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Posts Tagged ‘Fabrizio Barca’

I luoghi idea(li) | appunti dall’incontro di Parma

In Ponti di vista on febbraio 4, 2016 at 7:34 am

NicolasGrenier5Solitamente quando non mi viene immediatamente voglia di scrivere di una cosa è perché la mia curiosità non è stata particolarmente sollecitata. E’ andata così anche per il report che mi ero impegnato a redigere dopo il seminario nazionale dei Luoghi Idea(li), svoltisi a Parma lo scorso 30 gennaio. Ho riguardato gli appunti – pochi, a essere sincero – e ho provato a ripensare al paio d’ore di dibattito a cui ho assistito e la sensazione che ne traggo è quella di una certa delusione, che ora provo a descrivere brevemente. Delusione che – lo voglio specificare – prende le mosse dalle altissime aspettative che ripongo nell’esperienza proposta da Fabrizio Barca e dal suo gruppo di lavoro.

Sono condivisibili i punti di partenza dell’analisi, che qui sintetizzo ponendo allo stesso tempo anche alcuni appunti critici.

1) Si partiva (e non si è ancora usciti da quella fase) da una situazione che è stata definita di “catastrofe”. In particolare il riferimento è alla crisi del Partito Democratico, ma a ben vedere è l’intero sistema politico, partitico e istituzionale a non attraversare un momento di buona salute.

2) Non si può negare l’entrata in crisi del sistema capitalistico per come lo abbiamo conosciuto. La crisi quindi non è un fenomeno transitorio, ma di sistema. Detto questo se tutto si limitasse alla condanna dell’ultimo ventennio (quello della “catastrofe”, per semplificare) confermeremmo di non aver compreso davvero la portata della trasformazione ormai avvenuta e delle contromisure necessarie per non venirne sopraffatti.

3) Gli scenari oggi non subiscono variazioni progressive. Se disegnati su un grafico potremmo vedere fasi orizzontali di accumulazione di “energia per il cambiamento” (come sta avvenendo in questo momento) e successive esplosioni verticali di trasformazione. Quando la prossima? Determinata da cosa? Leggi il seguito di questo post »

Del ruolo e della forma della politica. Da una chiacchierata con Fabrizio Barca.

In Ponti di vista, Supposte morali on novembre 16, 2015 at 10:00 pm

Martin Waldbauer.jpgUn mesetto fa, a margine di un suo impegno a Trento, ho avuto l’occasione di scambiare qualche chiacchiera (insieme al gruppo di territoriali#europei) con Fabrizio Barca. Un incontro interessante per molti aspetti, che provo in questo testo a elaborare lavorando per parole chiave, cercando tra esse un tratto comune utile a riflettere sul ruolo e sui modelli organizzativi della politica. Avendo seguito con attenzione il lavoro che Barca ha condotto prima presso il Ministero per la Coesione Economica (per chi non lo conoscesse ecco qui il sito di OpenCoesione), poi nell’attivazione e nello sviluppo di comunità (progetto Luoghi Ideali) e infine nel marasma del PD romano post-Mafia Capitale (per approfondire qui il rapporto finale dell’inchiesta) ero curioso di ascoltare le sue riflessioni e capirne l’efficacia soprattutto metodologica. Il metodo appunto è stato tema ricorrente nel tema passato insieme e così sarà per questa mia riflessione.

  • Territorio, comunità, partecipazione.
    Negli ultimi anni si è immaginato che le parole territorio e comunità (con la partecipazione come utile termine passpartout) rappresentassero la declinazione naturalmente positiva di un progetto politico, qualunque esso fosse. Negativi – o almeno pericolosi – erano al contrario i flussi che attraversavano quei territori. Flussi che tanto bene ha descritto Aldo Bonomi e che hanno modificato irrimediabilmente – nel bene e nel male – gli schemi con i quali eravamo abituati a leggere la realtà che ci circondava. Flussi di denaro, flussi di persone, flussi di informazione e sentimenti. Leggi il seguito di questo post »

Politica impazzita…

In Ponti di vista on giugno 21, 2015 at 10:41 pm

foto (2)Qualche giorno fa, nel bel mezzo dell’ultima – lunga – tornata elettorale ho scritto un pezzo tutto incentrato sulla necessità di trovare nuovi indicatori per leggere gli scenari politici rispetto a quelli esclusivamente connessi al risultato delle urne. Se possibile il ballottaggio conclusosi nel week end scorso (con il “caso Venezia” in primo piano) non fa che amplificare l’urgenza di questa operazione. Da questo punto di vista un prezioso aiuto per dare slancio alla discussione ce lo offre Luca De Biase in un breve commento dal titolo “Ma se sono 50 anni che è colpa della politica cosa c’è di nuovo?”, che trovate qui. In particolare condivido questo passaggio:

Il rancore è diventato così risorsa politica. E l’alternanza dei risultati elettorali – che hanno per 25 anni penalizzato chi aveva vinto la volta prima – è diventata una sorta di regola. Prima che gli elettori cominciassero a disertare in massa le urne dimostrando così che ormai credono che la politica non sia rilevante per le loro vite. A parziale conferma che, alla fine, hanno deciso persino che la politica non merita tutta l’attenzione che le riservano i suoi critici e i suoi protagonisti, insieme ai media che la sopravvalutano.
Le colpe della politica sono tutte lì da vedere. Ma limitarsi a descriverle all’infinito non basta proprio più. E anzi finisce col dinsincentivare l’afflusso di bravi potenziali amministratori che potrebbero anche interessarsi alla politica e rinnovarla (se ne parlava nel post “butta la casta“).

Se conservavo qualche dubbio nel dar credito a un’interpretazione così netta, questi sono venuti meno all’apertura del n°1690 di Topolino, datato aprile 1988. Ne allego due pagine, per condividerne alcune vignette che potrebbero essere tranquillamente ripubblicate oggi senza essere percepite come datate. La politica ha condizioni minime di esercizio che oggi non sono purtroppo garantite. Leggi il seguito di questo post »

Squilla il telefono

In Ponti di vista on febbraio 19, 2014 at 2:19 pm

telefonata“Pronto, ciao Fabrizio. Sono Nichi. Come stai?”. Fabrizio Barca non se lo fa dire due volte e si sfoga. Denuncia le pressioni subite per accettare il ruolo di Ministro all’Economia del nascente Governo Renzi. Dice esplicitamente che dagli ambienti di Repubblica gli arrivano continue sollecitazioni. Fa di più, descrive uno scenario apocalittico per le sorti dell’Italia lasciandosi andare a giudizi durissimi sull’assenza di contenuti della proposta del segretario PD (“nemmeno un’idea, solo slogan”), tacciata di avventurismo. Lascia trasparire una forte preoccupazione per la tenuta del Paese di fronte a scelte politiche che non condivide né nel metodo né nei contenuti. Il finto Vendola – complice della trasmissione “La Zanzara” – rimane stranamente in silenzio, così come di certo non farebbe l’originale. Barca è un fiume in piena, non servono domande per farlo parlare.

Una telefonata ti allunga la vita, diceva Massimo Lopez in un famoso spot televisivo. Al contrario ultimamente sembra proprio che il telefono sia lo strumento che più nuoce alla vita politica non solo dei singoli, ma anche a quella di un intero sistema di relazioni politiche. Leggi il seguito di questo post »