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Posts Tagged ‘cultura’

Metamorfosi. Clima, migrazioni, distopie.

In Ponti di vista on agosto 11, 2017 at 8:50 am

Durante il recente G20 di Amburgo una delle iniziative dal più alto valore simbolico è stata la performance realizzata dal collettivo 1000 Gestalten. Una parata – lugubre e silenziosa – di centinaia di attori/zombie attraverso le vie centrali della città. Una massa uniforme che avanza al rallentatore, compatta. E’ uno strato di polvere grigia, finissima e senza sfumature, a nascondere i volti e impregnare i vestiti. Gli sguardi sono persi e le braccia ciondolanti. Il passo incerto e senza forza. Un movimento inerziale e senza meta. Il risultato angosciante. Volutamente la rappresentazione porta all’estremo i tratti omologanti che segnano la società che gli attivisti intendono criticare. Una distopia umana e sociale che – senza voler essere troppo radicali nell’analisi del tempo presente – non si discosta di molto dalla realtà che ogni giorno vediamo dispiegarsi intorno a noi. Uno scenario fatto di prassi consolidate, di abitudini ipersoggettive che non siamo disposti a mettere in dubbio. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 30.

In Ponti di vista on maggio 21, 2017 at 7:37 pm

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Costanti confusioni politiche.

Mauro Magatti | I valori su cui scommettere
nel disordine delle ideologie | Corriere della Sera
Un’interessante riflessione che però rischia di essere eccessivamente ecumenica. E’ davvero possibile una transizione senza una rottura netta con il precedente paradigma? “Ciò implica puntare a costruire una società post-consumerista. Che non significa ostile ai consumi, ma piuttosto consapevole che, nella fase in cui ci troviamo, il benessere va conquistato tutti insieme, scommettendo e costruendo quei «valori» (qualità dell’ambiente, investimento nella formazione, innovazione nelle relazioni di lavoro, lotta alla disuguaglianza, centralità della qualità della vita) che decidiamo di rendere prioritari. Obiettivo raggiungile solo con una politica capace di «mettersi in mezzo» per ricucire i frammenti di una società in pezzi.”
– Di Mauro Magatti anche questo pezzo, pubblicato su Generatività Sociale –

Kaveh Waddell | Discriminati da un algoritmo | The Atlantic
Gli algoritmi hanno la capacità di influenzare le nostre vite più di quanto crediamo, segnando stili di vita, opportunità ed esclusioni, scelte politiche. Leggi il seguito di questo post »

Applico alla vita puntini di sospensione [cit.]

In Ponti di vista on aprile 12, 2017 at 7:38 am

Sabato scorso si è concluso – presso Impact Hub Trentino-Alto Adige, con il decisivo contributo di Francesca Santaniello, Flaviano Zandonai e Alessandro Pirani – il percorso di In.Gio.Co, iniziativa formativo/progettuale dedicata ai responsabili dei Piani Giovani di Zona della Provincia Autonoma di Trento. Quattro mezze giornate che – oltre alla costruzione di una comunità leggera e allo stesso tempo ricchissima di competenze e informazioni su territori tra loro molto diversi – hanno portato alla realizzazione di un materiale che abbiamo intitolato “Manuale tascabile di (auto)sovversione in sei mosse”. Sei cartoline per altrettante fasi, accompagnate da due brevi testi di inquadramento, di indirizzo generalissimo e necessariamente non esaustivo. Uno strumento aperto, nella migliore delle ipotesi una sorta di “Arduino” della progettazione e dello sviluppo territoriale. Un prototipo, il primo prototipo, che, visto il costo relativamente contenuto della stampa, ci potremo permettere anche di implementare e correggere tra qualche mese se dal suo uso – libero e sperimentale, necessariamente relazionale – emergessero modifiche rilevanti da apportare alla sua versione beta. Leggi il seguito di questo post »

