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Una strada di libri. Un esperimento di culture e comunità.

In Ponti di vista on giugno 18, 2018 at 6:04 am

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(articolo pubblicato su www.labsus.org)

Un (non) festival. Diverse sfide. Ho pensato, parlato e scritto di “Una strada di libri” troppe volte. Tanto da rendere complicato oggi per me trovare un punto di partenza diverso dai precedenti, già sviluppati. Il contesto nel quale si inserisce questo articolo – il sito di Labsus – permette però di muovermi su linee diverse e complementari rispetto a quelle già battute, trovando argomenti interessanti (spero) per i lettori.

“Una strada di libri” è una sfida al caldo estivo che invade i centri storici foderati di cemento e svuotati dagli alberi. Può essere un motivo crediamo valido per saltare un fine settimana al lago o nei boschi e per passare un po’ di tempo insieme. I libri stesi sul selciato sfidano anche il cambiamento climatico che fa sembrare una cittadina alpina come Trento una zona a influenza tropicale, con almeno un fenomeno piovoso (spesso di carattere monsonico) al giorno. Incrociamo le dita.

“Una strada di libri” è una sfida che arriva alla fine di due mesi ricchi di eventi, motivo che ci ha portati a collocarci tra giugno e luglio, nel bel mezzo dell’estate. FilmFestival della Montagna, Festival dell’Economia e Feste Vigiliane sono appuntamenti ormai tradizionali, che riempiono (di persone certo, ma anche di pesanti infrastrutture) piazze e strade. Adunata degli Alpini e – in maniera sorprendente per numeri e potenza del messaggio inviato – il recente Dolomiti Pride sono stati momenti di occupazione creativa e diffusa dello spazio pubblico, non abbastanza valorizzato e anzi spesso interdetto alla libera sperimentazione dei cittadini. Speriamo di  proseguire proprio sull’interessante rotta tracciata dal Pride, modello virtuoso di ricomposizione sociale, azione collettiva, condivisione cittadina. Leggi il seguito di questo post »

#10000libri

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on aprile 8, 2018 at 10:24 am
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Preparativi casalinghi per “Una strada di libri”, prevista per il prossimo 30 giugno e 1 luglio. 

Ho davanti qualche giorno di sosta forzata. Vedrò più spesso del solito – dal balcone di casa – Via Suffragio in discesa, verso S.Martino. Potrò studiare con maggior cura lo scenario. Il punto da cui, più o meno di fronte all’ingresso della Chiesa di S.Maria del Suffragio, inizieremo la distesa di volumi. Lì arrivò nel 1966 l’acqua dell’alluvione che colpì la città di Trento. Quella che propongo è un altro tipo di allagamento, di carta e parole. E poi giù fin dove la via si divide e le pagine continueranno nella copertura della strada, in questo momento – come ogni giorno – piena di auto in sosta e in transito.

Mentre il programma si va piano piano definendo (non vuole essere un festival, ma uno spazio che diventa luogo grazie a libri e persone) è proprio la raccolta dei libri il primo obiettivo, quello fondamentale.
#10000libri vi sembrano pochi? 

Un romanzo che non vi ha convinto? Il saggio di Mario Monti sul futuro dell’Europa, nei suoi mesi da Presidente del Consiglio? Un fumetto doppio, magari un po’ sgualcito? Una guida non proprio nuovissima di una capitale europea? Una serie di gialli in formato tascabile? Una raccolta di saggi sui castelli trentini? Non magari l’elenco telefonico del 1984, che vi é rimasto in cantina, o l’ultimo manuale di cucina di Carlo Cracco, che avete chissà per quale motivo nella vostra libreria.

Da oggi cominciamo a raccoglierli. Chi può donarne alcuni (uno, dieci, cento?) cominci a farmelo presente sulla mia pagina Facebook – w la capillarità delle reti digitali, almeno per il momento… – o alla mia e.mail, f.zappini@gmail.com.

Oppure li consegni direttamente ai punti di raccolta, facendo attenzione agli orari di apertura di ognuno di essi…

*Café de la Paix – Passaggio Teatro Osele
*Bookique – Parco Predara
*La Seggiolina Blu – Via S.Martino
*Bar Porteghet – Passaggio Dorigoni
*Details Design Store – Via Suffragio

oppure contattaci:
f.zappini@gmail.com
3473242667

f.

Tutta mia la città, seconda edizione

In Ponti di vista on settembre 19, 2015 at 1:52 pm

ImmaginandoMi fa piacere riprendere il discorso sulla via che abito e sul Festival “Tutta mia la città”.

Circa un anno fa la prima edizione di “Tutta mia la città”, festival sperimentale che cercava di riempire gli spazi comuni di via del Suffragio a Trento trasformandoli in luoghi vissuti e riconosciuti come ricchezza dell’intera comunità. Concerti, performance, presentazioni, degustazioni, letture…tutto dentro la cornice di una ritrovata voglia di condividere la città e restituirle vivibilità attraverso iniziative culturali rivolte a tutti i cittadini. Come per tutte le prime volte agli aspetti positivi e alle scommesse vinte si affiancano i limiti e le difficoltà, ma il solo fatto di averci provato è stato un risultato che all’inizio di quell’avventura non era per nulla scontato.

I progetti di valore sono certificati però solo dalla capacità di dare continuità alle proprie iniziative e – soprattutto – di diventare patrimonio comune di un territorio (in questo caso via Suffragio e il centro storico cittadino) e delle persone che lo abitano (tutte, senza limiti di età, provenienza e background culturale).
Nelle scorse settimane sono arrivate sollecitazioni da due realtà (Associazione Culturale “Art4ca$h” e Associazione di condivisione poetica “Universi, Poesia Libera e Sperimentale”) per utilizzare i portici della via e ci è sembrato naturale far sì che la loro richieste potessero trovare risposta positiva. Per questo dal 24 al 26 settembre 2015 via Suffragio sarà “Immaginando…Tutta mia la città”.

Non la seconda edizione del festival, ma un passaggio necessario per arrivarci in maniera ancora più condivisa e partecipata.

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Quattro chiacchiere con…

In Ponti di vista on giugno 6, 2011 at 8:41 pm

Festival dell’Economia 2011 – “I confini della libertà economica”

Roberto Maroni / Valore economico e potenzialità dei flussi migratori. High qualificate immigrate e immigrati irregolari. Cervelli in fuga e cervelli da importare. Zingaropoli e promesse di cancellazione dei decreti flussi.

Tante parole ma di fatto nessuna novità all’orizzonte. E altro tempo sprecato nel non dare una nuova lettura ad un fenomeno esistente da sempre e che possiamo immaginare ci accompagnerà ancora per diverso tempo: la migrazione delle persone. Roberto Maroni ha interpretato al meglio il suo ruolo di “uomo delle istituzioni”, poco leghismo di pancia e molta retorica di governo. Un discorso moderato  il suo. E’ stato aiutato in questo compito da interlocutori poco proponsi a stimolare il ministro sulla sua nuova inaspettata cultura europeista, o sulle recenti vicende lampedusane, o ancora su politiche immigratorie (italiane, europee e mondiali) che sembrano tenere in considerazione solo l’effetto finale – l’arrivo – e non le motivazioni storiche che hanno diviso il mondo in paesi di partenza e paesi di destinazione/destino. Leggi il seguito di questo post »