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Archive for the ‘Libri con le orecchie…’ Category

Appunti di lettura | 28.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on aprile 5, 2017 at 1:22 pm

road-166543_1920.jpgSguardi lunghi, necessari.

Pierre Dardot, Christian Laval | Non c’è un mondo comune | Tysm
Da dove prendere le mosse? “L’essenziale è comprendere che il comune non è dato, né nella forma di una comunità d’appartenenza né in quella di un mondo comune. Il comune è da costruire contro l’evidenza di uno stesso mondo condiviso, precisamente inventando nuove forme dell’agire capaci di produrre nuove forme del sentire e dell’interpretazione; in breve, inventando nuove forme di vita.” Per arrivare dove? “P
er citare Aristotele, « vivere insieme » (suzên) implica un agire comune » (sunergein), un co-operare.”

Amor Fernandez Sàvater | Dall’autonomia al comune: su Cornelius Castoriadis. Intervista con Pierre Dardot e Christian Laval | Tysm
“Come si può evitare il duplice scoglio del populismo demagogico e del dominio degli esperti, detentori esclusivi del sapere? Da un lato, il populismo demagogico si riassume nella formula: «il popolo non ha bisogno di scienziati perché ne sa già abbastanza per conto proprio»; d’altro canto, la relazione di dominio espertocratica si esprime nella formula: «lo scienziato ne sa sempre più del popolo, ed è questo che lo abilita a insegnare al popolo». Inventare luoghi e metodi di co-costruzione dei  saperi critici, in occasione delle mobilitazioni sociali, appoggiandosi su esperienze già fatte o ancora in vigore, determinerà in larga parte il futuro del movimento sociale. Per portare a buon fine questo compito bisogna dunque rompere con l’idea di un sapere bello e pronto, già dato in un determinato luogo sociale.” Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 27.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on marzo 21, 2017 at 10:04 am

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Innovazione, Welfare e progetti belli.
Lo sguardo che insiste verso il futuro, diventa pratica e – a volte – prassi. Note di fine lavoro di scrittura del bando Welfare Km0.

Ilaria Giuliani | WeMake: un ecosistema produttivo | CheFare
Il progetto presentato in sinergia con altri soggetti del territorio cittadino vorrebbe avere – tra le altre cose – una sua dimensione laboratoriale, che in parte (almeno nella mia fantasia) assomiglia a questo FabLab.

Altro pezzo significativo del progetto [incrociare le dita è d’obbligo…] consiste nella collaborazione con FBK – Create Net nel progetto che sviluppa e anima la piattaforma Commonfare.net, appena rilasciata nella sua prima, e già interessantissima, versione.

Aree interne (e le città sullo sfondo)
Una mia ossessione. Un tema politica non secondario rispetto alle onnipresenti smart city e alle attraenti metropoli.

Claudia GrisentiLe Alpi rischiano di restare senza neve entro la fine del secolo | Internazionale
Alla fine di un inverno secco e con il superamento del limite simbolico dei 3000m per l’innevamento programmato ecco uno studio che affronta i rischi ambientali ed economici di un modello turistico senza garanzie di una sostenibilità futura. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 26.

In Libri con le orecchie... on marzo 12, 2017 at 9:31 pm
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di Charlie Davoli, da Photographize

Zuckerberg & co., potenzialità e rischi.
Quando scendono in campo protagonisti di tale portata vale la pena dare un’occhiata ai loro pensieri.

Mark Zuckerberg | Building global community | Facebook
Il testo, il discorso, il manifesto.

Diletta ParlangeliMark Zuckerberg e il mondo secondo Facebook: in un post i nuovi obiettivi | Wired
“Negli ultimi dieci anni, Facebook si è focalizzato nel mettere in contatto amici e familiari. Il nostro prossimo obiettivo sarà quello di sviluppare l’infrastruttura sociale per la nostra comunità – per sostenerci, per tenerci al sicuro, per informarci, per l’impegno civico e per l’inclusione”

Sandro ModeoIo, che ho letto tutti e 23 i libri della lista di Zuckerberg, vi spiego come funziona la testa di mister Facebook | Corriere della Sera
“È come se da quel sottotesto – e più in generale dalla visione che Zuckerberg condivide con tanti colleghi o politici – fossero state espunte tutte quelle parole («solitudine», «emarginazione», «disagio», «disperazione», fino all’impronunciabile «suicidio», che pure riguarda tanti imprenditori o giovani precari) da stipare nei libri tristi di certa sociologia, se non da tenere ben nascoste, come i degenti di un manicomio. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 25.

In Libri con le orecchie... on febbraio 3, 2017 at 11:20 pm

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Direttamente collegato alla precedente puntata. Un pezzo che esce a proposito in questi giorni e si inserisce perfettamente dentro il filone di ricerca (interiore e non) di cui mi sento protagonista.

Alain de Botton | La solitudine è difficile, ma ci rende persone migliori | Internazionale
“Forse ci sarebbe voluta solo più fortuna”, per non sentirsi così soli. “La solitudine è una tassa che dobbiamo pagare per la nostra complessità.” 