Divieto di sosta…

In Ponti di vista on aprile 6, 2017 at 5:12 am

lot-1584056_1920Ogni volta che questa storia riemerge – una volta l’anno all’incirca, negli ultimi cinque – tento di sconfiggere la tristezza e lo scoramento che immediatamente mi colpiscono. La storia è quella dell’occupazione dell’Ex Dogana di Trento e del successivo tentativo di recupero crediti da parte della Provincia Autonoma di Trento, proprietaria dell’immobile. Centoventimila euro circa (da dividersi tra i sei “colpevoli”) dovute per aver ritardato la realizzazione – questo l’ambizioso “piano” provinciale – di un piccolo
numero di parcheggi. Un “divieto di sosta” piuttosto costoso, che avrà un’appendice giudiziaria con l’invito a comparire in tribunale il prossimo 26 luglio. Qui e qui trovate qualche informazione in più sul caso, visto che non intendo ritornarci in questo articolo.

L’esercizio che mi sono imposto ad ogni nuova puntata della telenovela Ex Dogana è quello di raccogliere appunti utili a capire – è quello che faccio comunque per lavoro e per curiosità – in che direzione si muovono realtà che stanno facendo i conti, con maggior prontezza e curiosità, con il tempo che cambia e con la necessità di immaginare modelli di governance dei fenomeni sociali ed economici più flessibili e resilienti. Si trasformano le città e con esse il modo di gestirne l’evoluzione. A Trento, e in Trentino, tutto ciò sembra avvenire con una lentezza e una rigidità di processo preoccupante, condizione che – ho già avuto occasione di scriverlo in diverse altre occasioni – pone questo territorio in chiara difficoltà nel saper intercettare le linee di innovazione che altri hanno fatto già proprie da tempo, o che almeno provano a elaborare e condividere. Leggi il seguito di questo post »

La cultura è in trasformazione – Intervista a Bertram Niessen (CheFare)

In Ponti di vista on aprile 3, 2017 at 2:18 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

CheFare è uno (non l’unico fortunatamente) dei luoghi culturali e politici più sani e ricchi di cui disponiamo in questo momento.

È parte – come diverse altre iniziative, principalmente dal basso e ai margini di quello che potremmo definire mainstream – di quella molteplicità di realtà che hanno nel proprio dna il «compito infinito» del pensiero utopico.

È una pentola che ribolle e che apparentemente non trova ancora – ma è solo questione di tempo – il sistema d’innesco per esplodere definitivamente, per contagiare ciò che lo circonda. C’è bisogno di lavorarci continuamente, in forme sempre più diffuse e collaborative, continuando a rimescolare l’impasto che anni di ricerca, relazioni e progettualità hanno reso ricchissimo e concentrato, senza per questo far perdere le particolarità dei sapori che in esso si combinano.
Con Bertram Niessen abbiamo dialogato a margine della presentazione del libro «La cultura in trasformazione» – ed. Minimum Fax, 2016 – che rappresenta un tentativo di fotografia dello stato dell’arte dell’esperienza di CheFare, realizzato attraverso la raccolta di interventi di alcuni protagonisti delle politiche culturali. Leggi il seguito di questo post »

Una libreria che chiude sotto casa, un quartiere che lentamente si spegne

In Ponti di vista on marzo 3, 2017 at 9:59 pm
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– miniature calendar, super –

Ricordate il mio post su Instagram di qualche giorno fa? Quello che raccontava il cambio di rotta commerciale della libreria sotto casa. A distanza di un fine settimana della libreria (la storica Disertori) non rimane nulla. Tutti i libri (tutti, non solo quelli con in copertina seni procaci, big penis, chiappe abbondanti) messi in scatoloni e caricati in auto per finire, probabilmente, in un polveroso magazzino. Gli scaffali smontati, le luci spente. Lo spazio completamente vuoto. Soffro quando uno “spaccio” di libri chiude i battenti. Soffro di più quando tutto attorno un intero quartiere vede la propria vitalità ridursi, le proprie attività (non solo commerciali, ma soprattutto culturali e sociali) poco per volta svanire, ammutolirsi. Succede nel mio quartiere e – a essere sincero – me ne sento un poco responsabile anch’io. Un paio di anni fa ci siamo rimboccati le maniche, con le attività del festival Tutta mia la città, ma dopo le belle giornate di attività previste nei vari spazi (pubblici e privati) della via non c’è stato un vero cambio di approccio nell’animazione di questa parte di città. Leggi il seguito di questo post »

