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Posts Tagged ‘condivisioni’

Pensare e agire altrimenti

In Ponti di vista on gennaio 4, 2021 at 6:47 am

Agitu è morta.

Tutto intorno la montagna buia d’inverno, ancora più silenziosa sotto la spessa coltre di neve fresca e dentro un tempo che al distanziamento ci ha drammaticamente abituati. Ci sentiamo – inutile negarlo – disorientati come nel bosco fitto nel bel mezzo di una bufera. Persa un’esperta e attenta compagna di viaggio, una guida per molti versi, le tracce del sentiero per attraversare la selva si fanno meno chiare. Il nostro passo è incerto, il pensiero confuso, la vista sfocata.

Agitu è stata uccisa.

Spaesati ci troviamo a fare i conti con un atto brutale che interrompe il flusso denso e multiforme di un’esistenza, quella di Agitu, posta nel mezzo di una costellazione composita di centinaia di uomini e donne, attivate e partecipi dentro un campo energetico che in lei aveva il fulcro più vitale e contagioso.

Spazi interrotti.

Si è incrinato uno spazio di possibilità che aveva nell’ibridazione – culturale e imprenditoriale, di genere e di identità – il suo valore aggiunto di innovatività, la sua anima concretamente utopica, la sua quotidiana e faticosa – e perché no, talvolta anche incoerente – prassi operativa e trasformativa. Un margine abitato e reso abitabile, per dirla con Bell Hooks, che non è confine che separa ma soglia verso ciò che potrebbe essere. Resistenza e desiderio, che devono confrontarsi con la natura imperfetta e mai pacificata della natura umana. Essere molteplice e non statico, in costante trasformazione. Un ridefinirsi che gode degli incroci tra diversità e non nega la dimensione conflittuale.

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Appunti di lettura | 1

In Libri con le orecchie... on ottobre 18, 2015 at 10:11 PM

book-436508_1920Non sono un buon archivista. Mi capita spesso di cercare articoli, interviste e recensioni lette e mai messe da parte, disperse nella rete. In mio soccorso su Pontidivista raccoglierò – quando serve – i link ai contributi che mi sembrano più interessanti. Così come tutto il resto del contenuto di questa pagina che ormai mi accompagna da diversi anni sarà filtrato attraverso il mio Puntodivista, senza per questo chiudere a quelli di chi mi circonda. Commentate le mie segnalazioni con le vostre. Discutiamone.

Marco Belpoliti | Jonathan Crary. 24/7 Il capitalismo alla conquista del sonno. | Doppiozero
Dormo poco, faccio fatica a capire i confini del lavoro. Forse è meglio dia una letta?

Paolo Venturi e Flaviano Zandonai | Un ecosistema di progetti di rigenerazione alla ricerca di un centro gravitazionale | Il giornale delle Fondazioni
Se vi interessate di riqualificazione urbana, di sviluppo di comunità, di impresa sociale un pezzo di sicuro interesse. Nel metodo e nel merito.

Olivier Roy | Mediterraneo chiama Europa. Qualcosa è cambiato e non ce ne siamo accorti | Reset
Un’interlocuzione insufficiente tra sponde del Mediterraneo, una serie di appuntamenti elettorali in arrivo, sullo sfondo le sfide della politica internazionale che non possono più essere rimandate.

Manuela Bojadžijev | The belief in a migration policy | Eutopia
Possiamo continuare a pensare che le migrazioni vadano controllate e gestite? Possiamo permetterci ancora di mantenere l’odiosa divisione tra profughi e migranti economici? Questo articolo ci aiuta a capirci qualcosa di più.

Giorgio Burreddu | La mia Albania | Rivista Undici
La qualificazione dell’Albania è prima di tutto un grande risultato sportivo. Ma non mancano le implicazioni politiche e sociale, che sarebbe il caso di raccontare. E al prossimo Europeo di storie interessanti ce ne saranno diverse…

Buona lettura
f.

La partecipazione, tra il fare e il pensare

In Ponti di vista on agosto 23, 2015 at 10:00 PM

graffiti-569265_1280Milano, 1 maggio 2015. Durante un corteo contro l’inaugurazione di Expo gruppi di manifestanti danno alle fiamme alcune auto, distruggono vetrine e con bombolette spray tracciano scritte sui palazzi del centro città. Il giorno dopo migliaia di milanesi scendono in piazza – Sindaco Pisapia in testa – uniti dietro lo slogan “non toccate Milano”. Nelle stesse settimane è virale un video che ritrae un gruppo di cittadini, armati di tuta bianca e pennello, intenti a trasformare in tinta unita i variopinti colori di un murales nell’hinterland milanese. Peccato l’opera fosse stata realizzata – proprio per riqualificare il parco urbano – da un noto artista, addirittura con il benestare dell’amministrazione e dei residenti della zona. Corto circuito, totale.

Il tema della partecipazione e della presa in carico da parte dei cittadini di quelli che vengono catalogati come “beni comuni” è oggi al centro di una positiva e crescente attenzione. Grazie certamente a chi ha investito tempo e energie nello studio del fenomeno (primo tra tutti in Italia il professor Gregorio Arena, con il fruttuoso lavoro di Labsus), a chi “su strada” ha sperimentato – non senza ostacoli e frustrazione – la riappropriazione del concetto di sussidiarietà nel suo significato più autentico e vitale. Non vanno sottovalutati poi l’incidenza delle nuove tecnologie (la diffusione capillare dei social network, lo sviluppo di piattaforme ad hoc, l’utilizzo crescente degli open data e di servizi di geolocalizzazioni sempre più precisi, ecc.) e della spending review, che impone alle amministrazioni locali una gestione diversa delle risorse, facendole guardare con interesse all’intervento volontario e gratuito delle comunità nella cura del patrimonio pubblico, oggi a rischio degrado. Eppure non è tutto qui.

