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Posts Tagged ‘generazioni’

Appunti di lettura | 38.

In Libri con le orecchie... on settembre 28, 2017 at 10:26 pm

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La Politica del futuro. Il necessario spazio del pensiero profondo.

Pietro Bianchi | Michael Hardt e Toni Negri. Assembly | Doppiozero
Bentornati. Interrogativi alti, necessari allo stato attuale delle cose. Assembly come strumento – lo stile dello stare in piazza, tutt’altro che spontaneistico – e come destinazione, intesa come applicazione (politica e sociale) di forme organizzative di tipo cooperativo e orizzontale. “Sulla scorta di Machiavelli, Negri e Hardt concludono il libro attraverso il richiamo a un “nuovo Principe”, cioè a una nuova struttura organizzativa della moltitudine che ne debba ricalcare la natura orizzontale e cooperante. Inventare istituzioni dal basso, così come inventare pratiche autonome di produzione e riproduzione sociale diventano due facce della stessa medaglia, secondo il principio di un’indistinzione sempre più marcata tra strategia politica e reti della produzione, tra lavoro e forme della soggettività, tra assemblearismo democratico e organizzazione della cooperazione sociale. Usando un termine deleuziano si potrebbe dire che l’assembly delle piazze e delle reti della cooperazione del lavoro ponga un problema di “assemblaggi”: l’enigma a un tempo politico ed economico è quello di trovare un modo per dargli una forma.” Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 36.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 22, 2017 at 9:11 pm

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Odio le vacanze. Da sempre soffro queste parentesi che sanciscono – nell’idea più diffusa e, a mio modo di vedere, decisamente sbagliata – il momento del relax salvifico all’interno della lineare gestione del tempo lavorativo e, più in generale, di quello della nostra esistenza. Fatico a credere nella possibilità di gestire la vita attraverso un interruttore che ha solo due posizioni: on e off. In questi giorni d’agosto – un po’ al mare e un po’ in montagna – non riesco a smettere di pensare a ciò che, una volta tornato a Trento, mi piacerebbe provare a fare nei campi che ormai da tempo attirano la mia attenzione: il (mio) lavoro, la politica, l’innovazione.
Non mancano gli spunti di interesse che meriterebbero ognuno un approfondimento specifico che per il momento non ho il tempo di affrontare. Intanto quindi procedo con la produzione di un paio di – qui sotto la prima – raccolte di articoli che condivido con i lettori di questo blog.

*Un’agenda politica possibile e necessaria

Redazione | Governare il caos | Rena
La mia Summer School preferita. Sfortunatamente la salterò, ma per governare il caos certo non sarà sufficiente stare insieme un fine settimana di agosto. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 34.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 18, 2017 at 8:16 am

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E’ un paradosso che mi fa male. Con l’estate non diminuisce il materiale (cartaceo e non) che si accumula da leggere. Nello stesso tempo – e sta qui la fregatura – non aumenta di un secondo a disposizione il tempo per ridurre il malloppo che attira i miei occhi ma fatica a intercettare la mia concentrazione.

*Movimentazione politica, da dove e per dove muoversi

Ilvo Diamanti |Nel dizionario degli italiani la politica da Renzi a Grillo è sinonimo di sfiducia | La Repubblica
Le mappe (così come le bussole) sono importanti per orientarsi. Ne abbiamo bisogno e dobbiamo farlo alla svelta, perché ne va della capacità stessa di riconoscere i segnali di futuro, che non sono né chiari né univoci. “Perché i soggetti tradizionali della “democrazia rappresentativa” partiti e politici – appaiono delegittimati. Isolati nella regione del “passato”. Mentre la Democrazia digitale, “immediata” più che “diretta”: è il futuro. Nella Mappa tracciata dagli italiani, si posiziona in alto. Eppure è spostata, anche se di poco, verso il quadrante della sfiducia. Meglio, della “prudenza”. Come i social media. Tra diffidenza e delusione. Gli italiani, per definire il futuro della democrazia, non usano parole rassicuranti.”

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La cultura è in trasformazione – Intervista a Bertram Niessen (CheFare)

In Ponti di vista on aprile 3, 2017 at 2:18 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

CheFare è uno (non l’unico fortunatamente) dei luoghi culturali e politici più sani e ricchi di cui disponiamo in questo momento.

È parte – come diverse altre iniziative, principalmente dal basso e ai margini di quello che potremmo definire mainstream – di quella molteplicità di realtà che hanno nel proprio dna il «compito infinito» del pensiero utopico.

È una pentola che ribolle e che apparentemente non trova ancora – ma è solo questione di tempo – il sistema d’innesco per esplodere definitivamente, per contagiare ciò che lo circonda. C’è bisogno di lavorarci continuamente, in forme sempre più diffuse e collaborative, continuando a rimescolare l’impasto che anni di ricerca, relazioni e progettualità hanno reso ricchissimo e concentrato, senza per questo far perdere le particolarità dei sapori che in esso si combinano.
Con Bertram Niessen abbiamo dialogato a margine della presentazione del libro «La cultura in trasformazione» – ed. Minimum Fax, 2016 – che rappresenta un tentativo di fotografia dello stato dell’arte dell’esperienza di CheFare, realizzato attraverso la raccolta di interventi di alcuni protagonisti delle politiche culturali. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 6.

