedure saranno lunghe e complesse, ma ci pare già chiaro che la vecchia politica inglese sia stata spazzata via, Cameron si è dimesso e Theresa May sembra voler riportare i conservatori a quel “nasty party” che dominò la Gran Bretagna fra gli anni ’70 e ’80. Vedremo. In ogni caso si tratta dello snodo più importante per la UE dai tempi dell’introduzione dell’Euro.

Schermata 2016-07-29 alle 00.28.45

Vecchi contro giovani. Per un paio di giorni molti commentatori hanno semplificato l’analisi del voto sulla Brexit dentro una contrapposizione tra vecchi (anti-europei) e giovani (pro Europa). I dati dicono che non è stato proprio così, ma sembra esserci almeno in parte un problema generazionale dentro l’Europa. Sembra che chi l’Europa l’ha vista nascere abbia oggi una visione molto diversa rispetto a chi in Europa ci è nato. Che ne pensate?

La lettura generazionale della Brexit non ci convince. A nostro avviso siamo davanti più a un classico fenomeno “di classe”. L’asse tra leave e remain non si è giocato sull’anagrafe (che in parte ha comunque contato) ma sulla voragine tra vincitori e perdenti della globalizzazione. Considerare la little england che ha votato leave come un coacervo di barbari elettori di Farage è un errore: i cittadini, davanti a fenomeni complessi, hanno dato una risposta di pancia perché le elité – intese in senso positivo – non hanno saputo declinare soluzioni realistiche.

Veniamo all’Europa del pallone, sempre partendo però dall’attualità politica. Come é andato il viaggio in Grecia (proprio durante i Campionati) di Jean-Claude Juncker? Ci sono possibilità di rivedere gli ellenici alla fase finale del campionato europeo nelle prossime edizioni e – se sí – a quali condizioni?

Non abbiamo preclusioni riguardo la nazionale ellenica, per quello che ci riguarda potrebbe pure vincere i prossimi dieci europei, ci basta che gli investimenti necessari non vengano fatti emettendo bond con rating inferiore a BBB –

“Con il Regno Unito non sarà una separazione consensuale. E non è stata nemmeno una grande relazione amorosa…” – sempre parole di “bomber” Juncker in questi giorni tribolati. Un vero uomo squadra. Che ruolo avrebbe in campo e che voto gli date fino a oggi? 

Juncker è un regista alla Pirlo, capace sia di coordinare il gioco dei compagni sia di grandi azioni in solitaria (l’ha dimostrato più volte in Aula a Strasburgo). Il nostro voto per ora è un 7 pieno ma il vero big match sarà il negoziato sulla Brexit.

Schermata 2016-07-29 alle 00.23.55

Mario Draghi invece dove lo posizionate in campo? Quali sono le sue caratteristiche? Com’è stata la sua prestazione fino ad oggi?

Mario Draghi è uno di quei giocatori che non vanno messi in campo per tutti i novanta minuti. Con la sua classe e il suo carisma può cambiare il corso di una partita nel giro di poche – misurate – azioni. Pensiamo al “whatever it takes” per esempio. La sua prestazione è eccellente ma bisogna stare attenti a non consumarlo troppo presto (leggasi, sfruttare troppo il Quantitative Easing).

Schermata 2016-07-29 alle 00.27.35

Non possiamo non chiedervi di Pittella? Come mai – oltre che per la sua fantastica esibizione all’interno dell’aula del parlamento europeo in termini di rapidità nelle operazioni di voto – entra di diritto nella vostra “squadra ” preferita?

Pittella è un centravanti di sfondamento, prende il pallone e corre contro gli avversari senza alcuna remora. Forse il suo gioco non è il più aggraziato di tutti ma centra sempre l’obiettivo.


Schermata 2016-07-29 alle 00.26.49

Un centrocampista con idee e capacità di regia? Perché di idee e regia quest’Europa avrebbe davvero bisogno…

Federica Mogherini potrebbe riservarci più di una sorpresa. Ora si occupa solo di esteri ma in futuro sarebbe di certo pronta per ruoli più organici.

Schermata 2016-07-29 alle 00.28.10

Un attaccante rapido e fantasioso, pronto a colpire lì dove le molli difese mediterranee abbassano la concentrazione?

Di certo Katainen, velocissimo, magro e senza nessuna pietà o remora morale.

Un allenatore, capace di indirizzare la squadra almeno verso una salvezza tranquilla laddove sembra troppo chiedere di vincere il campionato?

Angela Merkel, la sua guida illuminata ci porterà sicuramente a una grande, calda e accogliente grosse koalition.

Della Grecia abbiamo già parlato. Rimaniamo a sud. Un commento su Italia (una prestazione sopra le attese, vista squadra/Governo) e Spagna (faticano anche solo a metterla in campo una squadra). Che ne pensate?

La squadra italiana ha stupito, così come il governo: non ci sono enormi talenti ma quando serve sanno giocare. Riguardo la Spagna stendiamo un velo pietoso: Rajoy si è mostrato meno affidabile di quanto pensassimo. Ora dovremo fingere di aiutare Podemos e poi fargli fare la fine di SYRIZA, una faticaccia.

Schermata 2016-07-29 alle 00.25.19

Le altre grandi. L’Inghilterra è riuscita nell’impresa di uscire due volte dall’Europa (nella seconda occasione per mano della potente armata islandese). La Germania sembrava procedere spedita, senza eccessi e in modo austero, la sua corsa ma si è arresa alla Francia, lì dove permane una grande confusione tra scioperi, tensione legata al terrorismo, periferie ingovernabili. 

La squadra inglese, con grande spirito patriottico, ha seguito le indicazioni del suo popolo, non ne sentiremo la mancanza. La Germania, alla fine, si è piegata alla nazionale di casa. Tuttavia, come spesso accade, si è trattato di una vittoria di Pirro dato che i finti nordici francesi sono stati sconfitti dai veri mediterranei del Portogallo.

Poi gli altri. Chi vi ha stupito? Il Belgio multietnico? La Russia degli hooligans? L’Islanda ai quarti?

L’Islanda è stata un’ottima sorpresa, forse avvieremo di nuovo le pratiche per l’adesione, abbiamo sempre desiderato avere pure noi qualcosa di simile all’haka neozelandese.

Tra quattro anni l’Europeo si dovrebbe svolgere in tredici paesi diversi. Si giocherà da Baku a Lisbona. Come arriveremo a quell’appuntamento e soprattutto ci arriveremo insieme? Gli Eurocrati su cosa scommettono?

Se non ci licenziano prima forse ci arriveremo insieme, in ogni caso gli Eurocrati scommettono sempre sulla Germania. Difficilmente si sbaglia.

Schermata 2016-07-29 alle 00.26.11

f.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: