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Appunti di lettura | 41.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on novembre 17, 2017 at 3:37 pm

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Stati, confini, territori, politica.

Steven Forti | Catalogna, una settimana cruciale. Come evitare il baratro | Micromega
L’attenzione si è abbassata, ma il tema è aperto. “Quello catalano è un problema politico, che riguarda tutta la Spagna, un paese che sta vivendo una crisi multilivello profonda: è necessario avviare un vero dialogo politico – completamente assente nell’ultimo lustro – con la proposta di soluzioni che permettano di superare un’impasse che potrebbe essere eterna, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Iniziando da una riforma della Costituzione e valutando la possibilità della celebrazione in Catalogna di un referendum di autodeterminazione accordato sullo stile scozzese nel futuro prossimo. 
Tutto è possibile. Basta che ci sia la volontà politica, degli uni e degli altri. Senza perdere altro tempo. Senza scaldare di più gli animi. Senza mettere ancora di più a rischio le istituzioni catalane recuperate dopo la fine della dittatura franchista. Senza usare solo i tribunali per risolvere un problema che è politico. Senza rischiare di portare un paese europeo verso il baratro.”   Leggi il seguito di questo post »

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Destra e sinistra. Anno 2017.

In Ponti di vista, Uncategorized on settembre 12, 2017 at 2:51 pm

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Stefano Fait va preso così com’è, non si può fare altrimenti. Un prezioso “rompiscatole”. Un produttore a getto continuo di provocazioni [non è una critica, anzi] che hanno spesso le proprie radici nell’attenta analisi del presente – senza lesinare su dati e approfondito raccordo delle fonti – e sguardo proiettato nel futuro, il tempo nel quale – per quello che lo conosco – si sente certamente più a suo agio. Aspetto, quest’ultimo, che gli rende onore.

In questo caso i suoi due cents quotidiani trovano spazio nel blog che periodicamente anima all’interno del quotidiano online Il Dolomiti. Non perdendo di vista i confini del Trentino-Alto Adige (attraversati in questi mesi da scricchiolii preoccupanti della tenuta socio-politica che da almeno venti anni li caratterizzano) il suo pezzo stressa l’ipotesi di una nuova fase politica nascente – da Trump a Macron, passando per una serie di altri leader a diverse latitudini – che parta dall’entrata in scena di quelli che lui definisce “neutri integratori”. Personaggi capaci di interrompere lo stillicidio del contrasto tra tifoserie di destra e sinistra e di produrre – pragmaticamente – “soluzioni che vadano a beneficio di tutti, prendendo il meglio delle proposte della destra e della sinistra e superando gli infiniti impasse che hanno reso disfunzionali le nostre società e prassi politiche”. 

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Appunti di lettura | 36.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 22, 2017 at 9:11 pm

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Odio le vacanze. Da sempre soffro queste parentesi che sanciscono – nell’idea più diffusa e, a mio modo di vedere, decisamente sbagliata – il momento del relax salvifico all’interno della lineare gestione del tempo lavorativo e, più in generale, di quello della nostra esistenza. Fatico a credere nella possibilità di gestire la vita attraverso un interruttore che ha solo due posizioni: on e off. In questi giorni d’agosto – un po’ al mare e un po’ in montagna – non riesco a smettere di pensare a ciò che, una volta tornato a Trento, mi piacerebbe provare a fare nei campi che ormai da tempo attirano la mia attenzione: il (mio) lavoro, la politica, l’innovazione.
Non mancano gli spunti di interesse che meriterebbero ognuno un approfondimento specifico che per il momento non ho il tempo di affrontare. Intanto quindi procedo con la produzione di un paio di – qui sotto la prima – raccolte di articoli che condivido con i lettori di questo blog.

*Un’agenda politica possibile e necessaria

Redazione | Governare il caos | Rena
La mia Summer School preferita. Sfortunatamente la salterò, ma per governare il caos certo non sarà sufficiente stare insieme un fine settimana di agosto. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 35.

In Ponti di vista on agosto 2, 2017 at 3:42 pm

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Leggere come strumento di comprensione dell’esistente e condizione necessaria per poterlo migliorare. In questa raccolta di articoli si parla molto di città, mescolando linguaggi e approcci, argomenti ed esperienze. Poi la tecnologia e le sue ricadute sulle nostre esistenze. Tema che dovrebbe far parte – seriamente – di un’agenda politica per il futuro, che troverete abbozzata negli Appunti di lettura numero 36. Buona lettura.

*La città, o meglio le città…

Yona Friedman | La città continente | Quodlibet
Nel 1974 qualcuno aveva già intuito i possibili sviluppi (anche positivi) delle trasformazioni urbane. L’emersione di città che si fanno – collegate tra loro – continente potrebbe essere un’evoluzione interessante per l’Europa. Friedman lo disse, in tempi non sospetti. “L’Europa, e più precisamente l’Unione Europea, sta assumendo l’aspetto della prima città-continente: una città che ricopre un intero continente senza invadere le zone agricole. I terreni agricoli fanno parte della città, ne occupano gli interstizi; l’agricoltura diventa urbana.

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Pagine senza soluzione…

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 21, 2017 at 7:03 pm

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Se lo spaesamento è oltre il livello di guardia – e lo è certamente – ben vengano libri che tentano di mettere ordine, offrendo interpretazioni utili a una comprensione più profonda e diffusa delle principali questioni sul terreno. Se il senso di inadeguatezza, personale e collettivo, di fronte alla complessità del mondo è un compagno di viaggio quotidiano – lo è per me, non lo nascondo – sarebbe lodevole, e urgente, lo sforzo di forgiare pensieri adatti a offrire strumenti teorici e pratici per continuare a mettere un passo dopo l’altro sul sentiero, oggi piuttosto tortuoso e non battuto, che ci deve condurre verso il futuro.

Immagino – almeno lo spero – che chiunque decida di gettarsi in quest’impresa si ponga l’obiettivo minimo di alzare lo sguardo sopra il pelo dell’acqua della sterminata – troppo? – “bibliodiversità” che li circonda. Una produzione a ciclo continuo capace di intasare gli scaffali delle librerie generaliste (oltre a quelle degli autogrill, quelle virtuali dei bookstore online, degli innumerevoli festival che ingolfano i calendari e ravvivano le piazze) di tomi dedicati ai fenomeni più rilevanti della contemporaneità. Centinaia ad esempio sono state le pubblicazioni dedicate negli ultimi mesi all’inattesa elezione di Donald Trump. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 31.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 7, 2017 at 8:19 am

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Lavoro e reddito.

Yuval Noah Harari | Il senso della vita in un mondo senza lavoro | The Guardian
Se c’è un tema potente, cruciale e allo stesso tempo sfuggente è quello del lavoro, declinato nella sua visione futura. “The crucial problem isn’t creating new jobs. The crucial problem is creating new jobs that humans perform better than algorithms. Consequently, by 2050 a new class of people might emerge – the useless class. People who are not just unemployed, but unemployable.” Abbiamo bisogno di visioni (anche parziali), di immaginari da mettere alla prova.

Marco DottiFrancesco: «C’è un’economia senza volto che uccide il lavoro, l’impresa, il sociale» | Vita
Un Papa popolare (quasi populista) affronta le contraddizioni del mondo – precario – del lavoro. Le sue sono parole ruvide, rispetto alle quali non si dovrebbe (come sembra accadere sempre più spesso) rimanere indifferenti. L’impresa ha bisogno di virtù, così come la democrazia, perché il bisogno «dei lavoratori e delle lavoratrici è il bisogno di fare il lavoro bene perché il lavoro va fatto bene. A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato: questa è una grave disistima dei lavoratori e del lavoro, perché nega la dignità del lavoro, che inizia proprio nel lavorare bene per dignità, per onore. Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora con loro”. Leggi il seguito di questo post »

Présidentielle2017 – In attesa del secondo turno parliamo della startup Macron…

In Ponti di vista on aprile 24, 2017 at 11:14 pm

francia_votoArticolo scritto per punti secchi, che non vuole essere una riflessione organica sul voto francese che non mi sentirei di riassumere in una paginetta. I miei sono spunti di riflessione che nascono da quella che da tempo descrivo come una personale solitudine di fronte alla politica, una solitudine che – solo per il momento, spero – mi rende difficile sentirmi partecipe alle esperienze esistenti in campo, in Italia come in Europa. Non per questo smetto di guardare con interesse a ciò che accade, tentando di interpretare al meglio la realtà che mi circonda. Ecco i miei cinque sassi, lanciati nello stagno.

