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AutAut | Due movimenti per ritrovare insieme il senso dell’Autonomia trentina

In Ponti di vista on Maggio 15, 2022 at 7:45 PM

Nell’estate del 2018 Futura nasceva da una duplice esigenza. 

Segnalare la fatica della coalizione di centrosinistra – in quel momento al governo – all’interno di una più ampia (e strutturale) crisi dell’esperienza autonomista, delle sue istituzioni e comunità.

Sostenere il bisogno di ricomposizione sociale ed elaborazione collettiva a fronte di quel “deserto partecipativo” che era la preoccupazione ricorrente di Piergiorgio Cattani, presidente del movimento fino alla sua prematura scomparsa il 7 novembre 2020.

Un campanello d’allarme che non bastò – unito alle successive trattative, confuse e frammentate, per mettere insieme i pezzi della coalizione – a evitare la vittoria del centrodestra alle elezioni dell’ottobre 2018, favorita anche dalla spinta del risultato delle precedenti elezioni politiche segnate dall’affermazione leghista.

A quasi cinque anni di distanza molte cose sono accadute, non servono analisti raffinati per rendersene conto.

Roberto Esposito ha parlato recentemente di passaggio ”dall’era delle crisi a quella delle catastrofi”. Gli effetti del cambiamento climatico sempre più radicali e profondi, la pandemia da CoViD-19 e i due anni abbondanti di stato di emergenza che abbiamo conosciuto, l’esperienza della guerra combattuta al confine dell’Europa e il rischio che la sua evoluzione sia uno scontro a livello mondiale e atomico sembrano dargli ragione.

Il globale e il locale sempre più intrecciati e interconnessi – ugualmente complessi e fragili – non ci permettono di provare nostalgia per ciò che è stato (e che non tornerà) ma ci impongono ambizione, curiosità, coraggio e generosità per analizzare lo stato delle cose e progettarne il cambiamento, in nome di un futuro desiderabile da costruire insieme.

E’ dentro questo scenario in trasformazione che ci sentiamo – cercando di confermare il nostro ruolo di attivatori dialoganti che sperimentiamo in Consiglio Provinciale, all’opposizione, e nel governo delle due principali città – di raccontare, condividere e proporre i due movimenti che crediamo necessari per lasciarci alle spalle errori e frustrazioni, personalismi e incomprensioni e dare corpo a quello che immaginiamo come una mobilitazione popolare in grado di ricostruire il senso del dirsi autonomisti e del praticare l’Autonomia.

✹✹✹ Cos’è Aut Aut ?

AutAut è impellenza, richiesta, appello a rompere gli indugi, a rendere meno rigide ed esclusive le identità, a far prevalere la ricerca del bene comune sulle tattiche e gli interessi di parte, a scegliere nuove strade con coraggio, insieme.

Aut2  è stimolo progettuale che cerca compagne e compagni di viaggio, invito a pensare e fare insieme, premessa alla costituzione di un’alleanza ampia e credibile che sappia dare risposte sensate ai problemi globali, grazie a un nuovo slancio dell’Autonomia.


✹✹✹ Aut Aut, perchè…

perchè il tempo stringe, sotto le pressioni globali e dentro le contraddizioni locali. Il 2023 ci porterà prima ad affrontare le elezioni politiche (al termine di una legislatura impazzita e con una nuova legge elettorale, tutta da scoprire) e poi quelle provinciali, due scadenze da leggere come strettamente correlate e che andranno progettare e vissute come un’unica grande campagna, non solo elettorale. Mettiamoci in cammino, condividiamo il percorso!

perché per costruire il futuro – speriamo che tutti/e  ne siano consapevoli – non basta sperare che il passato ritorni ma serve impegnarsi nella costruzione di nuovi paradigmi fondati su valori e idee, metodi e teorie, pratiche e sentimenti radicalmente differenti e rinnovati, adeguati alle sfide che affrontiamo. Economiche e sociali, geografiche e culturali, ambientali e tecnologiche, democratiche e comunicative, materiali e sentimentali. Progettiamo l’inedito!

perché abbiamo bisogno di aiutarci a vicenda e non possiamo disperdere o dimenticare nessuna energia e competenza, nessuno sguardo che dentro le diverse comunità che compongono il Trentino ci permetta di analizzare la realtà e lavorare insieme per trasformarla. Apriamo la piazza della partecipazione, facciamo spazio!

perchè per vincere le elezioni (politiche e provinciali insieme) non è sufficiente la conquista del consenso ma serve dare forma a un’alternativa alla fallimentare esperienza leghista, temi e azioni per una strategia di ampio respiro per l’autogoverno del territorio; serve ridare forza a un’Autonomia che non è solo potere formale, ma è fatta di motivazioni e scelte, di storie e tutele, che è – insieme – responsabilità e visione. Restituiamo un senso comune all’Autonomia!


✹✹✹ Aut Aut, per chi?

_per noi Futura, che ci sentiamo parte di una comunità ampia e variegata – certo magari un po’ stanca e sfilacciata, a volte autoreferenziale – ma che ha la possibilità di rigenerarsi se scopre la gioia di far succedere cose, di sperimentare insieme quella che ci piacerebbe fosse una campagna di ascolto, confronto e co-progettazione che comincia oggi e prosegue per tutto il 2023. Ciò che saremo è più importante di ciò che siamo stati fin qui!

_per le forze politiche più strutturate, per i corpi intermedi (sindacati, associazioni di categoria, organizzazioni) e per i corpi sociali tutti: per una nuova alleanza vitale, coesa e ambiziosa, visionaria e concreta che più delle radici comuni – che pure ci sono e vanno riconosciute – si interessa di un destino condiviso di cui tutte e tutti dobbiamo occuparci portando il nostro contributo. Non abbiate (abbiamo) timore di condividere competenze, iniziative, relazioni!

_per le comunità attive – rimettendo insieme il dentro e il fuori, il basso e l’alto – le diverse comunità operose che si impegnano, protestano, studiano, si alleano perché è quella trama di partecipazione civica/politica e di relazioni di prossimità che rende effettiva la pratica autonomistica, che ne riconosce le vocazioni e ne valorizza i talenti. Ognuno fa Politica a modo proprio, facciamola insieme!

_per i singoli e i gruppi che invece sono esclusi o silenziosi, delusi o arrabbiati, preoccupati o scappati altrove – perché dal Trentino in tante e tanti se ne sono andati o se ne stanno andando – perchè crediamo che nell’incertezza generale che respiriamo (le crisi che si tramutano in catastrofi, come abbiamo segnalato in precedenza) compito della Politica, delle istituzioni e delle comunità è di lavorare e investire sulla coesione e sull’inclusione, sulla cura e sul mutualismo, sulla sicurezza e sul benessere. Ricostruiamo le basi della fiducia, del riconoscimento, del confronto, della comunità plurale!


✹✹✹ Autᴬᵘᵗ, quali sentimenti trasformare?

Quella che sottoponiamo è una proposta operativa e insieme la suggestione di un modo diverso di fare Politica. Si parta subito e insieme per costruire, pezzo dopo pezzo, la nuova stagione autonomistica. Le leadership – plurali, molteplici e diffuse – e le geografie politiche emergeranno lungo la strada, dal confronto e dall’incontro.

Serve restituire passione e vitalità alla partecipazione politica, a quel tratto distintivo dell’Autonomia che Alcide Degasperi riconosceva nel “governo per il popolo, per mezzo del popolo”. Ecco allora che siamo convinti che si tratti di cambiare i sentimenti che ci accompagnano e che devono essere ingredienti generativi della sfida che lanciamo.

_dalla solitudine alla cooperazione
_dalla fatica alla gioia
_dalla precarietà alla cura
_dalla paura al desiderio
_dal disinteresse alla responsabilità


✹✹✹ Autᴬᵘᵗ, come? Le comunità al centro per rinnovare l’Autonomia

1) I temi. Ripartiamo con alcuni incontri – che vogliono essere di/con tutti – il prossimo 16 maggio, provando, in questo primo giro di confronti, a mettere al centro ciò che crediamo meglio incarni la sfida che ci attende, tanto nel metodo, quando nel merito: le comunità. Le comunità che vanno riattivate, perché sono il perno della nostra Autonomia, che è fatta di comunità di comunità, che assieme partecipano per perseguire il bene comune, cercando il modo migliore di autogovernarsi, di fare Politica. Le comunità che sono oggetto di attenzione a più livelli, tornando ad essere lo snodo di politiche di prossimità, più rispondenti alle necessità di un benessere diffuso, più equo e sostenibile.

Un’agenda condivisa ci sembra già prendere forma e deve essere la base su cui co-progettare il presente e il futuro del Trentino, non piccolo e solo ma interconnesso con il Mondo, aperto e solidale. Un’agenda che cerchi di dare risposte alle grandi trasformazioni del nostro tempo, la crisi climatica che richiede più giustizia ambientale e la transizione demografica unita alla crescita delle diseguaglianze che richiedono più giustizia sociale.

I temi sono tutti sul tavolo e ciascuno di essi può essere declinato secondo una prospettiva che rimetta le comunità al centro. Crediamo sia importante affrontare queste sfide a partire dalle comunità politiche e sociali più interessate e coinvolte, con persone competenti o solo curiose ed entusiaste. 

___Salute, cura e ben vivere, welfare di comunità. Oggi la tenuta del sistema socio-sanitario pubblico è a rischio. Servono interventi che lo rendano più sostenibile nel dare risposte ai bisogni di salute della cittadinanza: più prevenzione, maggiore prossimità, più integrazione e generatività dal basso. A partire dalle Case della Comunità, che non possono rischiare di restare una scatola vuota o dei semplici ambulatori territoriali, ma un’opportunità attorno la quale fare ruotare la riorganizzazione di un welfare comunitario che integri le tante dimensioni di benessere e salute.

___Conversione ecologica, tutela e attenzione agli ecosistemi montani. Il tema dei mutamenti climatici è una delle sfide più complesse da affrontare. Interessa in primis la transizione energetica – sulla quale gravano le note questioni geopolitiche e la siccità – con l’acqua bene comune in primis e il tema di come non svenderla e utilizzarla con oculatezza, ma anche il modello cooperativo delle Comunità energetiche, per garantire forme di autoproduzione e autoconsumo collettivi. E poi la necessità di un ripensamento complessivo dei modelli di turismo – meno impattante, distribuito, destagionalizzato, esperienziale – e di sfruttamento agricolo e sviluppo urbanistico del territorio. 

___Modelli di sviluppo, cooperazione e neo-mutualismo, inclusione e coesione sociale, lotta alle diseguaglianze. In un territorio con il reddito medio più basso del Nord Italia e l’inflazione più alta del Paese le diseguaglianze già presenti tendono ad aumentare. Quelle tra ricchi e poveri, tra uomini e donne, tra garantiti e precari – spesso giovani. Il Trentino deve riscoprire il mutualismo che ne ha caratterizzato la storia, in nuove forme più diffuse e partecipate di economie di comunità, che sappiano redistribuire il benessere, aumentando la coesione. Un Trentino che, consapevole della transizione demografica, sappia includere in modo lungimirante le persone migranti, di più e meglio degli altri. Che consideri il diritto alla casa come un diritto umano. Che consideri tutte le differenze e le loro intersezioni un valore.

___Scuola, educazione, cultura, università, ricerca. Educare è un “educarsi insieme”, un generare valore culturale e sociale attraverso la condivisione e co-costruzione di saperi, utili per il singolo e capaci di diventare valore aggiunto per la collettività intera. Il Trentino – grazie alla leva dell’Autonomia – può davvero dare vita a una comunità educante che progetta contesti educativi per i propri cittadini, e che sa anche farsi educare e cambiare dai cittadini stessi, in un processo di virtuosa reciprocità. Questa relazione è alla base delle trame fitte e dialogiche (tra scuola e famiglia, tra formazione e lavoro, tra pubblico e privato, tra intervento istituzionale e attivazione dal basso, tra tradizione e innovazione, tra ricerca scientifica e sua applicazione concreta) che per darsi struttura e costanza hanno bisogno di una Provincia attenta e pronta a rilanciare la propria progettazione dedicata ai diversi cicli della formazione, rendendola diffusa, inclusiva e stimolante. Vale per gli asili nido e per la continuità educativa nei primi anni del percorso di studi, per i licei come per gli istituti professionali, per l’intera offerta universitaria e gli istituti di ricerca ad essa collegati, per la formazione continua e per l’ecosistema della cultura nel sua più ampia definizione.

___Governo del territorio, nessuna periferia, territoriali/europei/cosmopoliti. Un territorio fragile. Un territorio alpino, orograficamente aspro. Un territorio di confine. Un territorio che per queste peculiarità presenta complessità di gestione, ma anche straordinarie sfide e opportunità. Comunità che più di altre necessitano di auto-organizzarsi e agire con politiche autonome di prossimità. Comunità che si incontrano in quella comunità di comunità che è la Comunità di valle per delineare strategie di sviluppo comuni e sostenibili  che, valorizzandone le peculiarità, mantengano le periferie al centro. Un trentino aperto al Mondo, in grado di uscire dalla propria autoreferenzialità e crescere nel confronto e nella condivisione con la Regione, l’Euregio e l’Europa.

2) Il processo. Partendo dalla certezza del bisogno di un rinnovato protagonismo, di una intelligenza diffusa che è compito della Politica attivare, accompagnare, intersecare, far esprimere. E’ la co-progettazione il metodo che deve contraddistinguere una proposta politica che voglia risultare convincente e accogliente, nel 2023 per vincere le elezioni e successivamente per valorizzare le dinamiche dell’autogoverno territoriale, del mutualismo, della solidarietà e della cooperazione. Ecco perché ribadiamo l’importanza di partire assieme – forse politiche, sociali e chiunque voglia contribuire – moltiplicando le occasioni per vedersi, progettare assieme incontri, realizzarli sui e con i territori. 

3) La mobilitazione permanente. Siamo preoccupati dell’immobilismo. Siamo preoccupati dei tatticismi estenuanti. Siamo preoccupati dell’individualismo. Incontriamoci, prendiamoci il tempo, conosciamoci, sfidiamoci a vicenda, divertiamoci nel provare a dare forma a un progetto condiviso e coraggioso.

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