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Archive for the ‘Libri con le orecchie…’ Category

Appunti di lettura | 39.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 6, 2017 at 3:52 pm

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Più o meno a ogni uscita di questa rubrica (quasi una volta a settimana, almeno una ogni due) mi ripeto. La produzione di materiali interessanti – libri interi, testi lunghi o articoli brevi – è davvero incredibile e ogni giorno mi rendo conto di quanto sia azzeccato il moto che, di tanto in tanto, l’amico Emiliano Bertoldi utilizza recuperandola dalla sua pluridecennale esperienza nel mondo del sociale e della cooperazione internazionale: più parole, meno fatti. L’ho più volte fatta mia sua questo blog proprio perché la sento molto mia, non intendendo essa come negazione del pragmatismo – dell’agire – ma sua necessaria premessa, un passaggio obbligato. E’ evidente che stiamo parlando di qualcosa di molto diverso del parlare per parlare, ma dell’abitudine (non troppo diffusa) ad articolare il ragionamento, a mettere in relazione posizioni e punti di vista, a procedere argomentando dentro una discussione. Più parole meno fatti é la rivendicazione di un modo diverso di stare al mondo, di una necessità di respirare e di prendersi il tempo (consapevoli, io per primo, di “perderne” in questa maniera tantissimo), di una provocazione necessaria nel tempo dell’accelerazione costante. Leggi il seguito di questo post »

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Appunti di lettura | 38.

In Libri con le orecchie... on settembre 28, 2017 at 10:26 pm

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La Politica del futuro. Il necessario spazio del pensiero profondo.

Pietro Bianchi | Michael Hardt e Toni Negri. Assembly | Doppiozero
Bentornati. Interrogativi alti, necessari allo stato attuale delle cose. Assembly come strumento – lo stile dello stare in piazza, tutt’altro che spontaneistico – e come destinazione, intesa come applicazione (politica e sociale) di forme organizzative di tipo cooperativo e orizzontale. “Sulla scorta di Machiavelli, Negri e Hardt concludono il libro attraverso il richiamo a un “nuovo Principe”, cioè a una nuova struttura organizzativa della moltitudine che ne debba ricalcare la natura orizzontale e cooperante. Inventare istituzioni dal basso, così come inventare pratiche autonome di produzione e riproduzione sociale diventano due facce della stessa medaglia, secondo il principio di un’indistinzione sempre più marcata tra strategia politica e reti della produzione, tra lavoro e forme della soggettività, tra assemblearismo democratico e organizzazione della cooperazione sociale. Usando un termine deleuziano si potrebbe dire che l’assembly delle piazze e delle reti della cooperazione del lavoro ponga un problema di “assemblaggi”: l’enigma a un tempo politico ed economico è quello di trovare un modo per dargli una forma.” Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 37.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on settembre 6, 2017 at 8:34 am

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L’alta marea della pausa estiva si ritira e apparentemente – come se luglio e agosto non avessero portato in superficie nulla di nuovo e di rilevante – si torna ai ritmi standard, nella vita come nella politica. Ritmi che facilmente rischiano di assumere la forma della routine (pur ipervelocizzata), di stanca abitudine (segnata da continue “emergenze”), di coazione a ripetere che porta a preservare lo status quo, pur nell’ambizione di agire (o forse solo invocare) il cambiamento, o almeno la sua sbiadita rappresentazione retorica.

Nel prossimo articolo che pubblicherò su Pontidivista – in lavorazione – proverò a concentrarmi sulle caratteristiche che dovrebbe avere una proposta politica capace di raccogliere l’urgenza e la radicalità di trasformazione dell’esistente che si scorge dentro le pieghe dei temi che (le migrazioni, l’ambiente e le crisi a esso connesse, la tecnologia e l’innovazione, il lavoro e l’economia, i limiti della convivenza e della democrazie) con consapevolezza insufficiente ci troviamo ad affrontare – in modo spesso troppo superficiale e frettoloso – ogni giorno. In questa raccolta di articoli spero si possano trovare utili contenuti per chiarirsi almeno sullo stato dell’arte, premessa necessaria ai passi da compiere in un territorio che per molti versi appare ignoto, non ancora esplorato. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 36.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 22, 2017 at 9:11 pm

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Odio le vacanze. Da sempre soffro queste parentesi che sanciscono – nell’idea più diffusa e, a mio modo di vedere, decisamente sbagliata – il momento del relax salvifico all’interno della lineare gestione del tempo lavorativo e, più in generale, di quello della nostra esistenza. Fatico a credere nella possibilità di gestire la vita attraverso un interruttore che ha solo due posizioni: on e off. In questi giorni d’agosto – un po’ al mare e un po’ in montagna – non riesco a smettere di pensare a ciò che, una volta tornato a Trento, mi piacerebbe provare a fare nei campi che ormai da tempo attirano la mia attenzione: il (mio) lavoro, la politica, l’innovazione.
Non mancano gli spunti di interesse che meriterebbero ognuno un approfondimento specifico che per il momento non ho il tempo di affrontare. Intanto quindi procedo con la produzione di un paio di – qui sotto la prima – raccolte di articoli che condivido con i lettori di questo blog.