Occupare e occuparsi di S.Chiara

In Ponti di vista on gennaio 1, 2017 at 2:06 pm

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Quello che segue è da ritenersi come un documento aperto, che aspetta e ha bisogno delle modifiche e delle aggiunte di chiunque voglia partecipare alla co-progettazione degli spazi dell’ex-S.Chiara e che ritenga che il modo migliore per farlo sia quello di favorire un lavoro collettivo di raccolta ed elaborazione di idee. Rimango a disposizione (via telefono, e.mail, Facebook, Twitter e soprattutto di persona) per capire come sia meglio proseguire su questa strada. Prima scadenza il prossimo 13 gennaio, giorno in cui presentare il documento frutto dell’impegno di un gruppo il più possibile vasto.

Il 14 giugno 1975 centinaia di cittadini e cittadine decidevano di occupare il parco e le strutture dell’ex-complesso ospedaliero Santa Chiara, a Trento. Lo facevano – in un periodo certamente movimentato dal punto di vista politico e sociale – nel tentativo di impedire che il previsto riordino urbanistico della zona cancellasse spazio verde ed ex ospedale trasformando la destinazione d’uso di quello che successivamente (grazie a fondi provenienti dalla Presidenza della Repubblica) sarebbe diventato – pur in maniera mai del tutto completa – uno dei presidi culturali maggiormente utilizzati e riconosciuti dalla cittadinanza. La storia diede ragione all’azione di protesta – durata più di un mese – e certificò l’urgenza, espressa dai cittadini, di voler essere protagonisti nella definizione delle strategie per l’utilizzo e la gestione degli spazi pubblici della città.

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Appunti di lettura | 18.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on settembre 21, 2016 at 11:30 pm

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Viviamo un tempo di grande confusione. Le contraddizioni non si contano nell’interpretazione di fenomeni che ci circondano. L’importante è continuare a osservarli, praticando il dubbio e la curiosità…sapendo che da sole non basteranno.
Buona lettura.

Europeismi fragili.

Adriano Sofri | E’ la nostalgia a spiegare la radicalizzazione dell’Europa | Il Foglio
“Due nostalgie crescono e si fanno prepotenti nell’Europa di oggi, e si contrappongono fino ad aggredirsi ed escludersi, confiscando e svuotando la nostalgia comune per la terra cui tutti apparteniamo e che da tutti e per tutti è minacciata. Divisi dalle nostre nostalgie, le stiamo rendendo opposte e nemiche, e ci ammazzeremo a vicenda in loro nome. Se sapessimo fraternizzare in nome della nostalgia comune per la terra minacciata, per la nostalgia del futuro che è la vera terra promessa e rubata delle generazioni cui affidiamo il senso del nostro passaggio, diventeremmo un buon partito.” Probabilmente il più bel pezzo sulla crisi d’Europa che io abbia letto in questi ultimi mesi.

Dario Di Vico | L’europeismo tradizionale che scopre le diseguaglianze | Corriere della Sera
“La verità è che l’europeismo tradizionale non ha mai coltivato una propria teoria della società, considerata per lo più come una costellazione di lobby. Ha sempre temuto che le ansie dei ceti medi e delle working class si tramutassero in ostacoli elettorali al processo di integrazione e modernizzazione. Leggi il seguito di questo post »

Quando “parlare come si mangia” può diventare pericoloso

In Ponti di vista on agosto 10, 2016 at 8:34 am

lost-places-1549096_1920Breve controreplica all’intervento (lo trovate a fondo pagina) a firma di Rodolfo Borga, pubblicato sul Corriere del Trentino lo scorso 6 agosto.

