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Posts Tagged ‘libri’

Applico alla vita puntini di sospensione [cit.]

In Ponti di vista on aprile 12, 2017 at 7:38 am

Sabato scorso si è concluso – presso Impact Hub Trentino-Alto Adige, con il decisivo contributo di Francesca Santaniello, Flaviano Zandonai e Alessandro Pirani – il percorso di In.Gio.Co, iniziativa formativo/progettuale dedicata ai responsabili dei Piani Giovani di Zona della Provincia Autonoma di Trento. Quattro mezze giornate che – oltre alla costruzione di una comunità leggera e allo stesso tempo ricchissima di competenze e informazioni su territori tra loro molto diversi – hanno portato alla realizzazione di un materiale che abbiamo intitolato “Manuale tascabile di (auto)sovversione in sei mosse”. Sei cartoline per altrettante fasi, accompagnate da due brevi testi di inquadramento, di indirizzo generalissimo e necessariamente non esaustivo. Uno strumento aperto, nella migliore delle ipotesi una sorta di “Arduino” della progettazione e dello sviluppo territoriale. Un prototipo, il primo prototipo, che, visto il costo relativamente contenuto della stampa, ci potremo permettere anche di implementare e correggere tra qualche mese se dal suo uso – libero e sperimentale, necessariamente relazionale – emergessero modifiche rilevanti da apportare alla sua versione beta. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 18.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on settembre 21, 2016 at 11:30 pm

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Viviamo un tempo di grande confusione. Le contraddizioni non si contano nell’interpretazione di fenomeni che ci circondano. L’importante è continuare a osservarli, praticando il dubbio e la curiosità…sapendo che da sole non basteranno.
Buona lettura.

Europeismi fragili.

Adriano Sofri | E’ la nostalgia a spiegare la radicalizzazione dell’Europa | Il Foglio
“Due nostalgie crescono e si fanno prepotenti nell’Europa di oggi, e si contrappongono fino ad aggredirsi ed escludersi, confiscando e svuotando la nostalgia comune per la terra cui tutti apparteniamo e che da tutti e per tutti è minacciata. Divisi dalle nostre nostalgie, le stiamo rendendo opposte e nemiche, e ci ammazzeremo a vicenda in loro nome. Se sapessimo fraternizzare in nome della nostalgia comune per la terra minacciata, per la nostalgia del futuro che è la vera terra promessa e rubata delle generazioni cui affidiamo il senso del nostro passaggio, diventeremmo un buon partito.” Probabilmente il più bel pezzo sulla crisi d’Europa che io abbia letto in questi ultimi mesi.

Dario Di Vico | L’europeismo tradizionale che scopre le diseguaglianze | Corriere della Sera
“La verità è che l’europeismo tradizionale non ha mai coltivato una propria teoria della società, considerata per lo più come una costellazione di lobby. Ha sempre temuto che le ansie dei ceti medi e delle working class si tramutassero in ostacoli elettorali al processo di integrazione e modernizzazione. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 13.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista, Uncategorized on aprile 3, 2016 at 6:40 pm

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Confini. Frontiere. Immigrazione. Cittadinanza.

Marco DottiRefugees. Saskia Sassen: “History will not treat European policy makers kindly” | tysm.org
“History will not treat the European policy makers kindly.” Se vogliamo capire quali sono le caratteristiche dei flussi migratori di questo tempo dobbiamo leggerne la complessità e le sfumature. Solo così anche le risposte che metteremo in campo saranno all’altezza.

Matthieu AmarèAperta e senza frontiere: l’Europa allo stato grezzo | cafebabel
Uno sguardo diverso sull’Europa. Jef Bonifacino spiega che l’Europa è paradossalmente più variegata senza frontiere: «Più grezza, difficile da vivere, ma aperta.» 

Innovazione.

