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Archive for the ‘Occhi sul mondo’ Category

Appunti di lettura / 10.

In Libri con le orecchie..., Occhi sul mondo, Ponti di vista, Uncategorized on febbraio 12, 2016 at 11:05 am

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Buona lettura, se ne trovate il tempo. Apprezzate il mio sforzo nel mettere insieme i pezzi anche questa settimana. Il primo – che mi dovrebbe servire come spunto di metodo – è questo breve articolo che parla di concentrazione.

Oliver Burkeman | La concentrazione semplifica la vita | The Guardian
“È liberatorio smettere di sognare condizioni monastiche che non si realizzeranno mai e cominciare a vederci come persone che lavorano concentrate in modo ritmico o giornalistico. Un altro cambio di prospettiva possiamo ottenerlo smettendo di prenderci “una pausa dalle distrazioni” e cominciando a “prenderci una pausa dalla concentrazione”.”

*Tecnologie

Paolo Venturi e Flaviano Zandonai | Le piattaforme cooperative alla prova dei fatti | http://theway.uidu.org
“Con la crisi, il modello cooperativo, oltre a dimostrare la propria resilienza in termini di tenuta occupazionale, ha altresì dato evidenza di essere in grado di intraprendere strade nuove in risposta a bisogni emergenti.” Se vogliamo capire davvero le punte più innovative del fenomeno sharing dobbiamo guardarci dentro nel modo giusto. Ecco alcuni suggerimenti utili.

Cat Johnson | The Top 10 Sharing Economy Predictions for 2016, by the Experts | Shareable
Siamo già a febbraio inoltrato ma qualche previsione vale ancora la pena di leggerla.

Massimo Mantellini | Dietro il disastro del Foia | Il Post
Adoro la sua diretta twitter di Sanremo ma leggo poi anche i suoi pezzi – mai banali – su tecnologia e innovazione. Il FOIA (Freedom of Information Act) a molti dirà poco ma è strumento indispensabile per percorrere davvero la strada della trasparenza amministrativa e dell’accessibilità (vera) dei cittadini ai dati in possesso all’amministrazione pubblica. In Italia si è persa l’ennesima occasione di fare un passo avanti. Leggi il seguito di questo post »

C’è da spostare una macchina. La sfida del Terzo Statuto.

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on febbraio 7, 2016 at 10:47 pm

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Vi sarà capitato almeno una volta di sentire il motore della vostra auto – a secco di carburante – ammutolirsi, costringendovi a parcheggiare mestamente a bordo strada. E’ una sensazione spiacevole, che genera – a seconda del carattere – imprecazioni o sconforto. Spesso entrambi. Saprete quindi quanto è faticoso a quel punto far muovere quel pesante mezzo di lamiera per provare a raggiungere la prima piazzola di sosta o un’area di servizio per fare il pieno. Se poi vi è successo di vivere questa disavventura da soli, avrete presente quanto la situazione possa diventare complessa. Se vi rimboccate le maniche e provate a spingere non potete controllare il volante, rinunciando a gestire la direzione del mezzo. Se invece rimanete al posto di guida, senza una spinta non vi sposterete di un centimetro, pur avendo le mani salde sul volante che indirizza la marcia.

Ho pensato immediatamente a questa esperienza di vita quotidiana quando le Province di Trento e Bolzano hanno iniziato i loro percorsi paralleli di avvicinamento alla scrittura del Terzo Statuto di Autonomia. Le ho immaginate come due fuoriserie (abbastanza lussuose, decisamente sofisticate ma anche piuttosto delicate nel funzionamento) rimaste in panne più o meno nello stesso punto e i cui autisti sono chiamati a decidere come comportarsi. Guardando alle due differenti strategie utilizzate si potrebbe dire che il pilota altoatesino ha scelto di chiedere agli altri passeggeri (attraverso la Convenzione) di scendere e contribuire alla ripartenza del mezzo, accettando da ciascuno anche un consiglio su quale strada percorrere. Per quanto riguarda invece il Trentino, recuperata la tanica d’emergenza dal portabagagli, si sta incamminando alla ricerca di qualche litro di benzina (la Consulta) per rimettersi in moto e proseguire il viaggio. Sono due approcci diversi che – per il momento – non si possono giudicare se non in maniera superficiale, appunto nei termini di un confronto squisitamente metodologico. Sbaglieremmo però a ridurre la questione solo a questo.
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Appunti di lettura | 2

