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Posts Tagged ‘globalizzazione’

Appunti di lettura | 33.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 17, 2017 at 9:57 am

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*Ro-do-tà! 

Stefano Rodotà | Quale spazio per i beni comuni | CheFare
A pochi giorni dalla sua morte un pezzo utile a capire la profondità del pensiero di uno dei più importanti osservatori del fenomeno dei beni comuni. “Lungo sarebbe l’elenco delle esperienze rinvenibili in luoghi diversi, che vanno da quelle più comprensive riguardanti l’acqua alle pratiche sociali e istituzionali nelle quali emerge il protagonismo istituzionale di quelle che, secondo le parole dell’articolo 43 della Costituzione italiana, possono definirsi “comunità di lavoratori e di utenti”. Ma, come i beni comuni non sono un dato a priori da registrare naturalisticamente, così anche le soggettività sono l’effetto di una costruzione consapevole generata appunto dalla relazione concreta con i dati reali nei quali si riconoscono i soggetti storici di una possibile trasformazione.”

*Dove guardare per capire qualcosa…

Ezio Manzini e Victor Margolin | Stand up for democrary | Nova24
Che ci sia bisogno di un cambiamento radicale per ridare fiato alla democrazia è una dato condiviso da moltissimi. Ezio Manzini propone un campo di discussione interessante, aperto e includente. Chi vuole ci si butti dentro senza paura… Leggi il seguito di questo post »

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Cosa rimane della Smart City Week? Quali i prossimi passi per la città di Trento?

In Ponti di vista on settembre 26, 2016 at 8:47 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Il segnalare la complessità dell’argomento non vuole essere un atto d’indulgenza preventiva verso la classe politica. E neppure un segno di “cedimento” di fronte alle difficoltà, che pure esiste ed è evidente, nel far fronte alle sfide che i contesti urbani – e non solo – ci propongono. L’azione di governo delle città è argomento di discussione (e oggetto di messa alla prova quotidiana) che richiama una variegata articolazione di questioni, figlie di una complessità urbanistica e sociale che non può sfuggire neppure a uno sguardo superficiale, a meno che non si voglia ridurre la gestione dello spazio urbano, e delle relazioni a esso connesse, a pura e semplice ordinaria amministrazione, nel senso più deteriore e pericoloso del termine.

Baudelaire scriveva che “la forma di una città cambia più in fretta, ahimé, del cuore degli umani”. Affermazione che potrà apparire banale, ma che fotografa efficacemente il contesto dentro il quale siamo chiamati a muoverci oggi, laddove l’ipotesi della smart city (la città intelligente) non riguarda esclusivamente l’infrastruttura tecnologica che innerva vie, piazze, parchi palazzi e istituzioni ma anche le caratteristiche fondamentali del vivere insieme, della dimensione di comunità, del concetto stesso di democrazia e partecipazione. Leggi il seguito di questo post »

Il vaso di Pandora delle città

In Ponti di vista on giugno 12, 2016 at 11:25 pm

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Questa la traccia della conversazione di lunedì 13 giugno 2016 con alcuni dei redattori della rivista Pandora (www.rivistapandora.it). La scelta di organizzare questo appuntamento nasce dalla voglia di conoscere un’esperienza interessante che si muove tra formazione, cultura e inchiesta politica. Il tema di questo numero – le città – non può che pretendere una discussione a più livelli che come associazione territoriali#europei non poteva che incuriosirci ed entrare nella nostra agenda di appuntamenti.

Ha un valore simbolico immaginare questa iniziativa al Cafè de la Paix. Nato come esperienza di ri-qualificazione (fa specie dirlo in una città come Trento e del suo centro storico) di una zona “degradata” si trova da diverso tempo in una condizione di grave difficoltà nel vedersi riconosciuto il ruolo di animatore della comunità che lo circonda, che anzi – almeno in una sua parte – ne percepisce solo i fattori di disagio. Dentro questa storia ci sono già, seppur in forme minute, due delle tre questioni che ci piacerebbe porre all’interno di questa presentazione e che sono proprio i tre temi che sottendono agli altrettanti capitoli della rivista che presentiamo. Ci torneremo tra poco.

Ci interessa però provare prima di concentrarsi sul contenuto di soffermarci sul contenitore. Nell’epoca della rete, del ritorno delle newsletter e della comunicazione politica che si produce con tweet, stati di Facebook, scatti su Instagram o gruppi di Whatts Up voi avete scelto la carta, anche se non in termini esclusivi. Anche territoriali#europei guarda alla forma delle rivista per il proprio futuro. Ci spiegate il perché della vostra scelta, chi sta nella redazione e quali obiettivi vi siete dati al momento della vostra nascita?