*Un’agenda politica possibile e necessaria

Redazione | Governare il caos | Rena
La mia Summer School preferita. Sfortunatamente la salterò, ma per governare il caos certo non sarà sufficiente stare insieme un fine settimana di agosto. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 34.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 18, 2017 at 8:16 am

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E’ un paradosso che mi fa male. Con l’estate non diminuisce il materiale (cartaceo e non) che si accumula da leggere. Nello stesso tempo – e sta qui la fregatura – non aumenta di un secondo a disposizione il tempo per ridurre il malloppo che attira i miei occhi ma fatica a intercettare la mia concentrazione.

*Movimentazione politica, da dove e per dove muoversi

Ilvo Diamanti |Nel dizionario degli italiani la politica da Renzi a Grillo è sinonimo di sfiducia | La Repubblica
Le mappe (così come le bussole) sono importanti per orientarsi. Ne abbiamo bisogno e dobbiamo farlo alla svelta, perché ne va della capacità stessa di riconoscere i segnali di futuro, che non sono né chiari né univoci. “Perché i soggetti tradizionali della “democrazia rappresentativa” partiti e politici – appaiono delegittimati. Isolati nella regione del “passato”. Mentre la Democrazia digitale, “immediata” più che “diretta”: è il futuro. Nella Mappa tracciata dagli italiani, si posiziona in alto. Eppure è spostata, anche se di poco, verso il quadrante della sfiducia. Meglio, della “prudenza”. Come i social media. Tra diffidenza e delusione. Gli italiani, per definire il futuro della democrazia, non usano parole rassicuranti.”

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Appunti di lettura | 33.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 17, 2017 at 9:57 am

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*Ro-do-tà! 

Stefano Rodotà | Quale spazio per i beni comuni | CheFare
A pochi giorni dalla sua morte un pezzo utile a capire la profondità del pensiero di uno dei più importanti osservatori del fenomeno dei beni comuni. “Lungo sarebbe l’elenco delle esperienze rinvenibili in luoghi diversi, che vanno da quelle più comprensive riguardanti l’acqua alle pratiche sociali e istituzionali nelle quali emerge il protagonismo istituzionale di quelle che, secondo le parole dell’articolo 43 della Costituzione italiana, possono definirsi “comunità di lavoratori e di utenti”. Ma, come i beni comuni non sono un dato a priori da registrare naturalisticamente, così anche le soggettività sono l’effetto di una costruzione consapevole generata appunto dalla relazione concreta con i dati reali nei quali si riconoscono i soggetti storici di una possibile trasformazione.”

*Dove guardare per capire qualcosa…

Ezio Manzini e Victor Margolin | Stand up for democrary | Nova24
Che ci sia bisogno di un cambiamento radicale per ridare fiato alla democrazia è una dato condiviso da moltissimi. Ezio Manzini propone un campo di discussione interessante, aperto e includente. Chi vuole ci si butti dentro senza paura… Leggi il seguito di questo post »

Pagine senza soluzione…

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 21, 2017 at 7:03 pm

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Se lo spaesamento è oltre il livello di guardia – e lo è certamente – ben vengano libri che tentano di mettere ordine, offrendo interpretazioni utili a una comprensione più profonda e diffusa delle principali questioni sul terreno. Se il senso di inadeguatezza, personale e collettivo, di fronte alla complessità del mondo è un compagno di viaggio quotidiano – lo è per me, non lo nascondo – sarebbe lodevole, e urgente, lo sforzo di forgiare pensieri adatti a offrire strumenti teorici e pratici per continuare a mettere un passo dopo l’altro sul sentiero, oggi piuttosto tortuoso e non battuto, che ci deve condurre verso il futuro.

Immagino – almeno lo spero – che chiunque decida di gettarsi in quest’impresa si ponga l’obiettivo minimo di alzare lo sguardo sopra il pelo dell’acqua della sterminata – troppo? – “bibliodiversità” che li circonda. Una produzione a ciclo continuo capace di intasare gli scaffali delle librerie generaliste (oltre a quelle degli autogrill, quelle virtuali dei bookstore online, degli innumerevoli festival che ingolfano i calendari e ravvivano le piazze) di tomi dedicati ai fenomeni più rilevanti della contemporaneità. Centinaia ad esempio sono state le pubblicazioni dedicate negli ultimi mesi all’inattesa elezione di Donald Trump. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 31.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 7, 2017 at 8:19 am

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Lavoro e reddito.