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on ottobre 23, 2015 at 8:27 am

cielostellatoSeconda uscita degli Appunti di lettura. Una parte della mia giornata, quella dedicata ad una lettura troppo spesso frettolosa, che altrimenti non lascerebbe traccia. Metto da parte alcune tracce di pensiero per la sera e poi le condivido, con chi ha voglia di leggerle e con chi ha qualche minuto da dedicare.

Antonio De Chiara | La povertà oltre la povertà | Pandora
Per conoscere meglio il nuovo Premio Nobel per l’economia Angus Deaton. Per ragionare con maggior attenzione sui temi della diseguaglianza e della povertà.

Giuliano Battiston | L’economia globale sta degenerando | L’Espresso
Saskia Sassen ci parla di espulsioni e lo fa lanciando un allarme preciso: “La crescita economica, misurata secondo i criteri convenzionali, è il veleno della nostra epoca. C’è bisogno 
di economie che rispondano a logiche distributive: 
più coinvolgono le persone 
e le realtà territoriali e locali, più le economie ne beneficiano e producono benefici. 
Oggi avviene il contrario.”

Carlo Galli | L’avventurismo del senso comune | il Manifesto
Carlo Galli è da sempre osservatore attento dei contesti politici, italiani e non. Recensendo il libro di Michele Prospero (Il nuo­vi­smo rea­liz­zato. L’antipolitica dalla Bolo­gnina alla Leo­polda, Roma, Bor­deaux, 2015, pp. 418, euro 26) si concentra su termini che fanno parte del nostro vocabolario comune, ma che spesso usiamo superficialmente. Populismo, antipolitica, fine dei partiti. Ci offre un punto di vista articolato, che non elude le contraddizioni del tempo che stiamo vivendo.
“L’occasionalismo pro­duce un ordine, quindi; l’avventura per­so­nale costrui­sce forma poli­tica, la chiac­chiera è lar­ga­mente per­for­ma­tiva; l’immediatezza è anche media­zione. Leggi il seguito di questo post »

Indignazione e spaesamento. Impotenza e azione. 1% vs 99%. Paradigmi da cambiare radicalmente. Confini inutili.

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on settembre 6, 2015 at 12:20 am

JoshAdamskiNon mi va di passare per cinico perché non condivido convintamente la foto del piccolo Aylan Kurdi, morto a tre anni naufragando sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia. Non riesco ad appassionarmi alla discussione sulla correttezza (deontologica, politica, ecc.) della scelta di pubblicare quell’immagine sulle prime pagine dei quotidiani e non mi sogno nemmeno di giudicare chi ha deciso di contribuire a rendere virale online postandola sulle proprie bacheche Facebook e Twitter. Indignarsi è legittimo, addirittura vitale laddove significa non accettare il fluire, spesso tragico, degli eventi che ci circondano.
Mi chiedo però se valga questo semplice metro di giudizio. Se solo una persona in più dopo la tragica fine di Aylan – e la sua trasmissione a media unificati – si dirà sensibilizzata allora aver affondato quel pugno comunicativo sarà giustificato? Non sono del tutto convinto di questa interpretazione, o meglio la trovo gravemente insufficiente. Se solo gli scatti che hanno fermato su pellicola le immani tragedie del Novecento avessero davvero agito in questa maniera (da catalizzatori di attenzione e riflessione, da pungoli accuminati per coscienze dormienti, da monito di fronte al ripetersi ciclico della storia) oggi probabilmente non ci troveremo nella condizione di aver iniziato un nuovo “secolo degli assassini” subito dopo esserci detti che quello precedente sarebbe stato l’ultimo, irripetibile. Altro che “restiamo umani”… Quest’incapacità conclamata di imparare dal passato ci dice che si è ampliata a dismisura la platea dei (dis)umani o forse  –  è questa l’ipotesi che io sostengo  –  abbiamo sottovalutato la violenza potenziale che pulsa dentro ognuno di noi, che ci definiamo orgogliosamente umani, o più semplicemente buoni. Leggi il seguito di questo post »

