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Posts Tagged ‘margini’

Appunti di lettura | 32.

In Ponti di vista on giugno 12, 2017 at 7:01 am

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Christian Raimo | Il leader morale del mondo | minima&moralia
Una preziosa intervista di Christian Raimo. Una garanzia.

“In questo momento, guardando la situazione del mondo – come mi ha detto un leader musulmano che lo conosce – è che il 13 marzo 2013 non sia stato eletto solo il capo della chiesa cattolica, ma un leader morale del mondo. E questo oggi lo sento quanto mai vero, vedendo la tensione, la paura, i muri che vengono costruiti: è l’unica grande figura di riferimento globale.”

“Ai giovani chiede di fare casino, di hacer lio come si dice in spagnolo. L’invito fondamentale che viene fatto ai giovani è anche di protestare, non tappare dentro la propria energia. Una cosa che mi colpì molto è quando incontrò i giovani cubani – e fu un incontro ad alto potenziale elettrico dove c’erano ragazzi di ogni tipo, anche quelli di Juventud Rebelde. Lui fece un discorso ecumenico: disse mettetevi tutti insieme per costruire la società, cristiani, comunisti, magari scazzatevi – non ha usato questo termine, ma il senso era quello – però insieme. Tutti insieme. Questa idea ovviamente ha dell’utopico, ma non un’utopia astratta, ma radicata nella vita di ciascuno.”
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Roma/Trento. Così lontane, così vicine.

In Ponti di vista on settembre 30, 2016 at 3:21 pm

precipizio.jpgE’ difficile, ma estremamente stimolante, provare a interloquire a distanza – con una persona che nemmeno si conosce – fuori dal chiacchiericcio che ammorba il dibattito pubblico, nel solco di un ragionamento articolato che prenda in considerazione lo stato dell’arte del pensiero e dell’azione politica, a Roma come altrove. Dato per scontato – come si dovrebbe fare ormai senza dubbio alcuno anche in campo economico – che la crisi che stiamo attraversando non è congiunturale ma di sistema, si dovrebbero porre le basi per agire di conseguenze, ipotizzando interventi altrettanto sistemici e non estemporanei.

Rispondo con particolare piacere alle sollecitazioni romane di Silvano Falocco perché gli echi che provengono dalla Capitale trovano – non senza un pizzico di sorpresa – risonanza quassù al nord, in un contesto che a un primo sguardo potrebbe apparire totalmente altro dalla palude dentro la quale è bloccata la città di Roma. Area metropolitana contro piccola città montana. Simbolo del centralismo statuale contro capoluogo di una Regione e di una Provincia autonoma, ipotesi avanzata di decentramento e autogoverno del territorio. Stereotipo della disorganizzazione contro modello di efficenza riconosciuto e apprezzato.
Differenze rilevanti, certo, ma che non riescono – almeno ai miei occhi – a nascondere le similitudini che avvicinano la condizione, per entrambe di difficoltà, delle due Giunte in carica. Leggi il seguito di questo post »

Quando “parlare come si mangia” può diventare pericoloso

In Ponti di vista on agosto 10, 2016 at 8:34 am

lost-places-1549096_1920Breve controreplica all’intervento (lo trovate a fondo pagina) a firma di Rodolfo Borga, pubblicato sul Corriere del Trentino lo scorso 6 agosto.

Non mi aspettavo che Rodolfo Borga fosse d’accordo con me. Il fatto poi che non condivida le idee da me espresse e le possa – a suo modo – criticare non solo fa parte della normale dinamica democratica, ma anzi dovrebbe essere caratteristica fondante di un contesto politico vivace. Peccato che la sua sia a oggi l’unica risposta a una riflessione, quella che ho abbozzato qualche giorno fa, che chiama invece in causa una vasta platea di potenziali interlocutori all’interno della comunità trentina. In queste poche righe – senza alcun obiettivo polemico – cercherò di proporre tre questioni che a mio modo di vedere emergono dalle parole di Borga e che meritano di essere riprese e commentate. Tre temi che, è bene dirlo, vanno ben oltre quelli da me affrontati e dovrebbero farci riflettere sullo stato di salute della politica, trentina e non solo.