Eccoci alle città. Cominciamo.

*Cos’è la città? In che direzione si sta muovendo? (riferimento al Festival dell’Economia “Luoghi della crescita”)

Di Giuseppe De Rita riporto un ricordo e una previsione.
– Ricordo. L’Italia non nasce – come altri paesi in Europa – attorno allo sviluppo di alcune grandissime città ma dalla crescita diffusa di piccoli comuni che hanno saputo valorizzare il ruolo dei territori.
– Previsione. Il futuro – caratterizzato da una serie di questioni concatenate – avrà più possibilità di essere gestito in piccole realtà territoriali, con strutture leggere.
– Un terzo aspetto (nell’intervista che avete realizzato con lui) è collegato alla composizione della città. Le parole d’ordine sembrano essere globalizzazione, e sue conseguenze, cetomedizzazione (e suoi limiti) e crisi dei corpi intermedi dentro lo spazio urbano, protagonisti incapaci di selezionare classe dirigente. Leggi il seguito di questo post »

Il volo dell’anatra zoppa…

In Uncategorized on dicembre 20, 2014 at 4:33 pm

M A R C U S • M Ø L L E R • B I T S C HPuò un’anatra zoppa insegnarci a volare? Se guardiamo alla situazione di Barack Obama in relazione alla sorprendente riapertura dei canali diplomatici con Cuba si direbbe di sì. Un Presidente senza i numeri nel Congresso – “lame dunk” appunto, dopo le elezioni di medio termine – che riesce, certo non da solo, ad essere protagonista di un evento di politica internazionale tanto simbolico quanto rilevante. Non solo per i due Paesi direttamente coinvolti. Leggo e comprendo i molti dubbi – figli di anni di contrapposizione fino a pochi giorni fa apparentemente insanabile – che circondano un fatto dalla fortissima valenza storica e politica. La permanenza dell’embargo, che dovrà essere sciolto ufficialmente da un Congresso ostile. I molti fronti sui quali l’amministrazione americana è ancora impegnata militarmente. Obiezioni legittime, piuttosto scontate in realtà, eppure il “Todos somos americanos” pronunciato da Obama non pesa solo a Miami e a L’Avana ma è un messaggio di ben più ampio respiro. Chi non lo ammette sembra preferire esercitarsi nella lamentazione del “tanto meglio, tanto peggio” e nella dietrologia, rappresentazione pratica della nostalgia di un mondo tutto spiegabile dentro la divisione ideologica tra capitalismo (americano) e chi vi si oppone. Questo disegno, che certamente conserva una sua epica e un suo fascino, è oggi totalmente insufficiente a descrivere la realtà dentro la quale viviamo.

La lenta ritessitura dei rapporti tra USA e Cuba – anche grazie ai buoni uffici di Papa Francesco –  prende forma dentro un contesto mutato, una fase di transizione caotica che è sotto i nostri occhi. La fine delle ideologie o almeno una loro minore centralità, un loro peso più sopportabile. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 18.

In Una storia da raccontare on novembre 11, 2014 at 10:54 am

edward burtynskyNon mi avrebbero preso. Almeno non subito. Non avevo paura di cadere. Non temevo che qualcuno potesse bloccare la mia corsa. Stavo scendendo a valle. L’abbaiare dei cani si faceva sempre più distante così come le sirene che salivano la strada sull’altro lato della collina. Mi sentivo al sicuro.
Avrei dovuto attraversare la strada asfaltata solo una volta, poi di nuovo l’abbraccio protettivo degli alberi. Silvano stava sicuramente raccontando della nostra breve conversazione. Lo faceva tamponando il sangue che gli usciva dal naso, che probabilmente gli avevo rotto.
Per qualche strano motivo ero più sereno dopo quell’incontro. Mi aveva confermato che la rete di connivenza attorno agli autori degli omicidi era ampia. Mi sembrava ormai certa una responsabilità anche dei ragazzi del Centro Sociale. La tranquillità di Silvano mi diceva che l’organizzazione aveva radici salde e rami capaci di arrivare molto in alto. Percorrere quei sentieri pieni di neve mi sembrava la cosa più vicina alla libertà. Nessuno mi poteva raggiungere. Ero più veloce, più leggero.

