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Posts Tagged ‘forum pace’

I limiti della pace

In Ponti di vista on ottobre 20, 2012 at 2:55 PM

Una breve e.mail indirizzata al Forum Trentino per la Pace e i diritti umani. Un’iniziativa in programma da mesi annullata per assenza di partecipanti. Questi i due motivi che ci portano a scrivere queste righe. L’e.mail è la seguente: “Esiste davvero un forum per la pace? Non me ne sono accorto. Sta per scoppiare una guerra ignobile contro l’Iran e voi che fate? E’ per questo che acquistiamo i superbombardieri? E’ per questo che si succhia il sangue ai poveri? Per pagare le spese di guerra? Se ci siete, fatevi sentire. Grazie, Angelo”. L’appuntamento cancellato invece è la Camminata per la Pace, evento organizzato dal Consorzio dei Comuni che doveva svolgersi sabato 22 settembre scorso e che aveva visto la presenza confermata di soli 5 (cinque!!!) amministratori locali. Naturale decidere di non ritrovarsi nemmeno per iniziare il percorso. Ci è sembrato necessario – partendo da questi due spunti, ma non solo – provare a riflettere su cosa significhi oggi lavorare per la cultura della pace.

Facciamo abbastanza? Probabilmente no, la risposta è semplice e allo stesso tempo dolorosa. La pace, nelle sue molteplici sfumature, non sembra essere ai primi posti dell’agenda politica.  La cultura della pace e la sua promozione – non la sua retorica e superficiale rappresentazione – faticano a trovare spazio nel dibattito quotidiano venendo relegate ad argomento collaterale, ad uso e consumo di “pacifisti” guardati spesso con distacco o peggio, con ironia. In questo contesto tutt’altro che favorevole da un paio di anni il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani – un’istituzione con una storia ventennale alle spalle -, prova a ridare al vocabolario della pace e alle sue pratiche un significato condiviso, fuori dalle secche dell’ideologia e della ritualità.
“Euromediterranea”,  un percorso dentro le contraddizioni e le novità della Primavera Araba e del bacino mediterraneo, e “Nel limite. La misura del futuro.”, una rassegna di appuntamenti sui temi della sostenibilità e delle prospettive del pianeta, sono due esperienze importanti di approfondimento, di studio e di divulgazione che tentano di coinvolgere la cittadinanza tutta chiedendo non solo di partecipare, ma di ragionare e indagare la complessità. Leggi il seguito di questo post »

Puntare, mirare, fuoco…

In Ponti di vista on giugno 12, 2012 at 10:38 PM

Del mio lavoro. Di cosa stiamo parlando. Di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa – i famigerati co.co.co. – della durata di 28 mesi; dal febbraio 2012 al giugno 2014. Quindi un rapporto di lavoro a tempo determinato. Il termine di consulenza – che si associa ad un compito preciso e di durata limitata, spesso come sinonimo di spreco  – non descrive bene le mansioni che svolgo e che sono elencate una dopo l’altra nella lettera di incarico. Attività di comunicazione, gestione delle iniziative del Forum trentino per la Pace ed i Diritti Umani, progettazione e gestione delle attività dei ragazzi del Servizio Civile, scrittura e organizzazione del tema annuale scelto dal Forum. Tutto questo all’interno di un impegno di 30 ore settimanali  mai sufficienti allo svolgimento di tutte le attività previste. Ricevo uno stipendio netto che varia tra i 1.100 e i 1.200 Euro al mese – previa presentazione di regolare relazione alla ragioneria del Consiglio Provinciale – senza tredicesima, pagamento degli straordinari e della malattia. Non ricevo buoni pasto o rimborso delle spese telefoniche che sostengo quotidianamente per lavoro. Non potrò accedere all’istituto del congedo parentale. ‪Excusatio non petita, accusatio manifesta? No, solo la necessità della chiarezza rispetto al lavoro che una persona svolge nella completa trasparenza, senza privilegi o benefit.

Della diventità. Negli articoli delle settimane scorse usciti sul quotidiano L’Adige (e persino su Il Giornale) viene descritta con un pizzico di malizia una sorta di frattura nella mia vita, o forse sarebbe meglio dire tra le mie due vite. Una in cui “facevo il contestatore” – come mostra bene la fotografia messa a corredo del testo -, l’altra nella quale sarei venuto a patti con il Potere per garantirmi reddito e un posto di lavoro sicuro, oltre a chissà quale futuro luminoso.

In tutta sincerità non mi sento a mio agio in nessuna delle due raffigurazioni, entrambe abbastanza stereotipate, che vengono date di me. Non rinnego nulla di ciò che ho fatto nella mia esperienza dentro il Centro Sociale Bruno e dentro il movimento, percorso articolato e non sintetizzabile nelle categoria banale della contestazione antisistema. Ne sottolineo invece la parabola innovativa, la carica di curiosità e vitalità, la capacità di aprire interrogativi e offrire qualche risposta. Leggi il seguito di questo post »