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Posts Tagged ‘barcellona’

Dalla Catalunya al Trentino. Indipendenza e autonomia. Federalismo europeo. Sovranità da condividere e un pugno che deve farsi carezza.

In Ponti di vista on aprile 3, 2018 at 3:45 PM

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Abbiamo deciso di intraprendere un viaggio dentro la crisi politica catalana dopo esserci chiesti – a metà dicembre scorso – quale potesse essere il ruolo dell’Autonomia nella delicata fase che sta vivendo l’Europa. Siamo arrivati a Barcellona mentre sei indipendentisti catalani entravano in carcere o erano costretti all’esilio. Sulla via del ritorno abbiamo appreso che Carles Puigdemont era in stato di arresto e si andavano formando le prime manifestazioni di solidarietà e protesta nelle piazze catalane.

Questo il contesto nel quale ci siamo mossi, tra incontri con partiti politici e conversazioni con soggetti sociali e culturali. Un contesto che, visto lo spropositato utilizzo della carcerazione preventiva da parte dello Stato spagnolo, rischia di veder chiudersi ogni possibilità di dialogo politico, favorendo una maggiore polarizzazione delle posizioni in campo e attivando una crescente radicalizzazione dei metodi di lotta da un lato e di tentativo di reprimerli dall’altro.

A tal proposito Marta Rovira, una delle dirigenti di ERC che ha scelto di sottrarsi alla giustizia spagnola fuggendo all’estero, ha lanciato un monito a chi rimane:

“Vi voglio dire un’ultima cosa: non lasciate che il rancore si impadronisca di voi. L’analisi di una realtà antidemocratica e profondamente ingiusta non deve cedere il passo al risentimento. Contro nessuno. Contro niente. Solo a partire dal rispetto e dall’amore verso tutti i cittadini e tutte le opinioni costruiremo cambiamenti radicali e profondi. Solo dal lavoro comune otterremo una Repubblica per tutti. Come dice Oriol Junqueras [ex vice-presidente della Generalitat Catalana , oggi in carcere]: ‘In questi giorni che verranno rimanete forti e uniti, trasformate l’indignazione in coraggio e perseveranza. La rabbia in amore.  Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 20.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 23, 2016 at 11:09 PM

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Idee e azioni per città migliori.

Paolo Venturi | Proposta per un ecosistema umano cooperativo | BeneComune.net
“La rigenerazione non più come atto speculativo (costruisco e rivendo)…ma generativo”. Da questa idea si muove Paolo Venturi in questa ricognizione del terreno nel quale necessariamente dovrà muoversi chiunque intende immaginare una città diversa da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. “Le città che investiranno su queste politiche “abilitanti” (ossia ecosistemiche) saranno quelle capaci di costruire una più solida democrazia economica e una maggiore capacità di generare Ben-essere.”

Ivana Pais | Promuovere la sharing city | BeneComune.net
Un’idea che andrebbe approfondita e – soprattutto – sperimentata. “L’elemento di novità sta nel passaggio da un coinvolgimento del cittadino organizzato attraverso associazioni nelle politiche proposte dall’amministrazione a uno «Stato relazionale» o «Stato-regia» (Iaione 2015) che abilita l’iniziativa autonoma dei cittadini. La sfida è quella di riuscire a veicolare e valorizzare il singolo “contributo”, anche in forma sporadica e non organizzata. L’esperienza delle piattaforme di mercato dimostra che è possibile, sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo, nell’ambito dei processi redistributivi questo passaggio deve però essere accompagnato da una riflessione sulle relative implicazioni sociali in termini di potenziale rafforzamento della partecipazione civica, riduzione delle diseguaglianze sociali e ripensamento del ruolo dell’amministrazione locale.”
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Raons Públiques: costruir, partecipar, educar. Un nuovo approccio al fare città.

In Ponti di vista on luglio 13, 2016 at 7:01 am

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Effetti collaterali – positivi – degli appuntamenti del Festival dell’Economia. A margine della presentazione del libro di Giovanni Semi (Gentrification. Tutte le città come Disneyland? – Ed. Il Mulino) ho scambiato quattro chiacchiere con Giovanni Roncador. Conoscevo sommariamente la sua storia da libero professionista “emigrante”, ma la breve chiacchierata avuta con lui mi ha convinto che la sua storia meritasse di essere raccontata in maniera più diffusa.

È stata l’occasione di parlare di Raons Públiques e – prendendo spunto dall’esperienza di lavoro innovativa di un gruppo di professionisti – di come stiano cambiando le traiettorie dell’urbanistica e con esse il modo di guardare alla rigenerazione dello spazio pubblico e più in generale alla gestione (obbligatoriamente sempre più partecipativa e inclusiva) delle città. Non abbiamo mancato di puntare lo sguardo sull’esperienza politica e comunitaria della sindaca Ada Colau e su come Barcellona – il contesto dentro il quale Giovanni opera – reagisce alle sollecitazioni dell’azione della cooperativa Raons Públiques che basa il suo lavoro sul motto “Costruir, partecipar, educar”

Architetto in Spagna. Come ti sei mosso? Come hai cercato collaborazioni e punti di appoggio in città?

La mia esperienza lavorativa in Spagna comincia nel 2010, grazie a una borsa di studio del Ordine degli Architetti di Trento. Da tre anni stavo collaborando con alcuni studi professionali e con l’Università di Venezia dopo aver conseguito la laurea in Architettura nel 2007. In questi anni anche un po’ tutta l’economia italiana , ma soprattutto il mondo dell’edilizia stava attraversando un momento di grave crisi. La possibilità di esplorare nuovi paradigmi lavorativi arriva da un Fondo Europeo per giovani professionisti destinata ad iniziative da realizzare all’estero. Scelsi di passare i seguenti sei mesi nella ONG Arquitectos Sin Fronteras che nel 2010 era molto attiva in Spagna e a Barcellona.

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