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Libri con le orecchie / 8.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 13, 2015 at 12:56 pm

11846560_10205853056340513_5625436530888357689_nQualche mese fa – appena letto dell’imminente uscita – scrissi alla casa editrice Rizzoli per poter organizzare a Trento una presentazione con Sebastiano Vassalli del suo “Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia.” (Rizzoli, 2015, 16,50 euro). Non ricevetti risposta. Qualche tempo dopo Vassalli se ne è andato – il 26 luglio scorso – e con lui la possibilità di coinvolgerlo in una chiacchierata attorno alla sua preziosa inchiesta sull’Alto Adige. Il tema rimane però di assoluta attualità. Anche in queste giornate agostane, “riscaldate” ancor più dalle polemiche esplose dopo la decisione degli Schutzen di piantare – nell’anno del Centenario della Prima guerra mondiale – una serie di croci su quello che un tempo fu il confine meridionale dell’Impero austro-ungarico. Qualcuno parlerà di folklore, altri di provocazione politica, altri ancora minimizzeranno in nome di un fascino pangermanista che fa capolino – marginalmente – anche in provincia di Trento.

Fatto sta che dentro l’idea di marcare simbolicamente (usando il ricordo dei propri – propri di chi? – morti ) i limiti dell’Impero si combinano perfettamente le tre dimensioni problematiche che Vassalli raccoglie nel suo libro.
La prima. La presenza dell’odio, protagonista più o meno invisibile, che si alimenta di quelle che l’autore bolla come “coltivazioni di fandonie” travestite da verità. La seconda. La fragilità, e per certi versi l’inutilità e la pericolosità intrinseca, dei confini così come li abbiamo tracciati e conosciuti nel secolo scorso, dentro e fuori l’Europa. La terza. I nuovi errori politici, nel presente, che non possono rappresentare in alcuna maniera correzione per la serie innumerevole di errori già commessi in passato.
Quelle croci infatti sono strumento di una propaganda scivolosa e divisiva, dalle basi storiche traballanti e dal retrogusto d’odio. Leggi il seguito di questo post »

La necessità del tradimento…

In Ponti di vista on Mag 21, 2011 at 10:28 pm

Tradire deriva dal latino “tradere” e porta con sè il significato di “consegnare”. Tradire, in sostanza, significa tradire una consegna, cioè un ordine, un sistema precedente, in nome di una nuova consegna, di un nuovo ordine, di un nuovo sistema. Esso sancisce dunque il dramma del passaggio dal vecchio al nuovo e quindi in sostanza l’eterno dramma del processo evolutivo. (Ada Cortese)

1X2. Trovo molto difficile la lettura dei dati elettorali. Bisognerebbe saper distinguere qualche piccolo segnale in controtendenza da una società che non è cambiata certamente nel giro di un weekend. Si dovrebbe andare oltre quella che è la stucchevole procedura calcistica della sottolineatura del risultato, diverso a seconda degli schieramenti. E’ probabile che non sia sufficiente la sconfitta di Silvio Berlusconi nel referendum lanciato sulla sua figura per dire superata la fase del berlusconismo di cui tutti in qualche maniera siamo in parte contagiati, basti pensare alla comune predisposizione all’odio verso l’avversario (politico e non solo) che respiriamo quotidianamente. Leggi il seguito di questo post »