1) E se (viva le provocazioni) la situazione non fosse poi così diversa rispetto al 2002? Lasciamo stare – almeno per un attimo – il disfacimento dei partiti tradizionali (verissimo!) per concentrarci su come sta reagendo la Francia al ritorno al secondo turno delle presidenziali di un membro della famiglia Le Pen. Tutti – da Fillon a Hamon, per rimanere nel campo degli sconfitti eccellenti, da destra a sinistra – a difesa della Republique dal pericolo (reale, si capisce, ma pure fortemente strumentalizzato) Front National? Una difesa di principio – con la probabile sola eccezione di Melénchon – che non mi sembra prenda del tutto in considerazione la profondità della crisi politica e di visione che l’Occidente intero sta attraversando. Leggi il seguito di questo post »

Applico alla vita puntini di sospensione [cit.]

In Ponti di vista on aprile 12, 2017 at 7:38 am

Sabato scorso si è concluso – presso Impact Hub Trentino-Alto Adige, con il decisivo contributo di Francesca Santaniello, Flaviano Zandonai e Alessandro Pirani – il percorso di In.Gio.Co, iniziativa formativo/progettuale dedicata ai responsabili dei Piani Giovani di Zona della Provincia Autonoma di Trento. Quattro mezze giornate che – oltre alla costruzione di una comunità leggera e allo stesso tempo ricchissima di competenze e informazioni su territori tra loro molto diversi – hanno portato alla realizzazione di un materiale che abbiamo intitolato “Manuale tascabile di (auto)sovversione in sei mosse”. Sei cartoline per altrettante fasi, accompagnate da due brevi testi di inquadramento, di indirizzo generalissimo e necessariamente non esaustivo. Uno strumento aperto, nella migliore delle ipotesi una sorta di “Arduino” della progettazione e dello sviluppo territoriale. Un prototipo, il primo prototipo, che, visto il costo relativamente contenuto della stampa, ci potremo permettere anche di implementare e correggere tra qualche mese se dal suo uso – libero e sperimentale, necessariamente relazionale – emergessero modifiche rilevanti da apportare alla sua versione beta. Leggi il seguito di questo post »

La cultura è in trasformazione – Intervista a Bertram Niessen (CheFare)

In Ponti di vista on aprile 3, 2017 at 2:18 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

CheFare è uno (non l’unico fortunatamente) dei luoghi culturali e politici più sani e ricchi di cui disponiamo in questo momento.

È parte – come diverse altre iniziative, principalmente dal basso e ai margini di quello che potremmo definire mainstream – di quella molteplicità di realtà che hanno nel proprio dna il «compito infinito» del pensiero utopico.

È una pentola che ribolle e che apparentemente non trova ancora – ma è solo questione di tempo – il sistema d’innesco per esplodere definitivamente, per contagiare ciò che lo circonda. C’è bisogno di lavorarci continuamente, in forme sempre più diffuse e collaborative, continuando a rimescolare l’impasto che anni di ricerca, relazioni e progettualità hanno reso ricchissimo e concentrato, senza per questo far perdere le particolarità dei sapori che in esso si combinano.
Con Bertram Niessen abbiamo dialogato a margine della presentazione del libro «La cultura in trasformazione» – ed. Minimum Fax, 2016 – che rappresenta un tentativo di fotografia dello stato dell’arte dell’esperienza di CheFare, realizzato attraverso la raccolta di interventi di alcuni protagonisti delle politiche culturali. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 26.

In Libri con le orecchie... on marzo 12, 2017 at 9:31 pm
Charlie_Davoli

di Charlie Davoli, da Photographize

Zuckerberg & co., potenzialità e rischi.
Quando scendono in campo protagonisti di tale portata vale la pena dare un’occhiata ai loro pensieri.

Mark Zuckerberg | Building global community | Facebook
Il testo, il discorso, il manifesto.

Diletta ParlangeliMark Zuckerberg e il mondo secondo Facebook: in un post i nuovi obiettivi | Wired
“Negli ultimi dieci anni, Facebook si è focalizzato nel mettere in contatto amici e familiari. Il nostro prossimo obiettivo sarà quello di sviluppare l’infrastruttura sociale per la nostra comunità – per sostenerci, per tenerci al sicuro, per informarci, per l’impegno civico e per l’inclusione”

Sandro ModeoIo, che ho letto tutti e 23 i libri della lista di Zuckerberg, vi spiego come funziona la testa di mister Facebook | Corriere della Sera
“È come se da quel sottotesto – e più in generale dalla visione che Zuckerberg condivide con tanti colleghi o politici – fossero state espunte tutte quelle parole («solitudine», «emarginazione», «disagio», «disperazione», fino all’impronunciabile «suicidio», che pure riguarda tanti imprenditori o giovani precari) da stipare nei libri tristi di certa sociologia, se non da tenere ben nascoste, come i degenti di un manicomio. Leggi il seguito di questo post »