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Alla paura preferiamo i desideri

In Ponti di vista on giugno 5, 2018 at 1:49 pm

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(Lettera firmata inviata al quotidiano Il Trentino)

Sono il genitore di una bambina che frequenta la scuola Materna
Zanella di Trento. Scrivo – a titolo personale – per proporre una breve riflessione collegata al titolo dell’articolo che il vostro giornale ha deciso di dedicare sabato 2 giugno all’inaugurazione del dipinto realizzato sulle mura dell’edificio scolastico: “I bimbi in piazza festeggiano il murale antidegrado”.
Ritengo, insieme a mia figlia, a sua sorella e ai suoi compagni, di non aver partecipato “a una festa antidegrado” (parola ormai passpartout, entrata nel vocabolario comune per la descrizione di tutto ciò che non ci aggrada) ma a un appuntamento di attivazione civica e di partecipazione collettiva. A un soleggiato pomeriggio di piacevole e gioiosa convivenza. Il senso dell’iniziativa è ben spiegato dal comunicato che aveva il compito di raccontare l’esperienza delle ultime settimane di co-progettazione all’interno dell’istituto e coinvolgimento della comunità circostante.

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone” scriveva Italo Calvino nelle Città invisibili. Come dargli torto. Ecco allora che forse i bambini e le bambine della Scuola Materna Zanella – guidati dal muralista messicano Omar Garcia e dalle loro maestre – attraverso il loro disegno collettivo contribuiscono a mettere in risalto le relazioni umane, la condivisione e la cura dello spazio pubblico, la valorizzazione delle reti di prossimità e vicinato. Nel loro sguardo il deserto si riempie di giochi e di momenti di collaborazione, di esperienze nei contesti naturale e urbano, di complicità e fantasia.

Partendo da questi presupposti quel deserto che tanto ci spaventa si fa immediatamente meno insidioso da attraversare e la città assume forme più accoglienti e vitali.
L’idea di abbellire i muri esterni della Scuola Materna Zanella – un progetto che ha impegnato a vario titolo scuola, bambini, genitori e quartiere – è nata dalla voglia di condividere un pezzo dell’esperienza educativa e sociale in essa contenuta con l’intera comunità che le si muove attorno, offrendo anche uno spunto per riflettere su modelli di rigenerazione urbana che puntino su bellezza, partecipazione e inclusione come fattori determinanti. Ciò che i muri appena dipinti vogliono esprimere è la voglia di essere parte di un contesto cittadino e di portare un proprio piccolo contributo per immaginarne il futuro. Sempre Calvino diceva: “Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.” I “nuovi” muri della scuola sono un originale catalogo dei desideri che gli occhi di decine di bambini hanno saputo mettere in comune. Desideri di futuro.

Sarebbe bello che ognuno (anche le testate giornalistiche locali, che insieme ad altri attori pubblici hanno responsabilità nell’accompagnamento dell’opinione pubblica alla comprensione dei fenomeni che la attraversano) ne riconoscesse il senso profondo, invece di procedere a facili catalogazioni e utilizzandoli per rinfocolare polemiche e polarizzazioni di cui è pieno questo strano e complicato periodo storico.

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