trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Posts Tagged ‘gaza’

Una storia da raccontare /17.

In Una storia da raccontare on luglio 28, 2014 at 10:26 am

edward-burtynsky-water025Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma, anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.
– Patti Smith –

Due passi al mercato, attraverso il centro di Gerusalemme, verso casa di Yousef. Dalla Porta di Damasco e le sue bancarelle dovevo dirigermi fino alla Porta dei Leoni. Mi aveva invitato a pranzo, avevo accettato volentieri. Nel tragitto, una camminata di un quarto d’ora a passo tranquillo, avevo la possibilità di rivedere i luoghi già visitati nei miei precedenti viaggi. Da lontano vedevo la cupola dorata che dominava la spianata delle moschee, ad ogni angolo i check point che per lunghe ore della giornata impedivano l’accesso agli arabi a quel luogo di culto tanto conteso. Più o meno a metà strada indicazioni multilingue indicavano la strada verso nuovi scavi archeologici finanziati dal governo israeliano. Erano diventati famosi quando per alcuni giorni una vasta zona della città era stata interdetta al passaggio dei cittadini non israeliani per tutelare scoperte che si dicevano essere straordinarie. Si raccontava fossero stati rinvenuti i resti del famoso tempio del re Salomone. Nessuno documento ufficiale certificava il ritrovamento, ma le sole voci a riguardo facevano crescere la tensione in città. Per giorni giovani arabi e militari israeliani si fronteggiarono nel centro cittadino con lancio di pietre e lacrimogeni, arresti e feriti. La strana normalità di una città attraversata da ferite così profonde e da contraddizioni all’apparenza insanabili. Leggi il seguito di questo post »

Cara Europa…

In Ponti di vista on novembre 19, 2012 at 10:36 pm

Cara Europa,
so che guardi anche tu con apprensione alle notizie che arrivano da Gaza, Tel Aviv e Gerusalemme. So che tendi l’orecchio e in cuor tuo speri che non siano fondate le voci di un imminente attacco di terra dell’esercito israeliano. Non servirebbe il verificarsi di questa eventualità per essere preoccupati, non servirebbe altro sangue per rendere la situazione insopportabile. Principessa Europa, stiamo parlando delle terre nelle quali la mitologia greca pone le tue origini. Territori magici, territori fertili, territori traditi che non si possono che amare. Stiamo parlando delle tua casa e di una parte importante della tua storia.

Cara Europa,
ciò che sta avvenendo in questi giorni non riguarda solo Israele e una prigione a cielo aperto che ospita più di quattromila persone per ogni chilometro quadrato. Leggi il seguito di questo post »

La storia dell’altro / intervista a Sami Adwan – 2

In Occhi sul mondo on agosto 7, 2011 at 11:28 pm

– Come pensa che dovremmo intendere le dichiarazioni di Obama che ponevano il punto di partenza di qualsiasi possibile negoziazione tra israeliani e palestinese nel ritorno nei confini pre-1960?
Se si ascolta bene il discorso si percepisce come la politica americana tenga tutt’ora in considerazione solo in minima parte le richieste palestinesi. Sembra ignorare la legittimazione internazionale di questa occupazione e penso che dopo il suo primo discorso – tenuto due anni fa al Cairo – Obama abbia deluso molte persone e che sia visto come un attore molto debole dai politici e dai cittadini palestinesi. Sta dando libera azione agli israeliani nel confiscare ancora terre e continuare nella stessa direzione che percorrono da anni. Sono molto colpito – negativamente – dalle sue parole. Mi aspettavo un discorso fondato prima di tutto sul principio dei diritti umani, come ero abituato a sentire fino a un po’ di tempo fa,  durante la sua campagna elettorale.
La politica americana è controllata da Tel Aviv e non da Washington. Mi spiace dirlo ma anche il governo europeo sta seguendo i passi americani (nda Stati Uniti e molti Paesi europei, tra cui l’Italia, non hanno ad oggi riconosciuto lo stato di Palestina, così come hanno fatto già più di cento Stati nel mondo). I palestinesi andranno presto alle Nazioni Unite per proporre una commissione internazionale e aspetterò quel momento per vedere cosa farà l’Europa. Sarà abbastanza forte da prendere una posizione su questa situazione o seguirà Obama? Se dirà sì ad Obama, dirà sì a Netanyahu e alla sua politica. Leggi il seguito di questo post »

La storia dell’altro / intervista a Sami Adwan – 1

In Occhi sul mondo on luglio 22, 2011 at 8:24 am

Sami Adwan, docente presso la Bethlehem University, Premio Langer 2001 e coautore di “La storia dell’altro”.