Ancora due balzi e fui sulla strada. Alla mia sinistra un piccolo capitello in legno. Una delle tante rappresentazioni religiose che in  montagna si usano venerare o – in alternativa – bestemmiare. La neve raggiungeva quasi la teca di vetro dove era contenuta la piccola madonna dai colori pastello, così uguale a tutte le altre che in vita mia avevo visto. Il bosco le faceva da cornice, insieme al silenzio. Sotto i cumuli di neve c’era una piccola panca di legno, che si poteva vedere solo in parte. Decine di volte mi ero seduto lì con Irene. Quattro chiacchiere prima dell’ultima rampa. La accompagnavo quando lei lavorava presso la comunità che ora era gestita da Silvano. Leggi il seguito di questo post »

Autonomia, centralismo e ruolo degli amministratori locali

In Ponti di vista on ottobre 28, 2014 at 11:28 am

1794574_10152735300421760_8734879921291078248_nHo seguito senza troppo trasporto l’ultima puntata della bega tra Governo e Provincia Autonoma di Trento. Protagonista questa volta è stata la ministra Maria Elena Boschi, colpevole di aver candidamente affermato di essere favorevole alla cancellazione delle Autonomie Speciali. Nei suoi confronti sono piovute critiche bipartisan, sia prima che dopo la smentita di rito. Il fronte a difesa dell’Autonomia si è compattato denunciando una volta di più la tensione centralista del Governo guidato da Matteo Renzi. I singoli provvedimenti sembrano offrirci la conferma di questo processo, ma non ci dicono tutto. Tagli di bilancio, polemiche attorno al presunto privilegio sotteso all’Autonomia, nell’insieme una certa allergia verso tutti i corpi intermedi. L’Autonomia è sotto attacco? Può darsi, ma è certo che trincerarsi dietro la sola affermazione che essa sia da intendere come diritto acquisito – benché piantato su solide radici storiche e culturali – non tutelerà il nostro territorio dal processo di uniformazione in atto in ambito nazionale. La stessa percezione della “specialità” trentina dovrebbe farci comprendere che non siamo di fronte esclusivamente ad un referendum tra favorevoli e contrari, ma a un inevitabile quanto complessa trasformazione. A una rappresentazione identitaria e a tratti folkloristica se ne contrappone un’altra decisamente critica, che oscilla tra l’idea di una Trentino Spa onnipresente e la legittima denuncia delle vicende legate ai vitalizi. Leggi il seguito di questo post »

Il ruolo della politica oggi

In Ponti di vista on ottobre 15, 2014 at 8:48 am

separation-in-the-evening-1922Il richiamo all’innovazione (o forse solo la sua rappresentazione retorica) in politica è oggi potentissimo e eccezionalmente fragile. E’ forte laddove – almeno in un certo immaginario che va per la maggiore in questo periodo – continua a contrapporre vecchio e nuovo, passato e futuro, rottamati e rottamatori, buoni e cattivi. E’ debole, in generale, perché elude completamente una questione fondamentale. Non cerca in nessun modo di riaffermare le condizioni che stanno alla base del ruolo stesso della politica. La crisi che il sistema dei partiti sta attraversando, e con essi anche il crollo della credibilità delle istituzioni democratiche, non troverà soluzione dentro circoscritti aggiustamenti nel solco delle categorie politiche che fino ad oggi abbiamo utilizzato.
Un po’ più a destra, un po’ più a sinistra sono oggi indicazioni più utili a completare il parcheggio di un’automobile che al ridefinire la rotta che dovremo intraprendere. Così come lasciano il tempo che trovano le discussioni che – da anni ormai – intendono ridefinire i confini della “vera” sinistra, esercizio tanto inutile quanto minoritario. E – sia chiaro – non si tratta solo di capirsi sul non più nuovo dilemma attorno alle ideologie, rispetto alla loro morte certificato o alla presunta, ritrovata, vitalità.
Riconoscere, e far riemergere, il compito della politica dovrebbe essere oggi obiettivo fondamentale per tutti coloro che ne denunciano l’assenza, l’evidente inadeguatezza, il progressivo sgretolamento. Leggi il seguito di questo post »

Limite, questo sconosciuto…

In Ponti di vista on agosto 19, 2014 at 4:22 pm

foto45E’ nostra abitudine – in realtà piuttosto bizzarra – dedicare praticamente ogni giornata del calendario a questo o quel tema che riteniamo particolarmente importante per la nostra società. Il crescere spropositato di ricorrenze per così dire dell’impegno sociale fa sì (così come l’eccessiva produzione di un bene ne fa crollare il prezzo) che nessuna di esse venga percepita come fondamentale e che tutto si riduca a qualche istante di testimonianza e a una buona dose di retorica.
C’è però un appuntamento che dovremmo prendere decisamente sul serio, benché sia difficile appuntarselo in agenda visto che di anno in anno (a causa dei nostri stili di vita…) lo trasciniamo indietro nella timeline che va da gennaio a dicembre. Il 20 agosto, è l’Earth Overshoot Day. La spia del serbatoio del pianeta terra si è accesa, da qui fino al 31 dicembre consumeremo le risorse di un ipotetico pianeta di riserva, che ovviamente non possediamo.

