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Posts Tagged ‘cittadinanza’

L’illusione che i migranti ci “rubano”

In Ponti di vista on settembre 17, 2015 at 8:55 PM

sea-605387_1280Non mi appassiona la dietrologia e quindi non mi accodo al vociare di chi dopo la scelta Angela Merkel di aprire all’accoglienza dei profughi (solo siriani, in numeri ancora incerti) l’ha accusata di opportunismo e di voler sfruttare economicamente la componente migrante ritenuta più istruita e impiegabile. La sua è stata una proposta parziale e insufficiente, ma significativa – almeno dal punto di vista simbolico – nell’economia di un fenomeno che necessita di risposte articolate e di sguardi lunghi. Ciò che davvero spaventa è il proseguire nella gestione emergenziale di questioni che dell’emergenza non hanno più le caratteristiche. Guardo con apprensione e sgomento alle immagini che arrivano dal confine serbo-ungherese, cercando di non slegarle mai dallo scenario globale impazzito che oggi precipita in quei territori il suo frutto più avvelenato. Seguo con preoccupazione l’evolversi della situazione, dentro la quale vedo due criticità principali.

La prima è collegata proprio al rapporto ormai patologico che abbiamo con il termine emergenza. Non più temporaneo, ma quotidiano. Non più eccezione, ma regola. Questo fraintendimento – non nasce certo in questi giorni sulla rotta balcanica – regge nella sua fragilità fino a quando la pressione della sommatoria delle emergenze (temporalmente sovrapposte o tra loro concatenate, territorialmente diffuse, socialmente mal sopportate) non diventa insostenibile e tracima, producendo eventi nei confronti dei quali gli strumenti messi in campo sono del tutto inefficaci o, peggio, dannosi. Qualcuno dirà che il caos è la migliore condizione possibile, tanto da mettere in crisi addirittura la stabilità delle istituzioni per come le abbiamo conosciute. Non la penso così e confusione e immobilismo politico che regnano in Europa sono premesse che non promettono niente di buono.

La seconda criticità è invece data dal nostro modo ipocrita di categorizzare i protagonisti delle migrazioni e i loro destini.  Verso i profughi solidarietà e apertura (tutta da verificare, oltre gli abbozzati buoni propositi), verso i migranti economici tolleranza zero e controlli irrobustiti (limitando Schengen, aggiungendo forze di polizia, creando hotspot territoriali per la divisione all’arrivo, ripristinando i rimpatri). Sta tutta qui l’incapacità di prendere dal verso giusto la questione delle migrazioni, nella dimensione di esodo che oggi conosciamo. Leggi il seguito di questo post »

Indignazione e spaesamento. Impotenza e azione. 1% vs 99%. Paradigmi da cambiare radicalmente. Confini inutili.

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on settembre 6, 2015 at 12:20 am

JoshAdamskiNon mi va di passare per cinico perché non condivido convintamente la foto del piccolo Aylan Kurdi, morto a tre anni naufragando sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia. Non riesco ad appassionarmi alla discussione sulla correttezza (deontologica, politica, ecc.) della scelta di pubblicare quell’immagine sulle prime pagine dei quotidiani e non mi sogno nemmeno di giudicare chi ha deciso di contribuire a rendere virale online postandola sulle proprie bacheche Facebook e Twitter. Indignarsi è legittimo, addirittura vitale laddove significa non accettare il fluire, spesso tragico, degli eventi che ci circondano.
Mi chiedo però se valga questo semplice metro di giudizio. Se solo una persona in più dopo la tragica fine di Aylan – e la sua trasmissione a media unificati – si dirà sensibilizzata allora aver affondato quel pugno comunicativo sarà giustificato? Non sono del tutto convinto di questa interpretazione, o meglio la trovo gravemente insufficiente. Se solo gli scatti che hanno fermato su pellicola le immani tragedie del Novecento avessero davvero agito in questa maniera (da catalizzatori di attenzione e riflessione, da pungoli accuminati per coscienze dormienti, da monito di fronte al ripetersi ciclico della storia) oggi probabilmente non ci troveremo nella condizione di aver iniziato un nuovo “secolo degli assassini” subito dopo esserci detti che quello precedente sarebbe stato l’ultimo, irripetibile. Altro che “restiamo umani”… Quest’incapacità conclamata di imparare dal passato ci dice che si è ampliata a dismisura la platea dei (dis)umani o forse  –  è questa l’ipotesi che io sostengo  –  abbiamo sottovalutato la violenza potenziale che pulsa dentro ognuno di noi, che ci definiamo orgogliosamente umani, o più semplicemente buoni. Leggi il seguito di questo post »