– Come è nata in lei l’idea di cominciare un esperimento difficile come quello di mettere ragazzi israeliani e palestinesi di fronte alla storia dell’Altro?
Quando le persone possono scoprire la storia dell’Altro allora sono più inclini ad umanizzare anche la visione che l’Altro ha di loro. L’altra parte in causa – palestinese o israeliana che sia – ha una narrazione della storia che è legittima dal proprio punto di vista. Dovevamo solo rendercene conto e provare a metterle a confronto.
Nella mia esperienza ho visto che quando le due parti raccontavano la propria storia non c’era spazio per la storia dell’Altro. Questo significa che l’altra parte non esiste o non viene presa in considerazione. Perciò per muovere il pensiero e la visione dei più giovani abbiamo fatto questo lavoro, con l’obiettivo che esso possa essere di aiuto nel processo di avvicinamento, comprensione e rispetto reciproco. Leggi il seguito di questo post »

Babelmed / intervista a Nathalie Galesne *

In Occhi sul mondo on luglio 20, 2011 at 8:22 pm

Ho avuto l’occasione alcune settimane fa di intervistare Nathalie Galesne, fondatrice del sito babelmed.com. Ecco alcune riflessioni sul Mediterraneo e il suo futuro, sulla primavera araba e le sue conseguenze, sul conflitto israelo-palestinese.

– Cos’è Babelmed e che obiettivi si pone?
Babelmed nasce nel 2001, proprio in un momento in cui la storia tra Europa e Mediterraneo è molto tesa. Nasce subito dopo gli attentati dell’11 settembre. Un periodo in cui andava molto di moda l’idea dello scontro di civiltà e sembrava un destino inevitabile quello di un’Europa atlantica separata dalla sua parte mediterranea. Quindi Babelmed è nato per provare a lottare contro l’ignoranza  nei confronti del mondo arabo-musulmano e per evitare la diffusione di pregiudizi verso questo mondo.
Abbiamo dovuto lavorare su una forma di giornalismo innovativa, immaginando una rete di giornalisti che potesse scrivere della propria società e della propria cultura dal proprio paese di origine, evitando così che si utilizzasse lo sguardo europeo per raccontare queste realtà. Leggi il seguito di questo post »

Il dolore come compagno di viaggio.

In Ponti di vista on Mag 16, 2011 at 3:31 pm

NAKBA 2011. “Cataclisma”, “sinistro”, “disgrazia”, “catastrofe”. Il 15 maggio, da sessantatre anni, assume questi significati nei territori palestinesi. Si ricorda l’esodo di migliaia di palestinesi costretti a lasciare le loro case e terre, mentre per gli israeliani nello stesso giorno si festeggia la proclamazione dello Stato d’Israele. Ovvio che queste due ricorrenze difficilmente possano convivere, significando per un popolo la negazione dell’esistenza e dei diritti più basilari e per l’altro invece il momento di formale costituzione in Stato. Troppo diversi i sentimenti legati a queste due momenti storici. Opposti e inconciliabili.

Il 15 maggio da sempre è teatro di manifestazioni dei cittadini palestinesi che non dimenticano la “catastrofe”, così come non dimenticano i sessantatre anni di sofferenze che ne sono seguiti e che ancora oggi pesano sulle vite di centinaia di migliaia di persone. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 2.

In Una storia da raccontare on Mag 4, 2011 at 12:24 am

Apro gli occhi che il sole è già alto. Sdraiato e ancora vestito come al mio arrivo ieri notte. La finestra aperta mi mostra un angolo di giornata luminosa. Cielo sgombro di nuvole, vento assente, temperatura più che gradevole. Siamo in autunno a queste latitudini. Fuori ci sono circa venti gradi. Guardo l’orologio. Sono le undici e mezzo.
Sento il vociare della strada. Sotto il balcone di casa mia in Italia solo nelle giornate delle feste patronali venivano allestite le bancarelle del mercato. Qui dovrò abituarmi a vivere sopra i luoghi di un commercio che si interrompe solo per poche ore di notte. Alle undici di sera i commercianti stanno ancora finendo di sistemare il loro piccolo negozio mobile, mettono tutte le loro cose sul carretto per tornare verso casa. Sapendo che dopo poche ore con il sole ogni frutto verrà rimesso nello stesso cesto, ogni collana appesa allo stesso chiodo, ogni spezia riposta nello stesso sacchetto. Per 365 giorni all’anno, con una continuità ed una precisione che nemmeno le variazioni – seppur leggere – del tempo, sanno modificare. Leggi il seguito di questo post »

Torniamo umani…

In Ponti di vista on aprile 15, 2011 at 6:01 pm

L’uccisione di Vittorio Arrigoni è uno schiaffo a tutti coloro che credono nella possibilità di essere protagonisti del cambiamento del mondo, e in particolare del conflitto israelo-palestinese. Leggere i suoi articoli o ascoltare i suoi reportage dava il senso di una speranza che rimaneva viva all’interno di quell’angusta prigione che è la striscia Gaza. Era l’immagine di una fiammella che resisteva ai venti delle violenze e dell’odio e che sfidava la carenza di ossigeno data dalla barbara oppressione di uno stato – quello d’Israele – di fatto solo formalmente democratico. Una luce luminosa e orgogliosa in un angolo del mondo segnato dal dolore e dalle sofferenze.
La fiamma utopica di Vittorio Arrigoni si è spenta la notte scorsa, tremendamente maltrattata da chissà quale mano criminale, da chissà quale interesse politico prioritario rispetto ad una vita umana, da chissà quale pericolosa ideologia, per chissà quale disumano obiettivo. Forse non lo sapremo mai. Leggi il seguito di questo post »