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Sulla soglia | 3. Di circonvallazione ferroviaria e non solo.

In Ponti di vista on marzo 6, 2022 at 4:34 PM

[intervento pronunciato il 22 febbraio 2022]

Nella mia breve esperienza in Consiglio Comunale (sono entrato la prima volta a settembre 2021) questo è certamente l’intervento più complesso, il meno agevole da pronunciare e quello in cui la retorica aiuta meno a trovare una scappatoia.

Il passaggio che affrontiamo in aula non è banale e arriva a valle di mesi densi (non sempre sereni) e tesi, come normale di fronte a scelte che riguardano l’intera città – non solo alcune circoscrizioni – e incidono sul presente e sul futuro della comunità che alcuni di noi sono chiamati (a termine) a rappresentare.

Dobbiamo compiere insieme un altro passo che si inserisce nella corsa di questi mesi. Non è l’unica strada che presidiamo, ben sapendo che a noi spetta una grande responsabilità.

Ci sono strade rumorose che dimostrano l’attenzione per il proprio territorio. Ci sono gruppi di cittadine e cittadini che hanno animato il dibattito, mobilitato e proposto. Ci sono circoscrizioni che continuano a presidiare la prossimità dei quartieri raccogliendone voci, dubbi e richieste.

In questi mesi – parlo per Futura – abbiamo abitato con attenzione e approfondimento ogni spazio aperto tanto nelle istituzioni quanto nelle anime popolari e civiche della cittadinanza, ben sapendo che ruolo dei partiti e corpi intermedi è quello di far dialogare tutti questi fronti.

Questa lunga premessa, che vuole toccare solo qualche altro punto, non serve ad anticipare un qualche tipo di giustificazione o a spostare l’attenzione su altro, ma a dare valore alla visione d’insieme che abbiamo l’ambizione di offrire alla maggioranza di cui facciamo parte.

Serve anche a sfidare la comunità che ci sta attorno per definire insieme quali sono le traiettorie complessive di un processo che tenga insieme (perchè altrimenti si va a sbattere) progettazione urbana per la conversione ecologica e cura massima per la coesione sociale.

Ecco quindi che:

– ci interroghiamo sulla tenuta di modelli economici le cui catene del valore (energetiche e produttive) sono oggi destabilizzate e sono alla base della crisi ecologica in atto;

– siamo convinti che la svolta postpandemica europea con l’istituzione del Next Generation EU sia in contraddizione con alcune resistenze all’urgente promozione della transizione ecologica (si pensi al tema della tassonomia energetica che ancora include gas e nucleare);

– siamo consapevoli che opere come quella di cui stiamo discutendo o possiedono una cornice europea (le tariffe autostradali, i flussi di traffico) o faticano a giustificare la loro utilità, i loro alti costi non solo economici;

– non ci convince del tutto l’impianto del PNRR nazionale, tutto verticale e votato la mantra del “ripartire infrastrutturando” e dello “spendere tutto, subito”;

– ci colpisce che per il Trentino, territorio vasto e rugoso, il 73% degli investimenti vengano drenati da un’opera sola, concentrata tutta nella città capoluogo;

– sappiamo che è ancora fragile (e per larghi tratti assente o incoerente) lo schema integrato della viabilità provinciale. Come si chiuderà il cerchio del corridoio ferroviario oltre il tratto nella nostra città? Quale sarà il futuro dell’A22 e del trasporto su gomma, oggi ancora prevalente?

– non nascondiamo gli impatti di un’opera ciclopica, di cui oggi siamo qui a parlare;

– sentiamo la responsabilità e coltiviamo l’ambizione di contribuire al disegno di un modello di rigenerazione urbana (è il metaprogetto? è il progetto integrato? è un’aggiornamento del piano regolatore?) condivisibile e condiviso, inteso come cura dell’infrastruttura sociale oltre a quella materiale, su cui tanto stiamo investendo.

I processi dentro i quali siamo coinvolti non sono lineari e quindi sono ancora più difficili da accompagnare senza essere travolti.

Allo stato attuale possiamo dire che un obiettivo è stato raggiunto nella composizione delle due delibere. A ognuno il compito di valutarne l’efficacia. Dal mio punto di vista questo esito è anche figlio della complessiva movimentazione cittadina e della raccolta portata a termine dalla struttura amministrativa in un esercizio positivo di confronto e reciprocità.

Sulle aree di cantiere sono riconoscibili migliorie a sud con riduzioni degli spazi dedicati e interventi di rimodulazione della mobilità, con ampliamento delle distanze da villa Bortolazzi e richieste di migliori tutele paesaggistiche.

Per quanto riguarda le verifiche sui dati della paleofrana della Marzola e delle sorgenti di Acquaviva sono da valutare positivamente la richiesta di maggiori approfondimenti e di una fotografia più accurata e ampia per valutare l rischi collegati all’intervento.

Su rumori, vibrazioni e qualità dell’aria studi maggiormente dettagliati andranno eseguiti sulle case di San Martino (sia in fase di esecuzione che di esercizio) e si impone l’istituzione dell’Osservatorio per l’ambiente e il lavoro, con particolare attenzione da destinare all’impedire possibili infiltrazioni malavitosa in appalti tanto ricchi.

Sulle aree inquinate dell’ex Sloi (vero punto di rottura possibile del progetto) si specifica che l’intervento non può limitarsi alla dimensione lineare dei binari ma allargarsi all’intera area. Un vincolo aggiuntivo è quello di far precedere all’inizio dei lavori una precisazione del progetto e dei dati di verifica dei terreni.

Tutto risolto quindi?

Le richieste e le prescrizioni messe in campo sono molte e precise ma non sono editti, vanno quindi costantemente monitorati. Quello che risulta chiaro è che il Comune di Trento si conferma quale garante e controllore della prosecuzione del processo.

Abbiamo bisogno di fissare tre obblighi dopo questo voto positivo che non è condono delle mancanze del progetto di RFI ma materiale all’ordine del giorno della conferenza dei servizi che comincia tra poche settimane.

ATTENZIONE perchè è questo il momento della massima cautela e precisione, perchè è questo il momento di esigere – nei luoghi adeguati e dai soggetti coinvolti – l’approfondimento di ogni zona in ombra di quest’opera.

Il progresso nel ‘900 veniva rappresentato da una locomotiva lanciata a tutta velocità verso un orizzonte luminoso. Noi conosciamo bene la teoria di Walter Benjamin secondo cui la rivoluzione è il freno d’emergenza che ci permette di interrompere la corsa verso il precipizio. A noi il compito di capire se servirà con i tempi giusti rallentare, fermarci o modificare la rotta impostata.

TRASPARENZA perchè chi in questi mesi si è attivato ha chiesto di avere maggiori e migliori informazioni e perchè questa è la fase perfetta per rafforzare le reti dentro istituzioni e comunità per capire, approfondire, accompagnare. L’Osservatorio, la commissione speciale, quotidiani report dalla conferenza dei servizi possono essere utili a ricucire e a proseguire insieme.

COERENZA perchè la circonvallazione è un tema ma non è l’unico tema. La sfida che dobbiamo raccogliere – se davvero crediamo di essere ad un salto d’epoca – è quella di dare massima coerenza alla progettazione cittadina riguardo la mobilità e l’urbanistica, la gestione dei rifiuti e l’energia, la tutela delle fonti idriche e dei beni comuni, il piano del verde e il piano del cibo.

Siamo appena all’inizio.
La strada è lunga.

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