La partecipazione, tra il fare e il pensare

In Ponti di vista on agosto 23, 2015 at 10:00 PM

graffiti-569265_1280Milano, 1 maggio 2015. Durante un corteo contro l’inaugurazione di Expo gruppi di manifestanti danno alle fiamme alcune auto, distruggono vetrine e con bombolette spray tracciano scritte sui palazzi del centro città. Il giorno dopo migliaia di milanesi scendono in piazza – Sindaco Pisapia in testa – uniti dietro lo slogan “non toccate Milano”. Nelle stesse settimane è virale un video che ritrae un gruppo di cittadini, armati di tuta bianca e pennello, intenti a trasformare in tinta unita i variopinti colori di un murales nell’hinterland milanese. Peccato l’opera fosse stata realizzata – proprio per riqualificare il parco urbano – da un noto artista, addirittura con il benestare dell’amministrazione e dei residenti della zona. Corto circuito, totale.

Il tema della partecipazione e della presa in carico da parte dei cittadini di quelli che vengono catalogati come “beni comuni” è oggi al centro di una positiva e crescente attenzione. Grazie certamente a chi ha investito tempo e energie nello studio del fenomeno (primo tra tutti in Italia il professor Gregorio Arena, con il fruttuoso lavoro di Labsus), a chi “su strada” ha sperimentato – non senza ostacoli e frustrazione – la riappropriazione del concetto di sussidiarietà nel suo significato più autentico e vitale. Non vanno sottovalutati poi l’incidenza delle nuove tecnologie (la diffusione capillare dei social network, lo sviluppo di piattaforme ad hoc, l’utilizzo crescente degli open data e di servizi di geolocalizzazioni sempre più precisi, ecc.) e della spending review, che impone alle amministrazioni locali una gestione diversa delle risorse, facendole guardare con interesse all’intervento volontario e gratuito delle comunità nella cura del patrimonio pubblico, oggi a rischio degrado. Eppure non è tutto qui.

Deve essere chiaro che non va alimentata l’apologia del “fare” fine a se stesso, facendo riferimento a una sorta di operosità 2.0 che dovrebbe emergere – salvifica – dai quartieri. Certo c’è l’aiuola da ripulire e la staccionata da aggiustare, ma non solo. C’è un rinnovato modo di intendere l’utilizzo dello spazio pubblico. Leggi il seguito di questo post »

#FuturaTrentoè…una storia che ha bisogno di un buon primo capitolo

In Ponti di vista on luglio 1, 2015 at 2:10 PM

FT bene comune positivoQuesta è la traccia dell’intervento che ho tenuto per la presentazione del progetto FuturaTrento.

C’era un volta… Le favole iniziano sempre così. E’ una consuetudine comunemente rispettata. In questo caso specifico non ci riferiamo ad una favola in senso stretto, anche se – a voler essere ottimisti – si potrebbe pensare di renderla tale, almeno pro futuro. Partiamo dall’origine allora…

Il progetto FuturaTrento nasce da un fortunato incastro di circostanze.

La più generale è collegata strettamente ad una mutazione di contesto che sta segnando il mondo intero, e di conseguenza anche l’Italia. Tutto ciò che raggruppiamo sotto i termine smart city e sharing economy è oggi il paradigma culturale, sociale e economico più efficace e anche, non dobbiamo nascondercelo, più accattivante e di moda per poter immaginare un cambiamento in termini migliorativi delle città che abitiamo, dei nostri stili di vita e addirittura dell’infrastruttura democratica nel suo complesso. L’emersione e l’espansione di un approccio diverso al vivere urbano ha convinto Anci a dedicare un bando (Meet Young Cities) per l’attivazione di buone pratiche sui territori. Il Comune di Trento ha saputo interpretare al meglio le richieste in esso contentute accedendo quindi al finanziamento del proprio progetto intitolato “I giovani si prendono cura degli spazi urbani. Il bello ci salverà.”.

