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Sulla soglia | 3. Il peso e l’opportunità di un passaggio epocale

In Ponti di vista on gennaio 10, 2022 at 9:17 am



“La vita è una guerra di sguardi dove vince chi riesce a vedere”
*Vitaliano Trevisan (1961-2021) – Un ponte, un crollo


Transizione è la parola chiave, per molti aspetti abusata e tradita, di questo complicato periodo storico.

A ben vedere non esiste momento in cui non ci si trovi a vivere, più o meno consapevolmente, un passaggio che conduce da un momento a un altro. Siamo sempre in movimento. Banalizzando al massimo ad ogni istante – secondo dopo secondo – corrisponde un passato che ci resta definitivamente alle spalle e un futuro che ci si approssima sempre più, giocando con il fragile equilibrio che crediamo di aver raggiunto nel presente che siamo chiamati a vivere in presa diretta, senza tasto pause a disposizione.

Una soglia – per dar ulteriore credito al titolo di questo piccolo diario – mai davvero fissa e che sfida, e mette seriamente in crisi, la presunta linearità offerta dalla modernità per descrivere l’andamento del progresso (economico, sociale e culturale) che ci è promesso.

Da ventiquattro mesi a questa parte le cose, ne sappiamo la causa principale, si sono inceppate e – non credo di essere l’unico a sentirla così – l’incertezza a cui fatichiamo a trovar soluzione ci restituisce un tempo faticosamente sospeso, un corto circuito generale che rende diffuse le fragilità [firmiamo per #bonuspsicologo, già oltre le 200.000 sottoscrizioni, e leggiamo fino all’ultima riga le pagine necessarie e vivide di Vitaliano Trevisan] e apparentemente impossibile immaginare l’andare oltre, rendendo concreta la transizione.



Comincio l’anno senza aver recuperato l’energia necessaria, non riconoscendo in tutta sincerità il punto di rottura tra il vecchio e il nuovo a cui siamo abituati (troppo ottimisti? un po’ superstiziosi?) affidare lunghe liste di speranze e desideri, forse illusioni. Ammetto di sentir calzarmi a pennello l’impotenza di cui parla Paolo Virno nel suo ultimo libro – ci lavoro costantemente, negli alti e bassi che mi accompagnano – e di riconoscere attorno a me quell’epoca che lui definisce di paralisi frenetica.

Quello in cui viviamo è un tempo che ha bisogno di una molteplicità di scelte radicali tra esse connesse, esito di un sforzo collettivo che ci deve vedere protagonistə di nuove trame [leggiamo il nuovo libro pubblicato da Tamu che si occupa di ecologia politica e della sua messa in opera] e interpreti esigenti di quel cambio di schema politico [non ci salveremo da soli, le identità non garantiranno particolari rendite di posizione, nuove e inedite alleanze tra diverse saranno quelle che dovremo costruire] in grado di sovvertire lo stato delle cose sui tre assi che ai miei occhi sono quelli decisivi per rimettere insieme i pezzi di un discorso e di un’azione adeguati alla matassa di crisi di cui non troviamo il bandolo.

Ambiente [qui un ottimo Amitav Ghosh, guardate la prima puntata di La fabbrica del mondo], diseguaglianze [seguite sul quotidiano Domani gli approfondimenti sul tema dopo la mappa e il grafico che qui sopra aggiungo], comunità [arriva in questi giorni un libro della casa editrice Il Margine di cui vado molto fiero: Una nuova democrazia, di Charles Taylor].


Due segnalazioni e un impegno, per non farla troppo lunga, mi premono per lanciare qualche ponte verso altre imbarcazioni che punteggiano il mare in tempesta e con le quali sarebbe importante condividere rotta e strumenti minimi di navigazione.

SEGNALAZIONE 1 – All’interno del nuovo numero della rivista Ossigeno Giuseppe Civati e la casa editrice People si interrogano sul doppio scenario possibile connesso all’appuntamento con la prossima elezione del presidente della Repubblica (un’altra transizione non banale…) contrapponendo l’auspicabile ritorno della Politica alla definitiva fine della stessa, per l’ignavia dei suoi interpreti attuali da un lato e per l’ancora insufficiente spazio okkupato dai più giovani e dalle più giovani nei luoghi della rappresentanza, dell’immaginazione, della progettazione.

In questa direzione la citazione utilizzata da Sergio Mattarella durante il suo ultimo discorso presidenziale di fine anno non va interpretato come una carezza retorica e consolatoria alle generazioni escluse ma una sorta di appello all’impegno immediato, alla partecipazione convinta, al protagonismo collettivo:

“Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente.” – Pietro Carmina


SEGNALAZIONE 2 – Fabrizio Barca è da diverso tempo un punto di riferimento sicuro per comprendere le priorità tematiche (grazie al lavoro puntuale e meticoloso del Forum diseguaglianza e diversità) e le avanguardie metodologiche per la ricostruzioni di luoghi politici accoglienti e biodiversi per interpretare e per affrontare la realtà, con l’ambizione di migliorarla. “Essere di sinistra” dice nel dialogo con Fulvio Lorefice “vuol dire osare la visione di un modo alternativo di vivere.” Un esercizio, un processo, che si basa su pubblico dibattito, conflitto, alleanze, compromesso.


IMPEGNO – Connesso all’idea di politica dialogica proposta da Barca è la tensione alla co-progettazione che ho con forza sottolineato nel mio commento al bilancio comunale dello scorso dicembre. Se c’è qualcosa che percepisco come urgente è la costruzione di momenti di confronto (frequenti, aperti, ben gestiti) che riguardino le principali questioni in agenda – e quelle che dovrebbero entrarci – e che se si assumano il compito di approfondire, condividere, ragionare insieme.

In parte è la prosecuzione del percorso FuturoPresente iniziato in autunno. In parte vorrebbe essere un aiuto, ne scriverò più precisamente in seguito, all’avvicinamento delle elezioni provinciali del 2023, un momento di assoluta importanza.

Chi fosse interessato o creda di avere buone idee o storie da mettere in comune mi scriva tranquillamente qui: f.zappini@gmail.com


________________________

_Buone letture_

*Disuguaglianza Conflitto Sviluppo, di Fabrizio Barca e Fulvio Lorefice – Donzelli
[qui la scheda]

*Per una Costituzione della Terra, di Luigi Ferrajoli – Feltrinelli
[qui la scheda]

*Placemaker, di Elena Granata – Einaudi
[qui la scheda] [incrociando le dita ci vediamo con l’autrice il prossimo 29 gennaio, alle 17, presso la sala della Fondazione Caritro a Trento]

_Buoni ascolti_
*In hundreds, Karate [ascolta]
*Geometry of you, Joan as a police woman feat. Tony Allen [ascolta]

_Prossime priorità sulla soglia_
-> Chiusura dibattito pubblico Circonvallazione ferroviaria (entro fine gennaio 2022).
-> Descrizione priorità anni 2022/2023 e costruzione reti di lavoro tematiche.

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