Yuval Noah Harari | Il senso della vita in un mondo senza lavoro | The Guardian
Se c’è un tema potente, cruciale e allo stesso tempo sfuggente è quello del lavoro, declinato nella sua visione futura. “The crucial problem isn’t creating new jobs. The crucial problem is creating new jobs that humans perform better than algorithms. Consequently, by 2050 a new class of people might emerge – the useless class. People who are not just unemployed, but unemployable.” Abbiamo bisogno di visioni (anche parziali), di immaginari da mettere alla prova.

Marco DottiFrancesco: «C’è un’economia senza volto che uccide il lavoro, l’impresa, il sociale» | Vita
Un Papa popolare (quasi populista) affronta le contraddizioni del mondo – precario – del lavoro. Le sue sono parole ruvide, rispetto alle quali non si dovrebbe (come sembra accadere sempre più spesso) rimanere indifferenti. L’impresa ha bisogno di virtù, così come la democrazia, perché il bisogno «dei lavoratori e delle lavoratrici è il bisogno di fare il lavoro bene perché il lavoro va fatto bene. A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato: questa è una grave disistima dei lavoratori e del lavoro, perché nega la dignità del lavoro, che inizia proprio nel lavorare bene per dignità, per onore. Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora con loro”. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 28.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on aprile 5, 2017 at 1:22 pm

road-166543_1920.jpgSguardi lunghi, necessari.

Pierre Dardot, Christian Laval | Non c’è un mondo comune | Tysm
Da dove prendere le mosse? “L’essenziale è comprendere che il comune non è dato, né nella forma di una comunità d’appartenenza né in quella di un mondo comune. Il comune è da costruire contro l’evidenza di uno stesso mondo condiviso, precisamente inventando nuove forme dell’agire capaci di produrre nuove forme del sentire e dell’interpretazione; in breve, inventando nuove forme di vita.” Per arrivare dove? “P
er citare Aristotele, « vivere insieme » (suzên) implica un agire comune » (sunergein), un co-operare.”

Amor Fernandez Sàvater | Dall’autonomia al comune: su Cornelius Castoriadis. Intervista con Pierre Dardot e Christian Laval | Tysm
“Come si può evitare il duplice scoglio del populismo demagogico e del dominio degli esperti, detentori esclusivi del sapere? Da un lato, il populismo demagogico si riassume nella formula: «il popolo non ha bisogno di scienziati perché ne sa già abbastanza per conto proprio»; d’altro canto, la relazione di dominio espertocratica si esprime nella formula: «lo scienziato ne sa sempre più del popolo, ed è questo che lo abilita a insegnare al popolo». Inventare luoghi e metodi di co-costruzione dei  saperi critici, in occasione delle mobilitazioni sociali, appoggiandosi su esperienze già fatte o ancora in vigore, determinerà in larga parte il futuro del movimento sociale. Per portare a buon fine questo compito bisogna dunque rompere con l’idea di un sapere bello e pronto, già dato in un determinato luogo sociale.” Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 27.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on marzo 21, 2017 at 10:04 am

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Innovazione, Welfare e progetti belli.
Lo sguardo che insiste verso il futuro, diventa pratica e – a volte – prassi. Note di fine lavoro di scrittura del bando Welfare Km0.

Ilaria Giuliani | WeMake: un ecosistema produttivo | CheFare
Il progetto presentato in sinergia con altri soggetti del territorio cittadino vorrebbe avere – tra le altre cose – una sua dimensione laboratoriale, che in parte (almeno nella mia fantasia) assomiglia a questo FabLab.

Altro pezzo significativo del progetto [incrociare le dita è d’obbligo…] consiste nella collaborazione con FBK – Create Net nel progetto che sviluppa e anima la piattaforma Commonfare.net, appena rilasciata nella sua prima, e già interessantissima, versione.

Aree interne (e le città sullo sfondo)
Una mia ossessione. Un tema politica non secondario rispetto alle onnipresenti smart city e alle attraenti metropoli.

Claudia GrisentiLe Alpi rischiano di restare senza neve entro la fine del secolo | Internazionale
Alla fine di un inverno secco e con il superamento del limite simbolico dei 3000m per l’innevamento programmato ecco uno studio che affronta i rischi ambientali ed economici di un modello turistico senza garanzie di una sostenibilità futura. Leggi il seguito di questo post »