In Ponti di vista on dicembre 13, 2015 at 1:20 am

floriana barbuGiuseppe De Rita | Partiti e sindacati si sono disintegrati e allora si esaltano gli individualismi | Giornale di Sicilia

Qualche tatuaggio lo ho pure io. Se ne vedono tantissimi in giro. De Rita dice che l’aumento esponenziale dei tatuatori è il segnale del venire meno della dimensione collettiva della nostra società, tutta ripiegata sul personale. Certo è che i corpi intermedi non stanno bene e questo influisce sulla qualità generale del contesto politico, sociale e culturale. Da dove ripartire?

Romano ProdiRiformare partiti e sindacati, per costruire la classe dirigente di domani | Prefazione di “Corpi intermedi”, ed.Ancora
Non è solo un problema di classe dirigente, ma di ridefinizione delle coordinate dell’agire politico. Un’azione che richiede tempo e pazienza, e soprattutto inizialmente la voglia di condividere momenti e spazi che diventino davvero comuni. Serve riconoscere e ridare forma al km0 delle relazioni, oggi completamente abbandonato.

Vincenzo Emanuele, Nicola Maggini | Il partito della nazione? Esiste e si chiama M5S | Cise
Il titolo è un po’ forzato, l’analisi dei dati però accurata. Il M5S è partito trasversale, capace di raccogliere dentro di se di tutto. Ha tratti identitari molto generali (alcuni li definirebbero populisti, in un’accezione negativa che non amo) che ne fanno oggi punto di approdo per molteplici sensibilità. In comune questi “diversi” hanno un bagaglio di sentimenti rancorosi, per certi versi vendicativi. La nazione – è un fatto – ne è oggi produttrice instancabile. Leggi il seguito di questo post »

Cattive abitudini

In Ponti di vista, Supposte morali on settembre 11, 2013 at 11:19 am

Paul_Klee_Du_gris_de_la_nuit_surgit_soudain_1Sull’Adige di oggi, 11 settembre, si racconta di una rissa avvenuta lunedì scorso in Piazza C. Battisti e che ha coinvolto alcuni adolescenti. Negli istanti immediatamente successivi ai fatti uscivo dal lavoro ed ero seduto per un caffè in piazza. Non ho assistito alle fasi dell’aggressione, ma solo alle scene successive. Quelle, per intenderci, dell’allontanamento dal bar.
Leggere oggi le parole della madre del ragazzo che ha avuto la peggio che sottolinea il fatto che nessun adulto si sia intromesso, che nessun “mediatore” sia intervenuto per porre fine alla rissa mi ha molto colpito, perché mi ha messo di fronte al fatto che io per primo ho deciso di volgere lo sguardo dall’altra parte, colpevolmente.
Avrei potuto chiedere al ragazzo che ho visto andarsene con la maglia strappata e sporca di sangue se stava bene e se gli serviva una mano. Non lo ho fatto. Avrei potuto parlare con i suoi amici e con i ragazzi presenti per capire cosa era successo e invece sono rimasto zitto. Leggi il seguito di questo post »

Il mio spazio è il tuo spazio [un auspicio…]

In Ponti di vista on ottobre 3, 2012 at 8:47 pm

Giovedì 20 settembre, ore 00.00 – Più di un centinaio di persone, in via Suffragio a Trento, partecipano ad una festa all’esterno di un bar. Non c’è musica, solo tante birrette in bicchieri di plastica. Tanto rumore. La cosa va avanti a lungo, fino alla chiusura del locale, attorno alle 2.00. La cosa si ripete la sera dopo; un numero maggiore di persone che se ne vanno però verso le 23.30. Ora, qui non c’è da decidere quale diritto debba prevalere (quello a dormire – o magari studiare – piuttosto che quello al divertirsi) ma capire in che punto si può trovare un equilibrio che faccia vivere a tutti meglio la città. Aiuterebbe un po’ di buon senso e qualche scelta intelligente sul come immaginare e condividere lo stare nelle vie e nelle piazze; anche se le idee a tal proposito sono le più disparate e spesso contrapposte e all’apparenza inconciliabili. Il dialogo – se mai c’è stato davvero – è difficile e incancrenito da anni.

Nei giorni scorsi una delle ragazze che a breve gestirà il Cafè de la Paix (uno spazio in Vicolo Teatro Osele, in pieno centro a Trento) mi ha parlato di un progetto dal titolo “Il mio spazio è il tuo spazio”, che punta a condividere la gestione del contesto urbano, o almeno ad una migliore convivenza al suo interno. Serve trovare un compromesso tra esigenze diverse? Ne sono certo, ma temo che non saranno regolamenti (più o meno ben scritti) a dare il via ad un nuovo modo di confrontarsi, nè sarà una regola sui decibel o sul numero di musicisti a permettere una migliore gestione degli spazi comuni di un quartiere. Solo scegliendo di vivere il proprio spazio con gli altri – discutendone regole, condividendone iniziative valutandone le possibilità e i limiti, accettando il confronto anche se difficile (a volte apparentemente impossibile) – si può pensare di dare una nuova impronta alla vita culturale e sociale dei centri storici delle città, compreso a quello di Trento. Leggi il seguito di questo post »