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Posts Tagged ‘arte’

Dal congelamento del Covid19 a un nuovo orizzonte culturale, diffuso e partecipato.

In Ponti di vista on febbraio 21, 2021 at 3:30 PM

Da un anno il mondo dello spettacolo e della cultura – composto di luoghi, di persone e delle loro interazioni – è bloccato. L’opzione “a distanza” è alternativa utile ma non sufficiente. Dalla chiusura dei musei, dei teatri, dei circoli e dei locali è derivata l’interruzione della socialità, oltre a un’ulteriore precarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici di diversi settori.

Mario Draghi nella sua replica al Senato ha sottolineato come oltre al danno economico rischiamo “un’ancora più grande perdita dello spirito”. I curatori della Biennale Teatro ricci&forte hanno motivato la scelta cromatica della rassegna – con al centro il colore blu – spiegando che è il tono che rappresenta il congelamento, la solitudine, la malinconia ma anche il mare e il cielo. Con la pandemia non ancora superata è comunque all’orizzonte, e quindi al futuro, che dobbiamo guardare con curiosità.

Simbolico da questo punto di vista è il Leone d’Argento assegnato alla rapper/poetessa/attivista Kae Tempest, il cui manifesto artistico/politico è l’empatia radicale, cioè la necessità di trovare nell’Altro un elemento di confronto e cooperazione.

Se la primavera e l’estate in arrivo devono essere di rinascita è bene che il nostro impegno non si riduca alla sola messa a calendario di una serie di eventi ma ambisca alla sperimentazione di un nuovo modo di intendere la cultura, in relazione all’impatto sociale che essa può generare.

E’ ormai riconosciuto che l’attività creativa e culturale è condizione decisiva per lo sviluppo di migliori condizioni per l’inclusione e per la partecipazione, oltre che per la sostenibilità, così come introdotta nell’Agenda 2030 dell’ONU e nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.

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Alla paura preferiamo i desideri

In Ponti di vista on giugno 5, 2018 at 1:49 PM

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(Lettera firmata inviata al quotidiano Il Trentino)

Sono il genitore di una bambina che frequenta la scuola Materna
Zanella di Trento. Scrivo – a titolo personale – per proporre una breve riflessione collegata al titolo dell’articolo che il vostro giornale ha deciso di dedicare sabato 2 giugno all’inaugurazione del dipinto realizzato sulle mura dell’edificio scolastico: “I bimbi in piazza festeggiano il murale antidegrado”.
Ritengo, insieme a mia figlia, a sua sorella e ai suoi compagni, di non aver partecipato “a una festa antidegrado” (parola ormai passpartout, entrata nel vocabolario comune per la descrizione di tutto ciò che non ci aggrada) ma a un appuntamento di attivazione civica e di partecipazione collettiva. A un soleggiato pomeriggio di piacevole e gioiosa convivenza. Il senso dell’iniziativa è ben spiegato dal comunicato che aveva il compito di raccontare l’esperienza delle ultime settimane di co-progettazione all’interno dell’istituto e coinvolgimento della comunità circostante.

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone” scriveva Italo Calvino nelle Città invisibili. Come dargli torto. Ecco allora che forse i bambini e le bambine della Scuola Materna Zanella – guidati dal muralista messicano Omar Garcia e dalle loro maestre – attraverso il loro disegno collettivo contribuiscono a mettere in risalto le relazioni umane, la condivisione e la cura dello spazio pubblico, la valorizzazione delle reti di prossimità e vicinato. Nel loro sguardo il deserto si riempie di giochi e di momenti di collaborazione, di esperienze nei contesti naturale e urbano, di complicità e fantasia. Leggi il seguito di questo post »

Eppur si muove…

In Ponti di vista on ottobre 20, 2013 at 6:33 am

città niente“La forma d’una città cambia, ahimè, più in fretta del cuore di un mortale.”
Charles Baudelaire

La città di Trento sta cambiando. Questa frase la sentiamo ripetere da tempo, e non ci si può certo trovare in disaccordo. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna però fare attenzione a come si interpretano queste parole. La città non muta sotto la spinta di un’unica spinta. Non solo perché, diventata universitaria, ospita qualche migliaio di studenti. Neppure solo per il nascere di un nuovo quartiere o per l’apertura del Muse. Ogni centro urbano di una certa dimensione viene influenzato da una serie di flussi (economici, sociali, culturali) che producono cambiamenti solo per il fatto di esistere. Mai neutri, influenzano gli stili di vita, i sentimenti, persino la composizione della popolazione di questa o quella zona. Sono processi lunghi di autonomo riequilibrio delle spinte che naturalmente si generano all’interno di una comunità di individui; diversi e “costretti” a convivere.

A questa valutazione generale si deve affiancare una riflessione più specifica su Trento. Non è da oggi che regolarmente si levano lamentele sulla scarsità di possibilità di “socializzare”. Leggi il seguito di questo post »