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Posts Tagged ‘libertà’

The new Periscope…

In Ponti di vista on aprile 6, 2015 at 11:13 PM

laurent chehereSiamo nel bel mezzo – non da oggi – di una fase di profonda trasformazione del mondo dell’informazione. I media tradizionali – che siano giornali o tv generalista – non se la passano bene. Oggi è la Rete (nel bene e nel male) a dettare i tempi del dibattito, o dello scontro, e a rappresentare lo spazio privilegiato dei ogni tipo di comunicazione. Nessuno ne può apparentemente fare a meno. Gli investimenti in ricerca e sviluppo di nuova tecnologia sono cospicui ad ogni latitudine, così come le opportunità che genera questa tempesta di innovazione che ci sta investendo. Non sono da meno i rischi connessi, così come avviene naturalmente ad ogni cambio d’epoca. Siamo certi di possedere la consapevolezza necessaria per affrontare tutto questo?

L’evoluzione degli strumenti a nostra disposizione viaggia a ritmi che rischiano di metterci seriamente in difficoltà. Da semplici fruitori di notizie e dati siamo diventati a tutti gli effetti produttori di contenuti, in ogni istante della nostra giornata. Dapprima come blogger (minoranza sufficientemente qualificata, ma comunque minoranza), poi partecipando a sempre più frequenti esperienze di citizen journalism, infine tramite le piattaforme social, vera e propria “liberalizzazione” dello spazio web. E’ innegabile lo stimolo che le (sempre) nuove tecnologie offrono alla crescita di un contesto privo di confini visibili, geografici e di contenuto. E’ altrettanto evidente che la “potenza” a nostra disposizione è talmente rilevante da poter ambire alla costituzione di un nuovo concetto di democrazia su scala planetaria (nella migliore delle ipotesi) o, al contrario, a contribuire alla distruzione della nostra stessa umanità. Leggi il seguito di questo post »

#JeSuisConfus

In Ponti di vista on gennaio 15, 2015 at 11:49 am

yoppy iphone 6 coda giappone-800x500_cCapita a volte di sentirsi spaesati. Devo essere sincero, vedendo alcune immagini delle code chilometriche davanti alle edicole o della corsa all’apertura dei centri commerciali, ho associato il clima attorno all’uscita del nuovo numero di Charlie Hebdo a quello – altrettanto febbrile – per la premiere dell’ultimo modello di Iphone. Potrebbe sembrare un’affermazione cinica, che non tiene in debita considerazione la legittima solidarietà che in moltissimi hanno voluto esprimere a una redazione decimata da un atto barbaro e ingiustificabile. Certamente più cinico di me è però chi – e non sono pochi – qualche ora dopo l’acquisto ha trasformato un atto di partecipazione collettiva in un’opportunità di business del tutto personale, utilizzando eBay per mettere all’asta la propria copia del giornale, molto richiesta sul web. Arte dell’arrangiarsi ma anche, inutile negarlo, una tendenza a rendere materiali (monetizzabili) anche valori e ideali, ridotti in questa maniera a semplice merce. Nel momento in cui tutti condividono #JeSuisCharlie, io continuo a sentirmi spaesato. #JeSuisConfus.
Sorvoliamo ora per un momento le situazioni appena descritte, che potremmo derubricare come marginali e statisticamente irrilevanti se rapportate ai numeri enormi raggiunti dalla distribuzione di Charlie Hebdo questo mercoledì. Concentriamoci invece sulla massa di coloro che di buon mattina sono scesi in strada per accaparrarsi un giornale che – per una vastissima maggioranza – non avevano mai comprato. Un gesto dettato dall’urgenza comunemente sentita di dare un segnale di vicinanza ai giornalisti attaccati a colpi di kalashnikov. La ricerca di un atto di speranza che rompesse la solitudine di chi si sente in pericolo. Un gesto simbolico a difesa della libertà di opinione. Tutte motivazioni corrette e assolutamente legittime, che non fanno venire meno però un dubbio legato alla superficialità con cui ci stiamo approcciando ai fatti di Parigi. Leggi il seguito di questo post »