Piero Dominici | I rischi di una cittadinanza senza cittadini | FPA
Dove possiamo identificare il punto di caduta del processo di nuova infrastrutturazione delle nostre comunità in termini di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nelle scelte democratiche? Nell’incapacità (o impossibilità) da parte dei cittadini di essere informati e “capaci di produrre/elaborare/condividere conoscenza”. Serve una trasformazione culturale…

Laura La PostaSostenibilità sociale chiave dello sviluppo | Sole 24 Ore
«Il modello di Welfare State totalista (non totalitarista: attenzione), nel quale si affida allo Stato il compito di preoccuparsi della condizione di vita dei cittadini (dalla culla alla bara) non è più sostenibile, sia a livello economico (perché alimenta la voragine del debito pubblico), sia perché non rispetta la dignità delle persone assistite, essendo un modello paternalistico e assistenzialista – spiega Zamagni -. Negli ultimi dieci anni è iniziata una transizione culturale verso un welfare plurale, nel quale l’ente pubblico, i soggetti privati, il terzo settore colmano tutti assieme i buchi del welfare totalista, lasciati aperti dalla riduzione dei fondi a scopi sociali (per la sanità, le pensioni, i sussidi, l’istruzione, ecc)». Dentro questo schema si inserisce – e va inserita con grande attenzione e partecipazione – l’iniziativa WelfareKm0. Un cambio nell’approccio alle politiche sociali e all’intervento sulle marginalità che ha bisogno di essere condiviso e implementato.
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Appunti di lettura | 8.

In Ponti di vista on gennaio 14, 2016 at 11:41 pm

tumblr_n209d59pvT1r59b0ho1_500Mi rendo conto che quelli ammassati qui sotto sono una sfilza senza capo ne coda di articoli tra loro diversissimi, buttati nel blog appunto con l’ordine (assente) caratteristico di un ammasso aggrovigliato di idee, di ipotesi, di suggestioni. Prendetele così – cercando di ricavarne il meglio – come dovreste fare in questo periodo anche se vi capitasse di incontrarmi di persona. Mille rivoli di dubbi, pagine di domande in attesa di risposte convincenti, passettini discreti nel contesto che mi circonda e per il quale ammetto di non avere particolari certezze da regalare. Sono inquieto e fragile, e allo stesso tempo incuriosito e stanco. Buona lettura.

Flaviano Zandonai | Economia reale e innovazione sociale | Fenomeni – Vita
Una mappa per orientarci nel nuovo anno. Non si negano le contraddizioni, ma si affrontano senza paura e con voglia di capirci qualcosa in più. Sperimentando e verificando – appunto – l’evoluzione dei fenomeni. Questo sta alla base dell’innovazione, se vogliamo davvero provarcie e non solo raccontarcela.

Luca De Biase | Cambia il lavoro nella on demand economy | blog.debiase.com
“E’ necessaria una riformulazione del problema. Perché non si torna indietro. Ma non si può neppure vivere come se la precarietà fosse un valore.” La descrizione dell’esistente funziona, mi convince meno l’ipotesi che ci viene offerta per il futuro. Il dibattito è aperto.

Laura Colciago | Sharing Economy nel 2016 | lauracolciago.it
Irene GiuntellaTurismo e sharing economy, tutti i numeri (e i problemi) | Il Sole 24 Ore
L’economia della condivisione è stata il tema – alemeno tra gli addetti ai lavori – il tema dell’anno. Chiedendo a una platea di venti diciassettenni in questi giorni non ho trovato in nemmeno uno di loro la consapevolezza (o meglio ancora, la conoscenza) del fenomeno. Ci arriveranno appena ne avranno bisogno, forse già in questo 2016 che sarà decisivo per valutare potenzialità e problematiche di questo nuovo paradigma economico e culturale. Leggi il seguito di questo post »

Libri con le orecchie / 7.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 7, 2015 at 3:32 pm

