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Posts Tagged ‘Da Empoli’

Pagine senza soluzione…

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 21, 2017 at 7:03 PM

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Se lo spaesamento è oltre il livello di guardia – e lo è certamente – ben vengano libri che tentano di mettere ordine, offrendo interpretazioni utili a una comprensione più profonda e diffusa delle principali questioni sul terreno. Se il senso di inadeguatezza, personale e collettivo, di fronte alla complessità del mondo è un compagno di viaggio quotidiano – lo è per me, non lo nascondo – sarebbe lodevole, e urgente, lo sforzo di forgiare pensieri adatti a offrire strumenti teorici e pratici per continuare a mettere un passo dopo l’altro sul sentiero, oggi piuttosto tortuoso e non battuto, che ci deve condurre verso il futuro.

Immagino – almeno lo spero – che chiunque decida di gettarsi in quest’impresa si ponga l’obiettivo minimo di alzare lo sguardo sopra il pelo dell’acqua della sterminata – troppo? – “bibliodiversità” che li circonda. Una produzione a ciclo continuo capace di intasare gli scaffali delle librerie generaliste (oltre a quelle degli autogrill, quelle virtuali dei bookstore online, degli innumerevoli festival che ingolfano i calendari e ravvivano le piazze) di tomi dedicati ai fenomeni più rilevanti della contemporaneità. Centinaia ad esempio sono state le pubblicazioni dedicate negli ultimi mesi all’inattesa elezione di Donald Trump. Leggi il seguito di questo post »

Libri con le orecchie / 7.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 7, 2015 at 3:32 PM

IMG_20150807_151708Di libri con a tema “la sinistra” ne sono stati scritti molti e certamente altri troveranno ancora spazio sugli scaffali delle librerie. Meno numerosi sono quelli che possono davvero dirsi utili a leggere i contesti (complessi) e a favorirne una definizione meno superficiale e sommaria. In questi mesi mi è capitato di leggerne un paio dai tratti interessanti. Romano Prodi – intervistato da Marco Damilano – e Giuliano Da Empoli, tutto da solo, si cimentano nella rilettura degli ultimi turbolenti vent’anni della politica italiana. Gli stili sono diversi. Intervista rigorosa la prima, monologo a tratti barocco e autocompiaciuto il secondo, hanno il pregio entrambi di muoversi in maniera molto libera dentro quelli che sono temi che ancora oggi dividono sanguinosamente l’Italia e contribuiscono a renderne l’interlocuzione politica faticosa, perennemente arrabbiata, povera e infruttuosa.
Prodi è puntiglioso nel rendicontare la sua esperienza – in chiaroscuro – all’interno del centrosinistra italiano, quello delle speranze coltivate e deluse nell’esperienza dell’Ulivo nata attorno alla sua discesa in campo. Da Empoli prende a schiaffi lo stesso periodo storico, i politici che lo hanno attraversato e i non sempre edificanti costumi della società che ne è stata plastica rappresentazione. Alla missione incompiuta (filo conduttore di entrambi i volumi) segue la missione da compiere, che nello scritto di Da Empoli prende forma attorno alla ribalta di una nuova classe dirigente composta da quarantenni.

Se è evidente – e lo dice bene Da Empoli – che  oggi i quarantenni in alcuni ruoli apicali si sono assunti la propria responsabilità (sgomitando e talvolta rottamando, spesso ripetendo le gesta tattiche di chi volevano rottamare), è altrettanto chiaro che per affrontare la missione a cui Prodi si riferisce è mancata e probabilmente manca oggi più che allora la capacità di far crescere collettivamente un’esperienza di trasformazione politica e sociale per la quale i confini italiani (e di qualunque altro stato nazionale) sembrano troppo angusti. Leggi il seguito di questo post »