trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Appunti di lettura | 16.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 31, 2016 at 9:15 pm

leif londal

Città.

Saskia Sassen | Così i padroni della città hanno conquistato il mondo | La Repubblica
Alejandro Aravena dentro la Biennale Architettura (e nel corso del convegno Urban Age) spinge l’architettura verso processi partecipativi più radicali, suggerendo nuove partnership “triangolari” tra pubblico, privato e popolare. Saskia Sassen – nello stesso contesto – mette in guardia rispetto alle condizioni in cui versano le città. Un quadro preoccupante, ma in movimento, che conferma il ruolo della città come “luogo complesso ma incompleto, nel senso di non perfetto, un luogo di frontiera dove gli attori più diversi, provenienti dai mondi più diversi, possono entrare in relazione. Come in rapporto possono entrare coloro che hanno potere e coloro che non ce l’hanno.”

LabGov | The city of the future according to Maurizio Carta
Il famoso drammaturgo irlandese George Bernard Shaw scrisse: “Vedi cose che esistono e ti chiedi “perché”? Ma io sogno cose non ancora esistite e chiedo “perché no”?”. Curioso di leggere questo testo, utile a capire le prospettive future delle città, con il filtro della cultura.

Giuliano BattistonRichard Sennett: “Chiudere i confini è pura illusione” | L’Espresso
In attesa del suo nuovo libro, tutto sulle città e il loro bisogno di apertura. “In sintesi, il mio intento è trovare un’alternativa alle smart city, che sono sistemi chiusi, con funzioni, forme e usi tecnologici definiti. In confronto a una smart city, assolutamente determinata, un sistema aperto vuol dire maggiore contingenza, maggiore ambiguità, maggiore differenza, e dunque minore determinazione, prevedibilità, omogeneità e coerenza. Richiede ogni giorno molta capacità di interpretazione, perché implica il cambiamento.”

Lavoro.

Ugo Morelli | Lavoro | Doppiozero
“Abbiamo scoperto che parlare di aspettative è diventato vietato e che funziona una sorta di autocensura tutte le volte che si tocca un tema che abbia a che fare con la progettualità. Un sentimento di fungibilità, di disposizione incondizionata ad ogni forma di impiego, è diffuso e pervade lo spazio dalla vita individuale a quella di gruppo. Ridotti a se stessi e alla propria solitudine, i giovani lavoratori precari sono una cartina di tornasole di che cos’è il lavoro, di quale significato abbia nella individuazione personale e nella costruzione di una vita.” Un lavoro di ricerca che diventa la rappresentazione efficace di un percorso politico – quello di ridefinizione del lavoro inteso come indispensabile driver del riconoscimento di ognuno e dell’inclusione sociale – che dovrebbe essere quello che sindacato, Politica e ogni cittadino responsabile dovrebbe tentare di realizzare.

Jo ConfinoRadical new economic system will emerge from collapse of capitalism | The Guardian
“Millennials are already seeing through the false notion that the more we accumulate, the more we are autonomous and free. It seems they are more interested in developing networks and joining the sharing economy than in consumption for consumption’s sake.” Jeremy Rifkin torna sui temi del suo ultimo libro “La società a costo marginale zero. L’Internet delle cose, l’ascesa del Commons Collaborativo e l’eclissi del capitalismo” (Mondadori, 2014) e traccia la rotta di una possibile rivoluzione economica.

Internazionale | Se lavorassimo tutti solo 15 ore?
Rutger Bregman propone “Se smettessimo di svolgere lavori inutili e concedessimo a tutti un reddito di base potremmo recuperare molte ore e cambiare il modo in cui viviamo”. Un’utopia? Vedremo.

Europa.

Roberto Esposito | Brexit, Nizza, Ankara. La fatica di capire | La Repubblica
In questi giorni di grande confusione un testo che offre uno sguardo attento sulle diverse crisi dell’Europa di questo tempo. Da leggere il suo libro, Da fuori (edito da Einaudi).

Frederic LordonPost-referendum: oligarchia  triste | Le Monde Diplomatique
La Loi Travail è stata approvata in questi giorni dal Parlamento francese. Si parla meno delle tensioni sociali francesi e più dei temi legati al terrorismo. Eppure proprio dalla Francia continuano ad arrivare alcune delle riflessioni più preziose per orientarsi in questo tempo.

Ugo Morelli | Il narcisismo estremo e il terrorismo | Doppiozero
Perché il tema del terrorismo è complesso e non accetta le semplificazioni che in questi giorni – da ogni posizioni – ci vengono scaraventate addosso. “Sappiamo infatti che è la relazione che fonda il soggetto e non viceversa; ci vuole un corpo in azione e in relazione con altri per ottenere un essere umano così come lo conosciamo, in tutte le sue manifestazioni. Il mondo interno fa da motore emozionale e spinge all’azione: può farlo, spesso, senza la mediazione della riflessione e quando accade comandano i processi emozionali allo stato immediato. Nel caso del terrorismo suicida e della sua distruttività trascendente siamo di fronte all’area emozionale del desiderio che nei terroristi sembra agire in modo immediato e senza freni.” 

Varie.

Il Post | Il nuovo piano di Elon Musk per Tesla
Per gli appassionati di tecnologia. Per chi guarda ai temi ambientali come “la” questione del nostro tempo. Per chi crede che si possa immaginare il futuro mescolando utopia e pragmatismo. Il nuovo “Master Plan” di Tesla.

Davide Casati | ZYGMUNT BAUMAN: «LE RISPOSTE  AI DEMONI CHE CI PERSEGUITANO» | Corriere della Sera
“Le radici dell’insicurezza sono molto profonde. Affondano nel nostro modo di vivere, sono segnate dall’indebolimento dei legami interpersonali, dallo sgretolamento delle comunità, dalla sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti, dalla tendenza ad affidare nelle mani di singoli la risoluzione di problemi di rilevanza pi ampia, sociale. La paura generata da questa situazione di insicurezza, in un mondo soggetto ai capricci di poteri economici deregolamentati e senza controlli politici, aumenta, si diffonde su tutti gli aspetti delle nostre vite. E quella paura cerca un obiettivo su cui concentrarsi. Un obiettivo concreto, visibile e a portata di mano.” Da leggere perché definisci i contorni delle crisi che attanagliano le nostre società, di cui gli eventi di questi ultimi mesi sono frutto e non causa.

*immagine di Leif Londal

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: