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Fare fronte all’incertezza. Percorrere insieme la conversione. Co-progettare il mondo nuovo.

In Ponti di vista on luglio 9, 2022 at 8:30 PM

[Intervento tenuto all’interno della discussione generale collegata all’assestamento di bilancio 2022]

I diversi momenti che – durante l’anno – riguardano il bilancio comunale dovrebbero essere l’occasione buona per darsi il tempo per una discussione più distesa, meno frettolosa. Lo ricordava nella sua relazione il Sindaco Ianeselli dicendo che “a dare in senso all’azione amministrative è sempre la cornice che tiene insieme l’intera visione”.

Ecco che allora bisogna essere consapevoli che il contesto con cui dobbiamo fare i conti registra una serie di profonde – e non passeggere – trasformazioni che concorrono a definire una “nuova normalità” che ad ogni livello amministrativo non permette più di accontentarsi dell’ordinaria amministrazione ma ci impegna tutte e tutti a partecipare ad un doppio movimento di adattamento (per non farci troppo male…) e rigenerazione (il “fare pace con il mondo” di cui parlava Raffaele K. Salinari su Il Manifesto di qualche giorno fa).

Una parola che è tornata a galla e che dovremo imparare a utilizzare fuori dallo schema delle ristrettezze belliche è razionare, utilizzabile se vogliamo in una sua declinazione più maneggevole: razionalizzare. Su un piano squisitamente contabile la Provincia autonoma di Trento ha anticipato che il prossimo anno il proprio bilancio subirà una contrazione di circa 500 milioni di Euro, un colpo duro alla ramificata e costosa macchina dell’Autonomia. 

Fare meglio con meno dovrà essere l’obiettivo, sapendo che ciò che vale per le risorse finanziarie vale con ancor maggiore radicalità per il patrimonio ambientale ed ecologico, la cui limitatezza (viviamo su un Pianeta finito, esserne consapevoli è un buon punto di partenza) è un confine oltre il quale ci siamo già pericolosamente spinti.

FARE FRONTE ALL’INCERTEZZA. A dicembre del 2021 votavamo il bilancio del Comune di Trento sperando di essere usciti dalla fase più acuta della pandemia e auspicando di poter dedicarci alla pianificazione di lungo periodo del futuro della città. I dati delle ultime settimane non ci fanno dormire sonno tranquilli, con la crescita spedita di contagi e ricoveri ospedalieri.


Come se non bastasse il 24 febbraio l’invasione dell’Ucraina ha inserito in un quadro già complesso variabili ancora più intricate e tra loro interconnesse. La crisi energetica e la crisi di approvvigionamento alimentare (ancor più in fasce del Mondo più povere e impoverite) inaspriscono le incertezze e agitano le conflittualità. La crisi umanitaria – in questo caso rappresentata da decine di migliaia di profughi “europei” – ci interroga sul come intendiamo relazionarsi con altri flussi migratori verso i quali abbiamo espresso meno solidarietà. La crisi sociale che allarga i suoi effetti tra impatti di inflazione che si avvicina alla doppia cifra e mercato di lavoro inceppato (bassa retribuzione a fronte di cattivissimo matching tra domanda e offerta). La generale crisi di senso delle democrazie occidentali lì dove faticando a individuare i contorni di un futuro desiderabili il sentimento prevalente diventa la vertigine.

Sempre la scorsa settimana il Sindaco ha voluto sottolineare che compito di un’amministrazione pubblica è quello di sapersi fare carico dell’incertezza, delle paure delle proprie cittadine e dei propri cittadini. Paolo Gerbaudo in un recente volume pubblicato da Nottetempo* si spinge a parlare di una nuova stagione e centralità dell’intervento pubblico, il cui compito è quello di controllare (dar ordine a un Mondo senza ordine) e proteggere (sostenere e accompagnare nelle difficoltà). Mauro Magatti e Chiara Giaccardi ci mettono invece di fronte al bivio della cosiddetta Supersocietà*, capace da un lato di salvarsi accettando la sfida di un nuovo patto collaborativo e comunitario (su scala planetaria) o destinata alla catastrofe dell’implosione, dell’insostenibilità del proprio progetto di sviluppo tutto basato sulla crescita, sul consumo e sull’individualismo.

PERCORRERE INSIEME LA CONVERSIONE. Sostenibilità è la parola chiave che ha scelto il Sindaco Ianeselli per raccontare la manovra di bilancio che siamo chiamati a valutare e votare. Non è una parola neutra, non è un concetto di facile utilizzo a meno che non lo si pieghi a dinamiche che finiscono sotto l’etichetta del green washing, utile al massimo a toglierci dall’imbarazzo di un sguardo senza ipocrisia sulle realtà dentro cui siamo immersi.L’esistente che viviamo – e subiamo – è infatti quello della siccità che prosciuga i fiumi e mette a rischio i raccolti, dei fenomeni atmosferici sempre più estremi e frequenti, quello che fa crollare come un castello di carte un seracco formatosi e consolidatosi nel corso dei secoli.

Il 3 luglio della Marmolada (come non ci fosse bastato il monito della tempesta Vaia) è segnale inequivocabile del cambio di passo che dobbiamo compiere per innescare, sostenere, accompagnare la conversione ecologica che, è evidente, non è più rimandabile.

Perchè prendo spunto dalla stretta attualità per parlarne contestualmente a questo passaggio amministrativo locale?

Perchè la crisi climatica è il vero fattore (il consigliere Fernandez ha detto benissimo, un “acceleratore del cambiamento” sul crinale tra salvezza e crollo) su cui dobbiamo lavorare giorno e notte, subito, con piena convinzione.

Perchè alla Politica – e quindi a ognuno di noi in quota parte – spetta il compito di costruire le condizioni per coinvolgere cittadine e cittadini in quella che è la sfida decisiva per determinare la possibilità di un futuro e, in seconda battuta, di un futuro desiderabile.

Perchè credo sarebbe interessante che – pur con l’arrivo dell’estate, torrida e sfinente – si organizzasse un momento di confronto straordinario per condividere timori e strategie e che Trento si proponesse come città ospitante di un grande simposio ambientale che, partendo dalla specificità alpina, fissi priorità e linee di azione utili a condividere politiche adeguate per una vera, immediata, convincente conversione ecologica.

Dobbiamo essere ambiziosi e concreti, visionari e pratici nel nostro impegno, che ci vede costretti sul confine scomodo tra rischi e opportunità.

E’ di certo un’opportunità il PNRR (evoluzione operativa per l’Italia del Green New Deal / Next Generation Eu) se lo si intende come moltiplicatore di risorse che finanziano coerentemente nuove infrastrutture sostenibili (scuole, ospedali, presidi sociali, mobilità) ma si tramuta facilmente in un rischio se il suo effetto è quasi esclusivamente quantitativo – uguale in ogni territorio, somma di interventi senza regia complessiva – e non aiuta un’amministrazione a migliore la propria struttura tecnica e progettuale, a mettere a sistema gli interventi dentro i contorni di una visione, a sviluppare percorsi certo rapidi ma non frettolosi.

CO-PROGETTARE IL MONDO NUOVO. Ecco che allora questo assestamento di bilancio non si può e non si deve leggere “solo” dentro la lista di interventi puntuali ma va connesso con gli emendamenti e gli ordine del giorno che sono frutto del lavoro sinergico di Giunta comunale e Consiglio. Mi preme sottolineare a questo proposito due aspetti, uno più generale e tematico, l’altro – non meno importante – di metodo.

La conversione ecologica non può essere slegata da una specifica attenzione alla cura della tenuta sociale, alla manutenzione delle reti di comunità. Ecco che gli investimenti aggiuntivi su unità di strada ed educativa di strada(10mila Euro sul 2022, 57mila sul 2023 e sul 2024) stanno a significare un’aggiunta di opportunità per chi rischia di finire ai margine della società. Così gli Odg che verranno discussi settimana prossima e che riguardano i temi del diritto all’abitare, dell’efficientamento energetico, del miglioramento della mobilità dolce, della riduzione delle diseguaglianze di genere, dell’animazione di comunità partendo dalle Circoscrizioni costituiscono la potenziale ossatura di un’idea di città che include e sostiene, che non lascia indietro nessuno e che coinvolge ognuno.

Assumere la co-progettazione come metodo di lavoro dell’amministrazione con tutti i soggetti del territorio al fine di dedicare a essi progetti, interventi e servizi sartoriali e collaborativi è da questo punto di vista una strategia che significa un investimento in risorse, competenze e desideri che può diventare il vero valore aggiunto per il governo di una città che in questo modo riconosce la partecipazione di cittadine e cittadini come elemento fondamentale a monte delle decisioni e dentro la realizzazione delle politiche. Immaginare e fare insieme, davvero.

Concludo citando un passaggio di Annah Arendt che mi sembra perfetto per affrontare questo momento storico: “Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile.”

Possiamo proseguire sul piano inclinato sopra il quale stiamo scivolando oppure invertire la rotta, produrre l’inedito e occuparci della sopravvivenza e della convivenza degli ecosistemi naturali e – di conseguenza – anche di quella del genere umano.

A ognuno la propria scelta e il proprio ruolo, con la certezza che nessuno potrà dire non sapevo.

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