CITTA’ (E NON SOLO)

Daniela Monti | Paolo Cognetti: l’idea di famiglia, casa e carriera è in crisi, vivere in città è lo specchio di quel fallimento | Corriere della Sera
«Ama e fa’ ciò che vuoi». Un motto apparentemente banale che però sembra raccogliere perfettamente l’incrocio tra il desiderio di bellezza e il senso di distacco che Paolo Cognetti vuole comunicare. E’ uno degli scrittori italiani del momento, il suo “Le otto montagne” è recensito meravigliosamente da chiunque lo legga e le sue discese a valle mobilitano chi vuole ascoltarne il racconto. «La mia esperienza in montagna coincide con qualcosa di epocale: l’idea che la vita sia costruirsi una famiglia, una casa, una carriera è entrata in crisi con la mia generazione. La città è lo specchio di quel sogno diventato fallimento. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 24.

In Libri con le orecchie... on gennaio 26, 2017 at 9:32 pm

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Sono giorni che fatico a scrivere. Sento il peso fisico e mentale di una certa solitudine. Mi limito a condividere la lista delle cose lette in queste settimane. Spero siano interessanti.

*DOVE VA LA POLITICA (LA CONFUSIONE REGNA, E VA BENE/MALE COSI’)

Domenico Starnone | Per sapere dove andare | Internazionale
“Forse è che il mondo com’è si riesce sempre meno a dirigerlo. Anche perché per dirigere bisogna sapere dove andare e per sapere dove andare bisogna avere non etichette di comodo che lasciano fuori ciò che davvero conta, ma un pensiero. Altrimenti, come è successo con i giovani rottamatori, si affonda anche quando si giura che, come diceva un vecchio grande film funerario, avanti o indietro che sia, la nave va.”

Giuseppe Civati | That’s not radical. It’s democracy | ciwati
“Tutti preoccupati di non essere radicali, o di non esserlo troppo, in questi anni. Di essere «compatibili». Prima con qualcosa, poi a poco a poco con qualsiasi cosa.” Questo è un tema ben posto, e richiama alla necessità di prendere in considerazione il conflitto come meccanismo di trasformazione dell’esistente. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 22.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on dicembre 2, 2016 at 2:30 pm

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Urgenza di radicalità. Questa è quella che provo in questi ultimi – finalmente – giorni di avvicinamento al referendum costituzionale, scadenza che è riuscita da sola a provocarmi senso di scoramento, nausea e – non da ultimo – di profonda e dolorosa solitudine. Non che mi aspettassi un’esplosione di passione e sarebbe stato da illusi pensare che da un contesto sociale, politico e culturale gravemente malato potesse scaturire una campagna elettorale qualitativamente rilevante. Ciò che però più mi indispone dell’intera situazione – tragica e comica allo stesso tempo – è l’assenza di un pensiero radicale che sappia mettere sotto stress l’esistente di cui siamo parte e che, nonostante una crisi diventata nuovo paradigma, nessuno sembra essere in grado di affrontare con reale spirito trasformativo. “Il sole sorgerà ancora domattina” sono state le parole di Barack Obama durante la notte che ha portato all’elezione di Donald Trump. Sono piaciute molto – tanto che tutti le usano anche in queste lunghe ore di vigilia referendaria – e hanno forse fatto passare in secondo piano l’idea che il problema non stia tanto nella costanza con cui il sole si alza al mattino e tramonta alla sera ma in quello che quotidianamente gli costringiamo a illuminare, che lui lo voglia o meno.

Suggestioni (da leggere, in ogni caso)

Senso Comune – Un manifesto
Non ho sottoscritto questo manifesto, però trovo interessante il punto di vista che cerca di sviluppare. Affrontare il tema del populismo – cattivo – fuori dalla logica binaria che lo contrappone alla responsabilità – buona, of course – dell’establishment (sia esso inglese, americano o italiano) credo sia esercizio tutt’altro che banale e varrebbe la pena di approfondirlo seriamente. In questa prima parte di segnalazioni ci proverò. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 20.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 23, 2016 at 11:09 pm

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Idee e azioni per città migliori.

Paolo Venturi | Proposta per un ecosistema umano cooperativo | BeneComune.net
“La rigenerazione non più come atto speculativo (costruisco e rivendo)…ma generativo”. Da questa idea si muove Paolo Venturi in questa ricognizione del terreno nel quale necessariamente dovrà muoversi chiunque intende immaginare una città diversa da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. “Le città che investiranno su queste politiche “abilitanti” (ossia ecosistemiche) saranno quelle capaci di costruire una più solida democrazia economica e una maggiore capacità di generare Ben-essere.”

