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Posts Tagged ‘accoglienza’

La cura e il conflitto

In Ponti di vista on novembre 26, 2018 at 8:45 am

Nel clima tossico dei social network (e della realtà più reale che c’è, quella che incrociamo per strada a ogni passo) venati di manifesto e rivendicato cattivismo le parole di Gianluca Taraborelli sono stati un raggio di sole, un tentativo riuscito di fare un passo di lato rispetto alla corrente che tende a trascinarci sempre più a fondo, inesorabilmente.

Nel suo mettersi a disposizione per ospitare uno dei quaranta profughi pakistani che rischiavano l’esclusione dal progetto di accoglienza previsto in Provincia di Trento – dietro indicazione, tutta propaganda e cinismo, del Presidente Fugatti – ho trovato anche lo stimolo per andare più a fondo, per scavare un po’ nella complessità del momento. Per non accontentarmi del parteggiare (come mi é abbastanza naturale, quasi automatico) per la visione del mondo che quella sua proposta esprime – un’idea di società aperta e inclusiva – ma di interrogare me stesso rispetto al tema dell’accoglienza e all’approccio umanitario/emergenziale che si muove attorno ai fenomeni migratori e ai meccanismi politici, comunicativi e umani che ne discendono.

A tale proposito dico sinceramente che credo all’amore, ma ancor più al conflitto. Riconosco la bontà (e pure tutte le sue contraddizioni) ma in subordine al ruolo della politica. Ammiro i gesti eroici dei singoli ma mi scervello ogni giorno perché si possano produrre azioni collettive che attivino la consapevolezza e la voglia dei cambiamento dei gruppi (le masse?) e non esclusivamente la buona volontà di un individuo alla volta. Confido nel dono e nella capacità di condividere ma ho chiarissima la necessità di interrompere il fluire costante dei modelli economici e culturali che generano le diseguaglianze giustificando la divisione del mondo tra chi è destinato al dare (se vuole, se ne sente l’esigenza etica) e chi invece deve augurarsi di ricevere qualcosa se – dopo il “prima noi” – avanzerà qualcosa. Qualche briciola che cade dalla tavola imbandita. Leggi il seguito di questo post »

Accogliere. Tra attivazione comunitaria, welfare generativo e piattaforme cooperative.

In Ponti di vista on agosto 16, 2016 at 11:19 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

“Vuoi che vengano gli immigrati? Perché non li porti a casa tua?”. La risposta che noi speriamo di generare è “Sì, va bene”. E’ tutta qui la sfida che Vesta (progetto realizzato a Bologna dalla Cooperativa Camelot) ha deciso di raccogliere, in sinergia con l’Amministrazione Comunale. Rispondere a quello che viene percepito – a torto – come un fenomeno transitorio inserendolo dentro l’unica dimensione che ne può affrontare la complessità quotidiana: le relazioni all’interno del contesto abitativo.
Ecco che allora – mentre abbiamo negli occhi le migliaia di persone accalcate alle frontiere chiuse dell’Europa e davanti alle stazioni ferroviarie delle città italiane – da Bologna arriva non solo una buona pratica di accoglienza, ma un forte segnale di vitalità del terzo settore. Applicazione delle tecnologie all’attività sociale, assunzione del welfare generativo come obiettivo necessario, valorizzazione delle reti di prossimità e consapevolezza della necessità di un cambio di passo del movimento cooperativo.
Tutto questo – e molto altro – è Vesta. Ne ho parlato con Carlo De Los Rios, direttore della Cooperativa Camelot.


Per cominciare ad addentrarci nel progetto dobbiamo necessariamente passare per la lettura del contesto dentro il quale nasce. Dove nasce la Cooperativa Camelot e quali sono le principali attività che svolge? Leggi il seguito di questo post »