Restringendo il campo anche quella che quotidianamente sentiamo chiamare spending review ha avuto un impatto non secondario nello stimolare uno sguardo nuovo (sia da parte delle istituzioni che dei cittadini) nei confronti della gestione dei beni comuni, siano essi pubblici o privati, materiali o immateriali, in stato di abbandono o di recente costruzione. Sarebbe strano Trento fosse rimasta estranea a questa necessità di migliore la gestione delle risorse a disposizione della macchina pubblica. Leggi il seguito di questo post »

Tutta mia la città |Il bilancio

In Ponti di vista on ottobre 17, 2014 at 1:47 PM

IMG_20140920_103513Esperimenti per la città condivisa, Trento – 15/20 settembre 2014

Sono passati poco più di tre mesi da quando per la prima volta abbiamo parlato di un Festival in Via del Suffragio. Da allora sono state centinaia le e-mail scambiate, decine le persone e gli uffici che a vario titolo sono stati coinvolti, incalcolabile la durata delle telefonate effettuate per dare forma ad ognuno degli appuntamenti in calendario.

Abbiamo immaginato un Festival ambizioso e allo stesso tempo sostenibile e possiamo essere soddisfatti di questa prima edizione “fatta in casa”. Se si esclude un piccolo finanziamento della Circoscrizione Centro Storico e Piedicastello oltre a qualche minima sponsorizzazione “Tutta mia la città” nasce come esperimento di autofinanziamento – attraverso il Crowdfunding – e incosciente “investimento” (in soldi e moltissime energie) di alcuni degli organizzatori. Si tratta di cifre modeste, in gran parte spese per costi burocratici (occupazioni suolo pubblico, SIAE), che raccontano della possibilità di fare molto anche con budget ridotti.

Sapevamo quale poteva essere il valore aggiunto del progetto: lo spazio di Via del Suffragio(e una sua riscoperta in forma diversa), la collaborazione di diversi partner/amici,l’immaginario di un modo altro di riempire la città. Ognuno di questi aspetti, se guardato oggi a posteriori, va analizzato con molta attenzione per provare a dare corpo a un bilancio sufficientemente oggettivo dell’iniziativa appena conclusa. Devono emergere i fattori di novità, le caratteristiche peculiari, le sensazioni positive, senza però dimenticare tutte le contraddizioni connesse al tema della condivisione sperimentati sulla nostra pelle.

Scarica il bilancio |

Libri con le orecchie… /2.

In Libri con le orecchie... on aprile 27, 2014 at 11:04 am

fotoManca un mese esatto alle elezioni europee, e quindi il primo “segno” è necessariamente da un libro fondamentale, Il manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli. Tanti lo ricordano come padre nobile dell’Europa, molti dimenticando però di sottolineare un passaggio fondamentale della sua ipotesi federalista. Una pagina di grandissima attualità ancora oggi. Un’utile lettura per quelli dei “pugni da battere sul tavolo dell’Europa”, del “rivogliamo la sovranità monetaria” o del “più Italia in Europa”.

“Le forse reazionarie hanno uomini e quadri abili ed educati al comando, che si batteranno accanitamente per conservare la loro supremazia. […] Il punto sul quale esse cercheranno di far leva sarà la restaurazione dello stato nazionale. Potranno così far presa sul sentimento popolare più diffuso, più offeso dai recenti movimenti, più facilmente adoperabile a scopi reazionari: il sentimento patriottico. In tal modo possono anche sperare di più facilmente confondere le idee degli avversari, dato che per le masse popolari l’unica esperienza politica finora acquisita è quella svolgentesi entro l’ambito nazionale, ed è perciò abbastanza facile convogliare sia esse che i loro capi miopi sul terreno della ricostruzione degli stati abbattutti dalla bufera. […] Leggi il seguito di questo post »