I fiori di Srebrenica – 1995/2015

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on luglio 11, 2015 at 9:21 pm

Questo cortometraggio è stato realizzato all’interno della Settimana della Memoria del 2011, iniziativa organizzata dalla Fondazione Alexander Langer. Per qualche giorno abbiamo avuto l’occasione di parlare con diversi ragazzi e ragazze dell’Associazione Adopt Srebrenica. Le loro interviste per me rimangono la descrizione più autentica di ciò che oggi è Srebrenica e di ciò che grazie a a loro e molti altri potrà essere in futuro.


“I gruppi misti, per piccoli che possano essere, possono sperimentare sulla propria pelle (…) i problemi, le difficoltà e le opportunità della convivenza interetnica.”
– A. Langer – “Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica” (1994)

Interviste, riprese e editing di Beatrice Barzaghi e Federico Zappini.
Interviste e traduzioni di Andrea Rizza.

Grazie a Stefano Rubini e Francesco Gasparetto per la collaborazione.

Fondazione Alexander Langer Stiftung, autunno 2011

Marsiglia plurale. Comunità, città, culture. | TRAILER

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on luglio 31, 2014 at 1:21 pm

*Titolo originale: Marsiglia plurale. Comunità, città, culture.
*Anno di produzione: 2014
*Paese di origine: Italia/Francia

*Regia: Federico Zappini
*Soggetto: Federico Zappini
*Riprese: Federico Zappini
*Montaggio: Beatrice Barzaghi
*Produzione: indipendente

*Sinossi:
“Marsiglia è un rifugio di banditi internazionali. Questa città è il cancro d’Europa. E l’Europa non potrà vivere finché Marsiglia non sarà ripulita.” Karl Oberg, responsabile delle SS per la Francia, così scriveva nel 1943. Non sembra essere cambiata quindi – negli ultimi decenni – la necessità di “riqualificare” il tessuto sociale e urbano dell’antica città di Massilia.
Per MP2013 centrale era l’obiettivo di cambiare il volto alla città (o almeno dei suoi quartieri nobili) per restituirle una migliore reputazione rispetto a quella che negli anni si era costruita. Omicidi, guerre di mafia, armi, droga, degrado, povertà, disoccupazione. Una situazione molto difficile insomma.
Nel 2013 Marsiglia è stata Capitale europea della Cultura. Leggi il seguito di questo post »

Marsiglia, Europa, Mediterraneo

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on Mag 12, 2014 at 1:27 pm
Marsiglia - La belle de mai

Marsiglia – La belle de mai

Una settimana fa si concludeva la scuola di formazione “Territoriali ed europei”. Durante l’ultima sessione si è chiesto ad ognuno dei partecipanti di scrivere un piccolo racconto che riguardase l’Europa e che ne descrivesse una sfumatura, una particolarità. Io ho scelto di parlare della “mia” Marsiglia, proprio nei giorni in cui concludo (finalmente) il montaggio del documentario “Marsiglia plurale. Comunità, città, culture” che verrà presentato il prossimo 22 maggio alle 20.30 a Trento, presso lo Studio fotografico di Matteo De Stefano. Intanto ecco la mia breve narrazione.

