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Posts Tagged ‘cooperazione’

Il problema non sta (tutto) in questo strambo presente, ma nel futuro che non sappiamo vedere

In Ponti di vista on maggio 29, 2018 at 9:53 pm

alley-city-lights-50859.jpgChe gli spazi e i tempi delle nostre vite (tra social network e relative bolle, velocizzazione di ogni frangente delle nostre esistenze e diverse forme di solitudine) siano saturi e quasi impraticabili mi è abbastanza chiaro da un po’, ma nelle ultime quarantotto ore la cosa mi è risultata ancora più evidente. E particolarmente insopportabile.

Ho speso qualche stringa di caratteri per commentare i fatti successivi alla crisi di quello che doveva essere il governo Conte (sottotitolato “del cambiamento”), ascoltato e letto una serie di commenti alle scelte del presidente Mattarella, osservato l’evolversi della polarizzazione politica e sociale tra accuse di golpe e hashtag presidenziali. Tra difensori del popolo sovrano e nemici degli “sfascisti”. Tra neo-sovranisti e patrioti repubblicani. In questo frangente non mi sono schierato, cercando di analizzare i contorni di un terzo spazio possibile, di problematizzare la situazione dentro uno scenario più largo rispetto a quello che i leader e le forze politiche (e di conseguenze i loro sostenitori /followers) sembrano prendere in considerazione. Uno scenario che alla visibilità anteponga la visione. Uno scenario capace di spingersi oltre i confini della contingenza, in rapido e doloroso avvitamento su se stessa, e dia respiro a un dibattito politico dai tratti spesso distruttivi.

Mi sono chiesto in che maniera la politica (e quindi ognuno di noi, singolarmente e collettivamente) possa contribuire non tanto a conservare una condizione data ma a progredire verso una condizione desiderata e desiderabile. Ho faticato a trovare una risposta che mi convincesse, ma non ho cambiato idea sul fatto che il primo atto da compiere – radicale e necessario – sia quello di sottrarsi al quadro esistente.  Leggi il seguito di questo post »

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Autonomie cooperanti. L’utopia di un’Europa che si fonda sull’autogoverno territoriale.

In Ponti di vista, Supposte morali on settembre 22, 2017 at 9:00 am

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C’è vita oltre i referendum convocati da Zaia e Maroni. E’ c’è spazio per discutere di autonomia e autogoverno senza dover necessariamente andare a ruota della propaganda – tutta economica e opportunistica – leghista. Dentro “Il viaggio nella solitudine della politica” abbiamo già avuto modo di incrociare la questione in diverse occasioni. Attraversando il Trentino, e le sue difficoltà nell’affrontare il percorso di scrittura del Terzo Statuto. Incontrando cittadini e cittadine che nell’area dolomitica e alpina da anni – in Veneto come in Friuli, o nelle valli Lombarde – si interrogano e praticano sul fenomeno delle proprietà collettive e la gestione dei beni comuni. Ne emerge un interessante – e non privo di contraddizioni – movimento di persone, tra loro anche molto diverse, che guardano con curiosità e attenzione alle prospettive federaliste. Sarebbe sbagliato non tenere in considerazione questa ricchezza di punti di vista, lasciando che ognuno approcci i prossimi referendum senza una minima riflessione collettiva.

Nel corso del fine settimana che condurrà alla scadenza referendaria il viaggio ci porterà sulle strade della Padania (concetto politico dal dubbio significato, ma utile per inquadrare lo spazio geografico che visiteremo) parlando di immigrazione e cooperazione internazionale, di petrolio e nucleare, del mito della velocità, della politica civica e delle sue possibili declinazioni.

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Occupare e occuparsi di S.Chiara

In Ponti di vista on gennaio 1, 2017 at 2:06 pm

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Quello che segue è da ritenersi come un documento aperto, che aspetta e ha bisogno delle modifiche e delle aggiunte di chiunque voglia partecipare alla co-progettazione degli spazi dell’ex-S.Chiara e che ritenga che il modo migliore per farlo sia quello di favorire un lavoro collettivo di raccolta ed elaborazione di idee. Rimango a disposizione (via telefono, e.mail, Facebook, Twitter e soprattutto di persona) per capire come sia meglio proseguire su questa strada. Prima scadenza il prossimo 13 gennaio, giorno in cui presentare il documento frutto dell’impegno di un gruppo il più possibile vasto.

Il 14 giugno 1975 centinaia di cittadini e cittadine decidevano di occupare il parco e le strutture dell’ex-complesso ospedaliero Santa Chiara, a Trento. Lo facevano – in un periodo certamente movimentato dal punto di vista politico e sociale – nel tentativo di impedire che il previsto riordino urbanistico della zona cancellasse spazio verde ed ex ospedale trasformando la destinazione d’uso di quello che successivamente (grazie a fondi provenienti dalla Presidenza della Repubblica) sarebbe diventato – pur in maniera mai del tutto completa – uno dei presidi culturali maggiormente utilizzati e riconosciuti dalla cittadinanza. La storia diede ragione all’azione di protesta – durata più di un mese – e certificò l’urgenza, espressa dai cittadini, di voler essere protagonisti nella definizione delle strategie per l’utilizzo e la gestione degli spazi pubblici della città.

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