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Posts Tagged ‘concerti’

QOTSA live report

In Ponti di vista on novembre 4, 2013 at 11:00 PM

BYL4HU5IgAEscmd.jpg_largeMilano, 3 novembre 2013 – I Queens of the Stone Age rimangono una delle cose più divertenti da vedere su un palco, anche per chi non è necessariamente un appassionato del genere. Il signor Joshua Homme ha saputo diversificare il suo pubblico e ora può guardare – chitarra imbracciata e sguardo compiaciuto – una platea molto eterogenea che balla e si dimena al ritmo delle hit più conosciute. Le dita paffute e tatuate di Josh corrono veloci sui tasti, così come il ciuffo in forma galleggia sopra le mille mossette ammiccanti del suo volto di plastica. Perchè poi la formula del successo dei QOTSA è fatto di poche semplici regole da sempre rispettate. Garantire un costante livello di effetto party, non guardare troppo al passato e – sia sul palco che in studio di registrazione – fare le cose per bene. Josh Homme è garante affinchè questi elementi non manchino mai e che abbiano un certo equilibrio. Il concerto di Milano non sfugge a questa formula.

Due ore abbondanti. Pronti via e dopo un’introduzione dall’ultimo album arrivano un paio di sonori schiaffoni. Leggi il seguito di questo post »

Un amarissimo Cafè…

In Ponti di vista on giugno 18, 2013 at 3:22 PM

foto(cafè)Il 29 novembre 2012 veniva inaugurato il Cafè de la Paix. Una novità per Trento e un possibile – interessante – esperimento per il suo centro storico. Un progetto nato dalla sinergia di diversi attori del contesto cittadino e  sviluppatosi grazie alla creatività di un interessante gruppo di “conduttori”. Cosa rimane di quella sfida ambiziosa lanciata più di sei mesi fa?

Quasi 11.000 tessere associative. Decine di iniziative di ogni tipo. Concerti, mostre, serate informative, riunioni di associazioni, presentazioni di libri. Ma i numeri e gli elenchi non bastano a descrivere bene le potenzialità dello spazio di passaggio Teatro Osele. Un luogo accogliente, aperto a tutti, patrimonio di un’intera comunità. Un Cafè culturale che favorisce l’incontro, che invita a fermarsi; e che è stato motore della riqualificazione di un angolo dimenticato di Trento. Tutto bene quindi?

Nemmeno per sogno. Come in ogni situazione nuova si incontrano difficoltà e contraddizioni. Qualche lamentela dei vicini, l’assillo della burocrazia, la necessità di far quadrare i conti, la complessa gestione di un’attività multiforme. Chi ha deciso di imbarcarsi in una tale avventura conosceva questo lato dell’impresa e consapevolmente se ne è fatto carico. Leggi il seguito di questo post »

Chi fermerà la musica?

In Ponti di vista on Maggio 23, 2012 at 11:22 PM

Mi trovo a scrivere in merito alla “polemica” sui concerti nelle vie della città di Trento e so che sarò almeno in parte frainteso. Parto dalla mia esperienza personale. Vivo in via Suffragio da circa dieci anni e ho visto passare sotto il mio balcone alcuni bar storici della prima fase universitaria/happy hour della città. Ho convissuto – senza troppi pensieri – con gli schiamazzi, con le pisciate sotto casa, con le risse che con buona frequenza si verificavano. Per qualche anno ho partecipato in prima persona all’organizzazione di concerti presso il Centro Sociale Bruno, provando – e magari qualche volta riuscendoci – a limitare il disturbo che portavamo ai vicini e scontrandomi, spesso, con la difficoltà di fare i conti con l’esuberanza di chi alle serate musicali partecipava come pubblico. Ora via Suffragio è meno vissuta dal popolo universitario che ha trovato nuove mete di riferimento ma resistono un paio di locali con orari di chiusura che superano di molto la mezzanotte. Non organizzano mai eventi musicali all’aperto, vivono delle bevande che vendono e della posizione centrale di cui godono. I loro clienti, e le compagnie di ragazzi e ragazze che si muovono lungo le strade del centro dal lunedì al sabato, finiscono spesso per essere il sottofondo che mi accompagna a letto. Peggio va quando il tappeto di chiacchiere ad alta voce diventa alterco o canto a squarciagola, o scampanellata libera, o rutto di gruppo. Il mio modo di interpretare il ruolo di dirimpettaio è quello di chiedere (via sms al gestore) di poter ricevere un maggior rispetto almeno dopo un determinato orario, nel tentativo di costruire una corretta convivenza di diverse necessità e aspettative.

Perchè questo pippone paternalistico? In primis perchè credo che la libertà sia un bene di inestimabile valore. Fatico a vedere descritto tutto il potere immaginifico di questo concetto nella dimensione di divertimento che riesco a fotografare sporgendomi dalla finestra in alcune nottate particolarmente rumorose. Così come non riesco a convincermi che la libertà sia in qualche modo la sopraffazione di un interesse – nello specifico di chi vuole vivere la notte – su qualunque altro. Leggi il seguito di questo post »