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FuturaTrento, la piattaforma delle idee per migliorare la città

In Ponti di vista on settembre 16, 2015 at 10:33 PM

urban-438393_1280Smart city, sharing economy, open data, beni comuni, partecipazione, cittadinanza attiva, sussidiarietà, innovazione sociale. Parole che sono entrate a pieno titolo nel dibattito quotidiano (soprattutto per la parte di popolazione più giovane) e riempiono sempre più spesso – chissà con quanta consapevolezza… – anche i programmi elettorali. C’è una rivoluzione in corso, o almeno ci sono le premesse perché questa si verifichi e migliori sensibilmente diversi ambiti delle nostre vite.

Usiamo ancora la forma ipotetica. Potrebbero nascere forme di governance più orizzontali, partecipate e trasparenti. Potrebbero (ri)nascere esperienze diffuse di mutualismo, collaborazione, solidarietà. Potrebbero generarsi interessanti opportunità imprenditoriali, ad alto contenuto innovativo e dalle grandi ricadute sociali. Potremmo trovare, insieme, gli strumenti adatti a rendere le città che abitiamo migliori e più accoglienti. Potremmo anche accorgerci che – sarebbe una grande sorpresa, visto il contesto – il prevalere delle forme collaborative sull’individualismo può renderci davvero più felici. Potremmo renderci conto che – e sarebbe anche questa una piacevole novità – una nostra piccola idea può trovare l’aiuto di altri per avere realizzazione. Potremmo riscoprire addirittura il piacere di essere cittadini.

Volere è potere, o quasi. FuturaTrento è una piattaforma web che mette a disposizione dei cittadini e delle cittadine di Trento (con particolare attenzione verso i giovani dai 16 ai 29 anni) un luogo di informazione, incontro, dibattito e organizzazione per proporre idee utili alla valorizzazione degli spazi urbani e per assumersi la responsabilità di gestire i beni comuni della città. FuturaTrento si avvale del Regolamento dei Beni Comuni promosso da Labsus. Scaricatelo, vale la pena leggerlo e capire in che direzione si muove.

Non abbiamo scuse. Proviamola (è ancora in versione Beta, a disposizione per le nostre osservazioni, necessarie per migliorarne le funzionalità), riempiamola di idee e di commenti. Sentiamoci liberi di proporre le nostre idee, di partecipare ai progetti che altri pubblicheranno, di accettare le sfide che l’Amministrazione Comunale sottoporrà alla comunità e di sfidarla a nostra volta su ipotesi ambiziose e innovative.
Segnatevi l’indirizzo, sarà attivo tra poche ore: www.futuratrento.it

FuturaTrento siamo tutti noi, se lo vogliamo.

f.

#FuturaTrentoè…una storia che ha bisogno di un buon primo capitolo

In Ponti di vista on luglio 1, 2015 at 2:10 PM

FT bene comune positivoQuesta è la traccia dell’intervento che ho tenuto per la presentazione del progetto FuturaTrento.

C’era un volta… Le favole iniziano sempre così. E’ una consuetudine comunemente rispettata. In questo caso specifico non ci riferiamo ad una favola in senso stretto, anche se – a voler essere ottimisti – si potrebbe pensare di renderla tale, almeno pro futuro. Partiamo dall’origine allora…

Il progetto FuturaTrento nasce da un fortunato incastro di circostanze.

La più generale è collegata strettamente ad una mutazione di contesto che sta segnando il mondo intero, e di conseguenza anche l’Italia. Tutto ciò che raggruppiamo sotto i termine smart city e sharing economy è oggi il paradigma culturale, sociale e economico più efficace e anche, non dobbiamo nascondercelo, più accattivante e di moda per poter immaginare un cambiamento in termini migliorativi delle città che abitiamo, dei nostri stili di vita e addirittura dell’infrastruttura democratica nel suo complesso. L’emersione e l’espansione di un approccio diverso al vivere urbano ha convinto Anci a dedicare un bando (Meet Young Cities) per l’attivazione di buone pratiche sui territori. Il Comune di Trento ha saputo interpretare al meglio le richieste in esso contentute accedendo quindi al finanziamento del proprio progetto intitolato “I giovani si prendono cura degli spazi urbani. Il bello ci salverà.”.

Restringendo il campo anche quella che quotidianamente sentiamo chiamare spending review ha avuto un impatto non secondario nello stimolare uno sguardo nuovo (sia da parte delle istituzioni che dei cittadini) nei confronti della gestione dei beni comuni, siano essi pubblici o privati, materiali o immateriali, in stato di abbandono o di recente costruzione. Sarebbe strano Trento fosse rimasta estranea a questa necessità di migliore la gestione delle risorse a disposizione della macchina pubblica. Leggi il seguito di questo post »