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Posts Tagged ‘cooperazione internazionale’

Appunti di lettura | 3

In Libri con le orecchie... on ottobre 31, 2015 at 3:36 pm

12119155_10153573058546011_7897522320589342715_nAltra infornata di articoli usciti sulla stampa – cartacea e web – negli ultimi giorni. In ognuno di essi riconosco il tentativo di sfuggire al terribile difetto di affrontare ciò che accade oggi come completamente separato da ciò che abbiamo alle spalle e ciò che ci aspetta nel futuro. Spero aiutino anche voi a muovermi meglio dentro la frammentaria contradditorietà dei tempi che stiamo vivendo.
Volutamente il primo pezzo è dedicato al tema carne, in relazione al rapporto stilato dall’OMS, e finalmente inquadra il problema. Produciamo e mangiamo troppa carne, così come produciamo troppo e male in moltissimi altri settori, non solo in campo alimentari. Gli ultimi trent’anni (almeno) della nostra storia sono stati all’insegna della presunta illimitatezza delle risorse. Un errore di valutazione e di paradigma economico e culturale che mostriamo di non aver ancor compreso del tutto.

Giovanni De Mauro | Carne | Internazionale n°1126
“Più che (qui avrei scritto “oltre che per”) per la nostra salute, è per ragioni ambientali, economiche ed etiche che dovremmo smettere di consumare carne.”

Ugo Morelli | La sindrome dello struzzo | Hic et nunc
Che la sindrome dello struzzo sia di fatto la nostra peggiore patologia è ormai evidente, incapaci come siamo di assumerci la responsabilità di affrontare e vivere consapevolmente i processi conflittuali che ogni giorno ci vedono protagonisti.

Jan Zielonka | Un’altra Europa è possibile? | Eutopia
Una lettura disincantata e fortemente pragmatica dell’autore di Disintegrazione (ed. Laterza), libro che mi riprometto di leggere. “Poiché né europeisti né eurofobi offrono una visione plausibile del futuro, è tempo di pensare e parlare di alternative.” Leggi il seguito di questo post »

Attorno all’idea dello spazio comune

In Ponti di vista on agosto 18, 2014 at 11:27 pm

NadavKanderAnno 2014. C’è un’operazione di cui apparentemente non ci stanchiamo mai: nominare – spesso con forme incomprensibili – i fenomeni che si verificano attorno a noi. Proprio in questi giorni ho scoperto che siamo riusciti a trovare un acronimo anche per descrivere il ritorno dei cittadini ad interessarsi del luogo in cui vivono: il condominio, il quartiere, la città. La sigla scelta è Yimby, che sta per Yes in my back yard, ed è posta volutamente in contrapposizione a quella che per anni è stata definita (a torto o a ragione) la “sindrome Nimby”, cioè l’opposizione alla realizzazione di un’opera – vista come dannosa, ad esempio una discarica, o una fabbrica o una strada – nelle vicinanze della propria abitazione, o per così dire “nel proprio giardino”. Per molti proprio questo porsi contro – questo dire no collettivamente – ha rappresentato la prima vera forma di difesa del proprio territorio, inteso come bene comune da tutelare. Non è mia intenzione – e probabilmente non sarebbe nemmeno troppo interessante – aprire una discussione sul fatto se sia l’interpretazione positiva o negativa dell’acronimo quella da ritenersi preferibile. Non basterebbe certo questo breve scritto per arrivare a una valutazione condivisa da tutti, compito davvero molto gravoso di questi tempi.
E’ però evidente che rimane sul tavolo un tema che è fondamentale provare ad analizzare con una certa attenzione. Esiste un terza via rispetto al contrapporsi classico tra spazio pubblico e spazio privato, oppure un’opzione che superi questa dicotomia è completamente impraticabile? Leggi il seguito di questo post »

You’ll never walk alone…

In Ponti di vista on giugno 7, 2013 at 9:32 am

liverpool-kop-final-dayIl valore del derby. L’ho scritto anche in precedenti articoli. Il periodo delle primarie (siano esse per le amministrative o per le politiche) rappresentano per la coalizione di centrosinistra un momento di particolare vitalità. Sarà che la contrapposizione interna – figlia spesso di correnti e faide intestine – stimola più della scadenza elettorale vera e propria.
Questione di egemonia culturale si dirà. Fatto sta che le settimane precedenti alle consultazioni di partito – o di coalizione – risultano spesso occasione di confronto molto più articolato e “alto” di quanto non siano poi le campagne elettorali, passate a smacchiare giaguari o a rispondere per slogan agli slogan dell’avversario. E’ evidente che il derby è la partita più sentita, quella che richiama una maggiore partecipazione e che i giocatori sentono maggiormente. La partita – nel gergo sportivo l’ho sempre trovata una stupidaggine – che può salvare la stagione e che solitamente, se vinta, toglie dall’imbarazzo di una stagione intera avara di soddisfazione.

Ogni maledetta domenica. In Trentino, è storia di questi giorni, si eviterà lo scontro diretto dentro il solo Partito Democratico. Domenica 30 giugno si svolgeranno invece le primarie  per decidere chi sarà il candidato per l’intero centrosinistra autonomista. Non è ancora chiaro chi saranno tutti i candidati. Leggi il seguito di questo post »

Cara Europa…

In Ponti di vista on novembre 19, 2012 at 10:36 pm

Cara Europa,
so che guardi anche tu con apprensione alle notizie che arrivano da Gaza, Tel Aviv e Gerusalemme. So che tendi l’orecchio e in cuor tuo speri che non siano fondate le voci di un imminente attacco di terra dell’esercito israeliano. Non servirebbe il verificarsi di questa eventualità per essere preoccupati, non servirebbe altro sangue per rendere la situazione insopportabile. Principessa Europa, stiamo parlando delle terre nelle quali la mitologia greca pone le tue origini. Territori magici, territori fertili, territori traditi che non si possono che amare. Stiamo parlando delle tua casa e di una parte importante della tua storia.

Cara Europa,
ciò che sta avvenendo in questi giorni non riguarda solo Israele e una prigione a cielo aperto che ospita più di quattromila persone per ogni chilometro quadrato. Leggi il seguito di questo post »

Sulle strade di Waslala…

In Ponti di vista on luglio 26, 2011 at 7:32 pm

La sveglia questa mattina suona alle cinque, al terzo canto del gallo che se la spassa nel giardino della casa in cui dormiamo. Ancora buio fuori, ma tantissimi rumori. Cani e altri animali. Le prime macchine e i primi camion. I negozi più mattinieri. Il risveglio di un’intera città. Oggi prima uscita da Waslala.
Indossiamo stivali, indispensabili per il tragitto che ci condurrà a visitare una comunità montana fuori dal centro abitato. I primi trentacinque chilometri che dividono Waslala da Puerto Viejo si percorrono in pullman. Da lì altri quattro chilometri a piedi fino a raggiungere la nostra meta: la comunità del Pejibaye. In tutto circa quattro ore, tra salite impervie e ponti traballanti, campi ricoperti di fango e fiumi da guadare. Almeno oggi fortunatamente non piove.
Lo school bus giallo su cui saliamo suona il clacson fuori da ogni casa lungo la strada che percorre: prontamente gli abitanti escono e saltano sul mezzo in corsa. All’uscita da Waslala il nostro bus è pieno e traballa ad ogni buca che incontra. Importati dagli Stati Uniti alla fine della loro “vita”, questi mezzi vengono fatti risorgere da meccanici nicaraguensi per poter affrontare ancora diversi anni di onorato servizio. Sbuffi neri escono dagli scarichi. Leggi il seguito di questo post »

Un’insopportabile distanza…

In Ponti di vista on luglio 18, 2011 at 7:14 pm

22 giugno, Managua, Nicaragua. Aeroporto. Fuso orario. Sonno. Prima pioggia della giornata.
Da Managua la strada che si percorre fino a Matagalpa è un nastro d’asfalto di circa centoventi chilometri a due corsie. Solo in alcuni tratti raddoppia a quattro. Tutto attorno una natura rigogliosissima, su ampie pianure e sporadiche colline. Una vegetazione dal colore verde vivace che finita la stagione delle piogge – un “inverno” caldo e umido – lascerà spazio ad un’ampia zona desertica dalle tonalità gialle e rosse.
La velocità di percorrenza è bassa. Lungo il tragitto si devono superare decine di vecchi school bus americani destinati al trasporto pubblico e altrettanti camion in pessime condizioni che trasportano merci verso Matagalpa e spesso si vedono procedere lenti carichi di bestiame destinato alla capitale. Si impiegano circa tre ore, senza imprevisti, a percorrere questo tratto.
Qua e là, lungo tutta la strada, piccoli centri abitati o singole abitazioni. Bambini e donne. Animali e autovetture malandate. Bar e piccoli negozi di alimentari. Cieli azzurri e nuvole veloci. Leggi il seguito di questo post »