IMG_20150807_151708Di libri con a tema “la sinistra” ne sono stati scritti molti e certamente altri troveranno ancora spazio sugli scaffali delle librerie. Meno numerosi sono quelli che possono davvero dirsi utili a leggere i contesti (complessi) e a favorirne una definizione meno superficiale e sommaria. In questi mesi mi è capitato di leggerne un paio dai tratti interessanti. Romano Prodi – intervistato da Marco Damilano – e Giuliano Da Empoli, tutto da solo, si cimentano nella rilettura degli ultimi turbolenti vent’anni della politica italiana. Gli stili sono diversi. Intervista rigorosa la prima, monologo a tratti barocco e autocompiaciuto il secondo, hanno il pregio entrambi di muoversi in maniera molto libera dentro quelli che sono temi che ancora oggi dividono sanguinosamente l’Italia e contribuiscono a renderne l’interlocuzione politica faticosa, perennemente arrabbiata, povera e infruttuosa.
Prodi è puntiglioso nel rendicontare la sua esperienza – in chiaroscuro – all’interno del centrosinistra italiano, quello delle speranze coltivate e deluse nell’esperienza dell’Ulivo nata attorno alla sua discesa in campo. Da Empoli prende a schiaffi lo stesso periodo storico, i politici che lo hanno attraversato e i non sempre edificanti costumi della società che ne è stata plastica rappresentazione. Alla missione incompiuta (filo conduttore di entrambi i volumi) segue la missione da compiere, che nello scritto di Da Empoli prende forma attorno alla ribalta di una nuova classe dirigente composta da quarantenni.

Se è evidente – e lo dice bene Da Empoli – che  oggi i quarantenni in alcuni ruoli apicali si sono assunti la propria responsabilità (sgomitando e talvolta rottamando, spesso ripetendo le gesta tattiche di chi volevano rottamare), è altrettanto chiaro che per affrontare la missione a cui Prodi si riferisce è mancata e probabilmente manca oggi più che allora la capacità di far crescere collettivamente un’esperienza di trasformazione politica e sociale per la quale i confini italiani (e di qualunque altro stato nazionale) sembrano troppo angusti. Leggi il seguito di questo post »

Libri con le orecchie…/4

In Libri con le orecchie... on gennaio 12, 2015 at 12:14 am

Image-1 (1)Tre rapidi consigli per la lettura, che ci aiutano ad avere qualche strumento in più per leggere il contesto complicato di questo inizio 2015. Due brevi saggi e un romanzo.

| GiudaAmos Oz |
Feltrinelli, 2014 (18,00 Euro)
Un romanzo certo, ma con sullo sfondo il tema (a me particolarmente caro) del tradimento (1 | 2). Affrontato con delicatezza e curiosità. Guardando al Medio Oriente, all’Europa e ad ogni altro angolo del mondo. Oltre che ad ognuno di noi…
[…] Lo chiamavano traditore perché la remota possibilità che si era aperta a metà degli anni Trenta per l’aspirazione a fondere uno stato ebraico indipendente, per quanto con un minuscolo pezzo di terra, questa remota possibilità aveva conquistato gli animi. Anche il mio. Abrabanel, dal canto suo, non credeva in nessuno stato. Neanche in uno stato binazionale. Neanche in uno stato comune a arabi ed ebrei. Era l’idea in sé di un mondo diviso in centinaia di stati con frontiere, filo spinato, passaporti, bandiere, eserciti e monete diverse, che trovava assurda, arcaica, primitiva, omicida, ormai superata, che doveva quanto prima estinguersi. Mi diceva: perché avete tanta fretta di fondere qui nel sangue e nel fuoco uno staterello lillipuzziano, a prezzo di una guerra eterna, che tanto ben presto non ci saranno più stati al mondo e al loro posto ci saranno comunità di gente che parla lingue diverse e vivranno le une accanto alle altre facendo a meno di quei nefasti giocatoli che sono i fucili e gli eserciti e le frontiere e la vasta gamma di strumenti di distruzione?” […] Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare /17.