Mi chiamo Ahmed, e sono nato 14 anni fa a Marsiglia. Mio padre è partito dal Marocco nel 1975 e dopo aver vissuto per qualche anno in Italia è arrivato qui, all’ombra di Notre Dame de la Garde. Leggi il seguito di questo post »

Ubi pecunia, ibi patria

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on febbraio 1, 2014 at 7:15 am

tumblr_l4ffobBPd31qzi23yo1_500“…lo dicevano Leone XIII e Carl Marx.”. Così – in una battuta – Massimo Cacciari ha sintetizzato il caso Electrolux. Chissà come si sarebbe espresso oggi, a un paio di giorni dalla “fuga” oltre confine di Fiat. Forse avrebbe solo confermato quell’inciso che – oggi – dice molto più di qualunque riflessione approfondita sulle relazioni sindacali o sulla semplificazione del codice del lavoro. Il mio non vuole essere un giudizio di merito, ma una presa di coscienza che forse ci aiuta a prendere la cosa per il verso giusto. Ubi pecunia, ibi patria. Non vale solo per le imprese. Non è forse questa la speranza che  porta migliaia di giovani altamente professionalizzati ad andarsene dall’Italia ogni anno, cercando una “patria” più accogliente e capace di offrire loro un futuro? Non è allo stesso modo la ricerca di condizioni migliori di vita (economiche e sociali) a convincere o costringere milioni di persone a migrare verso paesi diversi da quello d’origine? E’ giusto o sbagliato che sia così? Leggi il seguito di questo post »

La storia dell’altro / intervista a Sami Adwan – 2

In Occhi sul mondo on agosto 7, 2011 at 11:28 pm

– Come pensa che dovremmo intendere le dichiarazioni di Obama che ponevano il punto di partenza di qualsiasi possibile negoziazione tra israeliani e palestinese nel ritorno nei confini pre-1960?
Se si ascolta bene il discorso si percepisce come la politica americana tenga tutt’ora in considerazione solo in minima parte le richieste palestinesi. Sembra ignorare la legittimazione internazionale di questa occupazione e penso che dopo il suo primo discorso – tenuto due anni fa al Cairo – Obama abbia deluso molte persone e che sia visto come un attore molto debole dai politici e dai cittadini palestinesi. Sta dando libera azione agli israeliani nel confiscare ancora terre e continuare nella stessa direzione che percorrono da anni. Sono molto colpito – negativamente – dalle sue parole. Mi aspettavo un discorso fondato prima di tutto sul principio dei diritti umani, come ero abituato a sentire fino a un po’ di tempo fa,  durante la sua campagna elettorale.
La politica americana è controllata da Tel Aviv e non da Washington. Mi spiace dirlo ma anche il governo europeo sta seguendo i passi americani (nda Stati Uniti e molti Paesi europei, tra cui l’Italia, non hanno ad oggi riconosciuto lo stato di Palestina, così come hanno fatto già più di cento Stati nel mondo). I palestinesi andranno presto alle Nazioni Unite per proporre una commissione internazionale e aspetterò quel momento per vedere cosa farà l’Europa. Sarà abbastanza forte da prendere una posizione su questa situazione o seguirà Obama? Se dirà sì ad Obama, dirà sì a Netanyahu e alla sua politica. Leggi il seguito di questo post »

La storia dell’altro / intervista a Sami Adwan – 1

In Occhi sul mondo on luglio 22, 2011 at 8:24 am

Sami Adwan, docente presso la Bethlehem University, Premio Langer 2001 e coautore di “La storia dell’altro”.

– Come è nata in lei l’idea di cominciare un esperimento difficile come quello di mettere ragazzi israeliani e palestinesi di fronte alla storia dell’Altro?
Quando le persone possono scoprire la storia dell’Altro allora sono più inclini ad umanizzare anche la visione che l’Altro ha di loro. L’altra parte in causa – palestinese o israeliana che sia – ha una narrazione della storia che è legittima dal proprio punto di vista. Dovevamo solo rendercene conto e provare a metterle a confronto.
Nella mia esperienza ho visto che quando le due parti raccontavano la propria storia non c’era spazio per la storia dell’Altro. Questo significa che l’altra parte non esiste o non viene presa in considerazione. Perciò per muovere il pensiero e la visione dei più giovani abbiamo fatto questo lavoro, con l’obiettivo che esso possa essere di aiuto nel processo di avvicinamento, comprensione e rispetto reciproco. Leggi il seguito di questo post »