Ivana Pais | Promuovere la sharing city | BeneComune.net
Un’idea che andrebbe approfondita e – soprattutto – sperimentata. “L’elemento di novità sta nel passaggio da un coinvolgimento del cittadino organizzato attraverso associazioni nelle politiche proposte dall’amministrazione a uno «Stato relazionale» o «Stato-regia» (Iaione 2015) che abilita l’iniziativa autonoma dei cittadini. La sfida è quella di riuscire a veicolare e valorizzare il singolo “contributo”, anche in forma sporadica e non organizzata. L’esperienza delle piattaforme di mercato dimostra che è possibile, sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo, nell’ambito dei processi redistributivi questo passaggio deve però essere accompagnato da una riflessione sulle relative implicazioni sociali in termini di potenziale rafforzamento della partecipazione civica, riduzione delle diseguaglianze sociali e ripensamento del ruolo dell’amministrazione locale.”
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Appunti di lettura | 19.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 14, 2016 at 10:03 pm

typewriter-1245894_1920Si affastellano le cose da leggere perché – per fortuna – molti pensano e scrivono. Poi alcuni scrivono davvero molto bene e non si può fare a meno di leggerli. Era indispensabile aggiungere qualche info sul tema del referendum costituzionale (se possibile utile non solo alla scelta di voto ma anche per comprendere il contesto nel quale il voto si inserisce), proseguire nei miei filoni d’interesse legato all’economia della condivisione, mischiare città e montagna nell’analisi dei fenomeni che le stanno trasformando. Sullo sfondo – anche a partire dal recente incontro organizzato da Rena dal titolo “Le comunità del cambiamento” – l’idea forte che dall’enunciazione della lista infinita delle politiche virtuose si debba passare a un ruolo maggiormente attivo dentro la politica che si ha la legittima ambizione di voler rendere migliore.

Referendum

Gianni Giovannelli | La questione referendum | Effimera.org
Uno sguardo – di movimento – rivolto al referendum costituzionale, dentro una stagione che trova nei referendum strumenti potentissimi (e contraddittori) di trasformazione dell’esistente. Un ragionamento articolato che non slega la questione referendaria dalla situazione sociale ed economica in Italia e Europa. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 18.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on settembre 21, 2016 at 11:30 pm

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Viviamo un tempo di grande confusione. Le contraddizioni non si contano nell’interpretazione di fenomeni che ci circondano. L’importante è continuare a osservarli, praticando il dubbio e la curiosità…sapendo che da sole non basteranno.
Buona lettura.

Europeismi fragili.

Adriano Sofri | E’ la nostalgia a spiegare la radicalizzazione dell’Europa | Il Foglio
“Due nostalgie crescono e si fanno prepotenti nell’Europa di oggi, e si contrappongono fino ad aggredirsi ed escludersi, confiscando e svuotando la nostalgia comune per la terra cui tutti apparteniamo e che da tutti e per tutti è minacciata. Divisi dalle nostre nostalgie, le stiamo rendendo opposte e nemiche, e ci ammazzeremo a vicenda in loro nome. Se sapessimo fraternizzare in nome della nostalgia comune per la terra minacciata, per la nostalgia del futuro che è la vera terra promessa e rubata delle generazioni cui affidiamo il senso del nostro passaggio, diventeremmo un buon partito.” Probabilmente il più bel pezzo sulla crisi d’Europa che io abbia letto in questi ultimi mesi.

Dario Di Vico | L’europeismo tradizionale che scopre le diseguaglianze | Corriere della Sera
“La verità è che l’europeismo tradizionale non ha mai coltivato una propria teoria della società, considerata per lo più come una costellazione di lobby. Ha sempre temuto che le ansie dei ceti medi e delle working class si tramutassero in ostacoli elettorali al processo di integrazione e modernizzazione. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 16.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 31, 2016 at 9:15 pm

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Città.

Saskia Sassen | Così i padroni della città hanno conquistato il mondo | La Repubblica
Alejandro Aravena dentro la Biennale Architettura (e nel corso del convegno Urban Age) spinge l’architettura verso processi partecipativi più radicali, suggerendo nuove partnership “triangolari” tra pubblico, privato e popolare. Saskia Sassen – nello stesso contesto – mette in guardia rispetto alle condizioni in cui versano le città. Un quadro preoccupante, ma in movimento, che conferma il ruolo della città come “luogo complesso ma incompleto, nel senso di non perfetto, un luogo di frontiera dove gli attori più diversi, provenienti dai mondi più diversi, possono entrare in relazione. Come in rapporto possono entrare coloro che hanno potere e coloro che non ce l’hanno.”

LabGov | The city of the future according to Maurizio Carta
Il famoso drammaturgo irlandese George Bernard Shaw scrisse: “Vedi cose che esistono e ti chiedi “perché”? Ma io sogno cose non ancora esistite e chiedo “perché no”?”. Curioso di leggere questo testo, utile a capire le prospettive future delle città, con il filtro della cultura.

Giuliano BattistonRichard Sennett: “Chiudere i confini è pura illusione” | L’Espresso
In attesa del suo nuovo libro, tutto sulle città e il loro bisogno di apertura. “In sintesi, il mio intento è trovare un’alternativa alle smart city, che sono sistemi chiusi, con funzioni, forme e usi tecnologici definiti. In confronto a una smart city, assolutamente determinata, un sistema aperto vuol dire maggiore contingenza, maggiore ambiguità, maggiore differenza, e dunque minore determinazione, prevedibilità, omogeneità e coerenza. Richiede ogni giorno molta capacità di interpretazione, perché implica il cambiamento.” Leggi il seguito di questo post »