La forma e la sostanza. Ammetto che mi sarebbe piaciuto – e rimango disponibile in qualsiasi momento per un confronto – trovare nella replica del Consigliere Borga argomentazioni che si soffermassero maggiormente sul merito delle questioni da me proposte piuttosto che limitarsi a una critica alla forma, allo stile del mio scrivere (ci tornerò dopo) o alla pratica dell’occupazione. Non vorrei che al consigliere – e più in generale alla classe politica trentina – fosse sfuggito che per quanto riguarda una nuova fase nella gestione creativa di spazi pubblici e privati nei contesti urbani non siamo più  al momento del “se” ma del “come” agire in maniera innovativa, per l’attivazione di collaborazioni con le reti cittadine. Leggi il seguito di questo post »

Il vaso di Pandora delle città

In Ponti di vista on giugno 12, 2016 at 11:25 pm

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Questa la traccia della conversazione di lunedì 13 giugno 2016 con alcuni dei redattori della rivista Pandora (www.rivistapandora.it). La scelta di organizzare questo appuntamento nasce dalla voglia di conoscere un’esperienza interessante che si muove tra formazione, cultura e inchiesta politica. Il tema di questo numero – le città – non può che pretendere una discussione a più livelli che come associazione territoriali#europei non poteva che incuriosirci ed entrare nella nostra agenda di appuntamenti.

Ha un valore simbolico immaginare questa iniziativa al Cafè de la Paix. Nato come esperienza di ri-qualificazione (fa specie dirlo in una città come Trento e del suo centro storico) di una zona “degradata” si trova da diverso tempo in una condizione di grave difficoltà nel vedersi riconosciuto il ruolo di animatore della comunità che lo circonda, che anzi – almeno in una sua parte – ne percepisce solo i fattori di disagio. Dentro questa storia ci sono già, seppur in forme minute, due delle tre questioni che ci piacerebbe porre all’interno di questa presentazione e che sono proprio i tre temi che sottendono agli altrettanti capitoli della rivista che presentiamo. Ci torneremo tra poco.

Ci interessa però provare prima di concentrarsi sul contenuto di soffermarci sul contenitore. Nell’epoca della rete, del ritorno delle newsletter e della comunicazione politica che si produce con tweet, stati di Facebook, scatti su Instagram o gruppi di Whatts Up voi avete scelto la carta, anche se non in termini esclusivi. Anche territoriali#europei guarda alla forma delle rivista per il proprio futuro. Ci spiegate il perché della vostra scelta, chi sta nella redazione e quali obiettivi vi siete dati al momento della vostra nascita?

Eccoci alle città. Cominciamo.

*Cos’è la città? In che direzione si sta muovendo? (riferimento al Festival dell’Economia “Luoghi della crescita”)

Di Giuseppe De Rita riporto un ricordo e una previsione.
– Ricordo. L’Italia non nasce – come altri paesi in Europa – attorno allo sviluppo di alcune grandissime città ma dalla crescita diffusa di piccoli comuni che hanno saputo valorizzare il ruolo dei territori.
– Previsione. Il futuro – caratterizzato da una serie di questioni concatenate – avrà più possibilità di essere gestito in piccole realtà territoriali, con strutture leggere.
– Un terzo aspetto (nell’intervista che avete realizzato con lui) è collegato alla composizione della città. Le parole d’ordine sembrano essere globalizzazione, e sue conseguenze, cetomedizzazione (e suoi limiti) e crisi dei corpi intermedi dentro lo spazio urbano, protagonisti incapaci di selezionare classe dirigente. Leggi il seguito di questo post »

Oltre i 180 secondi

In Ponti di vista on dicembre 5, 2014 at 10:43 pm

full-moon-1919(1)Corriere del Trentino, 5 dicembre 2014

180 secondi sono un tempo brevissimo, eppure sufficiente per dire alcune cose. Dell’iniziativa proposta da Lorenzo Dellai (il prossimo 6 dicembre, a Trento) è facile elencare i possibili limiti. Questo esercizio lo praticheranno in molti, secondo un copione collaudato. Calata dall’alto, fuori tempo massimo, politicista. Con queste premesse sembrerebbe plausibile aspettarsi gli stessi risultati – non tutti esaltanti – degli ultimi esperimenti che hanno visto protagonista l’ex Presidente della Provincia di Trento. Ma è davvero questo il livello del dibattito al quale vogliamo partecipare e che siamo interessati a sostenere?