In Una storia da raccontare on luglio 28, 2014 at 10:26 am

edward-burtynsky-water025Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma, anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.
– Patti Smith –

Due passi al mercato, attraverso il centro di Gerusalemme, verso casa di Yousef. Dalla Porta di Damasco e le sue bancarelle dovevo dirigermi fino alla Porta dei Leoni. Mi aveva invitato a pranzo, avevo accettato volentieri. Nel tragitto, una camminata di un quarto d’ora a passo tranquillo, avevo la possibilità di rivedere i luoghi già visitati nei miei precedenti viaggi. Da lontano vedevo la cupola dorata che dominava la spianata delle moschee, ad ogni angolo i check point che per lunghe ore della giornata impedivano l’accesso agli arabi a quel luogo di culto tanto conteso. Più o meno a metà strada indicazioni multilingue indicavano la strada verso nuovi scavi archeologici finanziati dal governo israeliano. Erano diventati famosi quando per alcuni giorni una vasta zona della città era stata interdetta al passaggio dei cittadini non israeliani per tutelare scoperte che si dicevano essere straordinarie. Si raccontava fossero stati rinvenuti i resti del famoso tempio del re Salomone. Nessuno documento ufficiale certificava il ritrovamento, ma le sole voci a riguardo facevano crescere la tensione in città. Per giorni giovani arabi e militari israeliani si fronteggiarono nel centro cittadino con lancio di pietre e lacrimogeni, arresti e feriti. La strana normalità di una città attraversata da ferite così profonde e da contraddizioni all’apparenza insanabili. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare /15.

In Una storia da raccontare on maggio 28, 2014 at 9:44 am

3757570914_05eba6e592_oLa sensazione era che fossero in due a salire le scale. Passo frettoloso, reso ancora più rumoroso dai vetri rotti e dai calcinacci di cui erano ricoperti i gradini. La struttura della fabbrica era fortemente compromessa e la spessa coltre di neve che pesava sul tetto non ne favoriva l’equilibrio.
Quelle scale venivano usate solo da chi era a conoscenza dell’ufficio. Gli spazi occupati dagli altri abitanti erano altrove. Chi saliva le scale doveva certamente venire verso quella stanza. Calò il silenzio.
Irene si spinse contro il muro, sul lato opposto rispetto alla porta. Roberto appoggiò la mano sulla maniglia metallica, aspettando che venisse aperta da un momento all’altro. I passi si fermarono e l’unica cosa che rimaneva in movimento era il denso fumo del respiro che il freddo faceva uscire dalle bocche. Respiri lenti, d’attesa.
Roberto si sporse in avanti, a mettere peso sulla porta, temendo che qualcuno la spingesse catapultandosi dentro la stanza. Magari gli uomini armati della notte precedente, oppure la polizia che sicuramente li stava cercando. Il dolore alla gamba rimaneva forte, ma riusciva a stare in piedi. Non avrebbe offerto grande resistenza in caso di irruzione, ma era meglio di niente. Leggi il seguito di questo post »

Libri con le orecchie… /1.

In Libri con le orecchie... on febbraio 26, 2014 at 10:35 pm

foto (6)Claudio Magris
Segreti e no
Bompiani (2014)
55 pp. / 7 euro

Il tema della segretezza (del potere e non solo) al tempo dello streaming.

“Un mio cugino, di dieci anni più giovane di me, quando era un bambino desiderava ardentemente che gli regalassi un distintivo da agente segreto. Essere agente segreto era la cosa che gli stava a cuore più di ogni altra e in questo assomigliava non solo a tanti altri bambini, ma anche agli adulti.”

“Il segreto politico è forse quello che dimostra più di ogni altro la natura di potere insita nel segreto stesso, in ogni segreto, e anche la sua franchigia rispetto alle leggi della morale. Il custode del segreto (o lo scopritore del segreto del nemico) ignora, nel suo agire, le norme morali e persegue, nella totale indifferenza rispetto ai mezzi, il fine che giustifica ogni operato, ossia la difesa o la cancellazione del segreto ovvero la sua scoperta e la sua ostentazione, se si tratta del segreto del nemico.”

“La più bella difesa del segreto l’ha forse scritta un grande autore italiano barocco, Torquato Accetto, nel suo capolavoro Della dissimulazione onesta. Se simulare comunica il falso, dissimulare può essere un modo non di falsificare la verità, bensì di rispettare il suo pudore. Non apre cassetti che potrebbero esplodere distruttivi, ma lascia che il loro potenziale esplosivo si disinneschi poco a poco, senza portare precipitosamente rovina.”

Recensione su Doppiozero.com Leggi il seguito di questo post »