Deve essere chiaro che non va alimentata l’apologia del “fare” fine a se stesso, facendo riferimento a una sorta di operosità 2.0 che dovrebbe emergere – salvifica – dai quartieri. Certo c’è l’aiuola da ripulire e la staccionata da aggiustare, ma non solo. C’è un rinnovato modo di intendere l’utilizzo dello spazio pubblico. Leggi il seguito di questo post »

Per un nuovo inizio

In Ponti di vista on gennaio 4, 2015 at 10:21 am

246a9ec336ec281691fe35f2d2739fb5In fin dei conti il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica non è altro che un rito, non immune a una certa stanchezza. Un anno fa lo commentavo così, in relazione al contraltare Beppe Grillo e alle parole dell’allora neo-sindaco di New York Bill de Blasio. Oggi non ha molto senso soffermarsi sul contenuto dell’ultimo messaggio della lunga presidenza Napolitano, proprio perché l’eccessiva ritualità ne ha annacquato il valore. Il richiamo a uno sforzo comune, un pizzico di retorica nazionalista, l’elenco degli italiani degni sono ingredienti piuttosto ricorrenti all’interno delle comunicazioni alla nazione. Nulla di troppo emozionante insomma, tanto che persino l’annuncio delle imminenti dimissioni è arrivato citofonato, per nulla sorprendente. Anticipato dai mille retroscenisti che campeggiano nei dintorni del Quirinale, è sembrato solo una conferma alle decine di pagine di giornale già scritte nei giorni precedenti.

Non è una perdita di tempo concentrarsi invece su altre parole pronunciate da Giorgio Napolitano solo alcune settimane prima. Fece scalpore il suo riferimento (dentro l’intervento presso l’Accademia dei Lincei) all’antipolitica, descritta come “patologia potenzialmente eversiva”. Cosa rimane oggi di quella polemica, nata estrapolando una frase da un ragionamento ben più articolato? Nulla. Ciò che è più inquietante, dentro un dibattito politico sclerotizzato – dove un tweet vale più di un ragionamento – è che quel lungo appello (giusto o sbagliato che fosse) non è neppure stato letto per intero ma si è subito passati a interpretazioni che definivano chi lo aveva pronunciato difensore della casta e dei politici corrotti. Leggi il seguito di questo post »

Soundtrack 2013. Ascolti decisamente disattenti…

In Supposte morali on dicembre 27, 2013 at 2:00 PM

cnb7Su sollecitazione dell’amico Sergio Sparano ecco qui una selezione musicale a quattro orecchie per l’anno 2013. La formula scelta è quella di una Top20, dieci pezzi a testa. L’unica possibilità per condividerla? Una conversazione via chat su Facebook, che trovate riportata quasi per intero qui sotto. Spalmata su quasi una settimana e incastrata tra lavoro, viaggi e figli. Non è l’unico collegamento con la tecnologia che possiamo trovare. Si tratta infatti di musica ascoltata prevalentemente (per me quasi interamente) attraverso Spotify o altri servizi di ascolto online. Quest’anno rimarrà famoso – o forse ce ne dimenticheremo già tra qualche mese – anche per questo modo diverso di relazionarci con la musica. Io in dodici mesi non ho acquistato nemmeno un cd, non sono ancora tornato (moda di ritorno) all’ascolto su vinile, ho scaricato molti meno album attraverso BitTorrent. Non ho ancora fatto il salto definitivo al servizio a pagamento di Spotify – una sorta di salto “dalle Marlboro all’eroina, senza passare per le droghe leggere…” [cit.] – , ma mi rendo conto che alla comodità del web corrisponde anche la garanzia di poter accedere ad uno sterminato database, da qualunque luogo e in qualunque momento. Leggi il seguito di questo post »

Le mani sulla città…

In Ponti di vista on settembre 7, 2013 at 7:37 am

gabriele-basilico-non-solo-fotografo-ma-anche-L-XopMWDMercoledí sera ho partecipato ad una strana conferenza stampa al Cafè de la Paix. Alle ore 23.00, orario di chiusura, si é tentato di spiegare i motivi per cui questo circolo culturale – attività economica ed esperienza di socialità – deve poter proseguire nel suo lavoro senza quelle limitazioni che le vorrebbero essere imposte dall’amministrazione comunale di Trento e dal corpo della Polizia Municipale. Ne é nata una discussione a più voci che ha mescolato diversi sentimenti. Frustrazione e speranza, delusione e voglia di guardare avanti. Sensazione di accerchiamento e tensione al cambiamento. Nel complesso una situazione ancora dai contorni opachi, senza una chiara soluzione all’orizzonte.
La mattina successiva camminando lungo via Suffragio mi sono imbattuto in una troupe televisiva. Riprende i negozi sfitti, le serrande abbassate. Raccoglie interviste. Tra i negozianti i sentimenti ambivalenti sono gli stessi, anche se prevale la disillusione nei confronti di un contesto non favorevole. Lo confermano le tante attività che hanno chiuso negli ultimi anni. Ne ho contate almeno una ventina solo in questa limitata zona della città. Leggi il seguito di questo post »