E’ bizzarro che questo campanello d’allarme, non certamente il primo, suoni proprio nei giorni in cui tanto dibattuto – in Trentino e non solo – è il caso dell’orsa Daniza e della sua possibile cattura. Attorno alla mamma orsa in fuga dall’uomo che la vuole ingabbiare – o peggio uccidere – si è create una naturale solidarietà, contagiosa quanto lo sono (nel bene e nel male) le dinamiche dei social network. E’ ovvio, e tutto sommato giusto, simpatizzare per l’animale minacciato, che diventa simbolo della natura maltrattata dal genere umano, impersonato in questo caso dai vertici della Provincia Autonoma di Trento. La metafora perfetta che ci fa innamorare del buono (attraverso l’immancabile #iostocon…) contrapponendoci al cattivo, che naturalmente merita ogni tipo di insulto e porta in sé ogni tipo di negatività. Forse il tutto è un po’ troppo schematico, e non ci aiuta. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare /16.

In Una storia da raccontare on giugno 18, 2014 at 8:05 am

takehikoNakafuji_tumblr_maue38Jgsz1ryrvdvo1_1280C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.
– Leonard Cohen –

Conoscevo bene la strada che conduceva alla sede dell’associazione TrentoBeneComune 2001. Lungo la scalinata veroso la collina che sormontava la città ero salito centinaia di volte. Una stradina ripidissima e piena di curve, che d’inverno diventava uno scivolo insidioso per chiunque la percorreva. Quanti ruzzoloni di bambini diretti alla scuola, che proprio in quel quartiere era stata spostata una decina d’anni prima. E quante risate di chi riusciva miracolosamente a rimanere in piedi. Quanti gomiti e ginocchia sbucciate di signore dirette al piccolo negozio di alimentari sotto le mura del castello che dominava il centro città. Quante imprecazioni, anche da parte dei frati che faticavano su quell’erta per raggiungere l’antico convento cittadino. Trovavo quel passaggio affascinante. Un piccolo ruscelletto impetuoso e costretto dentro due ali grigie di cemento, la natura a cingere un angolo fatato di città, un momento di silenzio dedicato esclusivamente ai pedoni.
Per me era un vantaggio muovermi su quei sentieri riparati, dove i mezzi motorizzati della polizia non potevano arrivare, dove anche a piedi gli agenti si sarebbero diretti solo dopo aver rivoltato tutta la città. Camminavo in fretta, salendo i gradini a zig zag, seguendo un camminamento incerto creato da chi mi aveva preceduto. La testa bassa – incassata tra le spalle – a evitare gli sguardi delle poche persone che incontravo. Leggi il seguito di questo post »

Tra incudine e martello

In Ponti di vista on aprile 4, 2014 at 1:56 pm

franco-fontana-landscapes-urban-and-rural-01Non credo alle coincidenze, ma quando queste si verificano ne riconosco la potenza simbolica. L’arresto di ventiquattro secessionisti (veneti e lombardi) da un lato, l’approvazione alla Camera della “cosiddetta” abolizione delle Province dall’altro. Il tanko venetista – mix di folklore e follia ideologica – pronto a muoversi verso Piazza S.Marco e il “carrarmato” Renzi che elimina enti locali nel sacro nome della spending review. L’idea balzana di un ritorno alle città-stato teorizzata dai separatisti contro la fretta centralizzatrice che sembra guidare il Governo, sull’onda lunga delle mal sfruttate celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il rancoroso indipendentismo che innalza barriere e rivendica identità esclusive opposto ad una rinnovata retorica nazionale, che sembra non prendere in considerazione le specificità territoriali. Le rinvigorite ambizioni di essere “paroni a casa nostra!” rintuzzate dallo Stato che – sculacciati i suoi enti periferici, spendaccioni e inutili per definizione (!!!) – cerca di riportare a sé l’intera sovranità. Leggi il seguito di questo post »