Non mi aspettavo che Rodolfo Borga fosse d’accordo con me. Il fatto poi che non condivida le idee da me espresse e le possa – a suo modo – criticare non solo fa parte della normale dinamica democratica, ma anzi dovrebbe essere caratteristica fondante di un contesto politico vivace. Peccato che la sua sia a oggi l’unica risposta a una riflessione, quella che ho abbozzato qualche giorno fa, che chiama invece in causa una vasta platea di potenziali interlocutori all’interno della comunità trentina. In queste poche righe – senza alcun obiettivo polemico – cercherò di proporre tre questioni che a mio modo di vedere emergono dalle parole di Borga e che meritano di essere riprese e commentate. Tre temi che, è bene dirlo, vanno ben oltre quelli da me affrontati e dovrebbero farci riflettere sullo stato di salute della politica, trentina e non solo.

La forma e la sostanza. Ammetto che mi sarebbe piaciuto – e rimango disponibile in qualsiasi momento per un confronto – trovare nella replica del Consigliere Borga argomentazioni che si soffermassero maggiormente sul merito delle questioni da me proposte piuttosto che limitarsi a una critica alla forma, allo stile del mio scrivere (ci tornerò dopo) o alla pratica dell’occupazione. Non vorrei che al consigliere – e più in generale alla classe politica trentina – fosse sfuggito che per quanto riguarda una nuova fase nella gestione creativa di spazi pubblici e privati nei contesti urbani non siamo più  al momento del “se” ma del “come” agire in maniera innovativa, per l’attivazione di collaborazioni con le reti cittadine. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 15.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 19, 2016 at 10:24 pm

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Torna l’abituale minestrone di articoli usciti nelle ultime settimane che hanno attratto la mia curiosità. I temi sono quelli, perché in fin dei conti alcune sono (numericamente limitate…) le questioni che pongono realmente sotto stress la contemporaneità, influenzando fortemente le traiettorie del futuro…
Insieme agli Appunti di lettura unisco in questa comunicazione anche un’altra rubrica di questo blog che da un po’ di tempo trascuro, Libri con le orecchie.

Città

Luca De Biase | Le città sono le nuove nazioni, dice Simon Hanson
Dentro un’Europa in crisi – di vocazione e di istituzioni – si fanno avanti nuovi protagonisti sulla scena politica continentale (e di conseguenza globale). Città – medio/piccole come quelle metropolitane – possono essere luogo di sperimentazione e, se in rete, attori di una trasformazione in chiave diffusa della governance.

Giuseppe Caccia | Mettere in rete le “città del cambiamento” in Europa | euroalter.com
La proposta politica di una nuova alleanza tra contesti urbani per praticare il cambiamento e gli strumenti per realizzarlo. Ipotesi affascinante che si inserisce nella parallela situazione di difficoltà dell’istituzione europea (la scala minima dentro la quale si possono immaginare processi politici e sociali significativi) e nella fase di riemersione di spinte centraliste e nazionaliste. Da leggere anche il libro/inchiesta di Steven Forti e Giacomo Russo Spena “La città in comune” (ed. Alegre).

Marta Bausells Superblocks to the rescue: Barcelona’s plan to give streets back to residents | The Guardian
“Vogliamo che questi spazi pubblici siano aree in cui si può esercitare tutti i diritti dei cittadini: lo scambio, l’espressione e la partecipazione, la cultura e la conoscenza, il diritto al tempo libero”. Sempre Barcellona – della nuova Sindaca Ada Colau – per un progetto innovativo di rigenerazione (urbanistica e sociale).

Ilda Curti | Territorio e beni comuni. Pianificazione territoriale e polvere delle strade.
“Perché non sta alla technè risolvere il dilemma, bensì al logos, al discorso ed alla narrazione politica di cui, poi, la technè è figlia ed espressione. La civitas della città contemporanea non entra nella forma dell’urbs, nei suoi spazi codificati e pianificati. Al contrario trasborda, irrompe, si impossessa dei luoghi e li trasforma a prescindere.” In queste parole di Ilda Curti – ex assessora al Comune di Torino, non ricandidata – leggo il tratto di costruzione di processi virtuosi dentro la complessità delle città contemporanee.  Leggi il seguito di questo post »