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Città che cambiano, se noi le aiutiamo a cambiare…

In Ponti di vista on agosto 5, 2017 at 8:33 pm

window-2152708_1920Per chi come me è appassionato di questo genere di processi è un piacere vedere che anche in Trentino fa capolino, timidamente, un fenomeno – quello del recupero di immobili in disuso attraverso progetti ad alto contenuto culturale, magari attraverso bandi aperti alla cittadinanza – che in giro per l’Italia e l’Europa viaggia in maniera spedita, generando opportunità imprenditoriali oltre che possibili impatti positivi sul territorio e la comunità che lo vive.

Ecco il link dove trovare tutte le informazioni utili.

Per quanto riguarda le due proposte trentine, una (quella di Roncafort) è piuttosto difficile da valorizzare perché in una zona urbanisticamente residuale – sotto un cavalcavia e di fatto all’interno di un cul-de-sac – e per le condizioni degradate dell’immobile, che probabilmente – anche rischiando un ammanco erariale – meriterebbe solo l’abbattimento. Anche attraverso la definizione dei suoi vuoti le città possono immaginare il proprio futuro. La seconda (quella di Meano) è invece decisamente più interessante e avrebbe bisogno – per dimensioni, investimento da attivare e molteplicità degli usi possibili – di una riflessione e di un impegno collettivo, a più voci e visioni. Ne vorrei parlare con l’Amministrazione Comunale (Chiara Maule), con chi progetta e costruisce in maniera innovativa (Chiara RizziEnrico LunelliThomas MiorinGiuseppe Pino ScaglionePaola Moschini), con chi riflette di impresa sociale (Flaviano ZandonaiPaolo CampagnanoFrancesca SantanielloFrancesco Crepaz, Guido Lavorgna), di co-housing (Giancarlo Sciascia) e di agricoltura di comunità (Luca Sommadossi). Ne potrebbe nascere l’opportunità di sperimentare un percorso di co-progettazione (scadenza dicembre 2017, un po’ di tempo c’è) che non si limiterebbe allo stabile in questione, ma aprirebbe un più ampio campo di discussione riguardante il patrimonio immobiliare – pubblico e privato – presente sul territorio cittadino di Trento e una sua messa a sistema più strutturata e (potenzialmente) innovativa.

Piccola nota polemica. Peccato sia prevalso il metodo “compasso” (entro 15 km dal percorso della ciclovia Sole) piuttosto che una verifica più qualitativa e puntuale delle strutture a disposizione dell’ente pubblico, comunale e provinciale. Qualche interessante proposta si poteva certamente rintracciare oltre quelli che – a ben guardare – sembrano beni quasi inalienabili, rimasti a disposizione dell’amministrazione comunale ma difficili da destinare. Intendo che rispetto ad una torre storica in riva al mare – come ce ne sono all’interno del bando “madre”, proposto dall’Agenzia del Demanio – le due possibilità trentine sono un po’ meno attraenti, meno maneggevoli per attività che devono avere caratteristiche culturali o recettive, basate su business model sostenibili senza richiedere l’intervento pubblico a supporto dell’investimento privato. L’appunto é collegato al fatto che l’asset (la sua qualità, la sua posizione, la sua sviluppabilità) rileva molto rispetto alla possibilità di immaginare progetti capaci di produrre valore, sia esso economico o sociale. Bene attraenti sarebbero stati l’Ex Ostello della Gioventù (in via Manzoni, base d’asta 2 milioni di €), un pezzo dell’Ex Questura di Piazza Mostra (che ne sarà?), il piano terra dell’Ex Convento degli Agostiniani (meriterebbe un uso adeguato alla sua bellezza…) o addirittura l’Ex Hotel Panorama a Sardagna (ci continua a guardare). Strutture – tutte pubbliche – che si continua a pensare, chissà con quali speranze, di vendere a prezzo di mercato. Se si decide di prender parte al cambiamento in atto nei contesti urbani (e non) bisogna essere pienamente consapevoli della radicalità del cambiamento in corso e pronti ad accettare la sfida al massimo livello possibile, senza timori delle conseguenze possibili.

Se qualcuno è interessato si faccia avanti. Gli strumenti per metterci in contatto sono molteplici. L’estate – pur calda e vacanziera – può essere ricca di spunti generativi, non facciamoceli sfuggire.

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