Sarebbe troppo semplice liquidare così l’appuntamento di sabato. Al netto della formula e persino del metodo (che mescola le nuove formule del marketing politico con le più classiche chiamate a raccolta dei partiti) ciò che andrebbe messo in risalto sono le motivazione che ne hanno fatto emergere – in Lorenzo Dellai, ma non solo… – l’esigenza.
L’appiattimento del contesto politico trentino a quello nazionale, con il venire meno dello sguardo anomalo che questo territorio aveva nei confronti della propria governance e del proprio futuro. La marginalità che vive oggi la politica di fronte alle scelte strategiche capaci di coinvolgere un’intera comunità, o addirittura l’assenza di comprensione delle dimensioni e della complessità delle sfide che oggi ci si pongono davanti. La liquefazione dei partiti e il tentativo di fare a meno dei corpi intermedi, che ci lasciano privi di punti di riferimento, spaesati in un mondo dai tratti estremamente contraddittori. La frammentazione delle relazioni, la crescente difficoltà del dialogo, l’apparente impossibilità di immaginare luoghi della condivisione. Ognuno di questi temi meriterebbe una riflessione che non riesce a stare dentro soli 180 secondi, e che difficilmente troverà migliore definizione in un incontro lungo un pomeriggio. Leggi il seguito di questo post »

Ritorno al futuro…

In Ponti di vista on settembre 24, 2014 at 11:28 pm

10384219_686495864767898_3808079969949277271_n(Pubblicato domenica 28 settembre 2014 sul Corriere del Trentino)

Si è concluso sabato scorso “Tutta mia la città”, un piccolo Festival pensato per riattivare la comunità di Via del Suffragio e per offrire un momento di discussione a proposito della gestione dello spazio urbano. Ne parlerò più diffusamente – per un bilancio abbozzato – in un altro articolo.
L’ultimo appuntamento in programma era la proiezione di “2020. Viaggio nella città in trasformazione” – documentario prodotto da Filmwork nel 2007 – e a seguire un confronto che coinvolgeva il Sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Sono proprio le sue parole ad avermi colpito particolarmente. Non tanto quelle – magari un po’ retoriche e di maniera – spese per argomentare le scelte urbanistiche di ieri e di oggi, quanto quelle usate per descrivere il clima di curiosità e passione che si respirava (non più di 10/15 anni fa…) attorno alle ambiziose sfide che la città si apprestava ad affrontare. In quel periodo non vivevo a Trento, o vi ero appena arrivato, ma non ho motivo di dubitare che fossero in molti a guardare con interesse alla trasformazione in atto, che il documentario ben descrive. Gli addetti ai lavori (Busquets, Botta, Piano) ma anche e soprattutto i cittadini che, così ci ha raccontato il Sindaco, “ne parlavano anche dal fruttivendolo o al bar”. Certo furono anche gli anni della triste (e provincialissima) vicenda Auto In, ma è innegabile che l’idea di un contesto urbano in forte espansione – sotto la guida di alcune delle firme più prestigiose dell’architettura mondiale – potesse appassionare, animando le legittime speranze di molti.

Oggi quei giorni sembrano davvero distanti. Di quel disegno generale rimangono poche – e spesso contraddittorie – tracce. Lo scenario dentro il quale ci muoviamo è mutato radicalmente. Leggi il seguito di questo post »

Marsiglia plurale. Comunità, città, culture. | TRAILER

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on luglio 31, 2014 at 1:21 pm

*Titolo originale: Marsiglia plurale. Comunità, città, culture.
*Anno di produzione: 2014
*Paese di origine: Italia/Francia

*Regia: Federico Zappini
*Soggetto: Federico Zappini
*Riprese: Federico Zappini
*Montaggio: Beatrice Barzaghi
*Produzione: indipendente

*Sinossi:
“Marsiglia è un rifugio di banditi internazionali. Questa città è il cancro d’Europa. E l’Europa non potrà vivere finché Marsiglia non sarà ripulita.” Karl Oberg, responsabile delle SS per la Francia, così scriveva nel 1943. Non sembra essere cambiata quindi – negli ultimi decenni – la necessità di “riqualificare” il tessuto sociale e urbano dell’antica città di Massilia.
Per MP2013 centrale era l’obiettivo di cambiare il volto alla città (o almeno dei suoi quartieri nobili) per restituirle una migliore reputazione rispetto a quella che negli anni si era costruita. Omicidi, guerre di mafia, armi, droga, degrado, povertà, disoccupazione. Una situazione molto difficile insomma.
Nel 2013 Marsiglia è stata Capitale europea della Cultura. Leggi il seguito di questo post »

Il quartiere delle Albere

In Ponti di vista on luglio 17, 2014 at 7:54 am

Il quartiere delle Albere compirà tra pochi giorni un anno.
Dentro questo nuovo “pezzo” di città sembrano convivere tre sentimenti molto diversi: la gioia per il successo del MuSe, la curiosità per i possibili utilizzi del parco, i dubbi legati alla reale sostenibilità del progetto immobiliare. E’ strano dover parlare di ri-qualificazione per un quartiere appena costruito, ma sarebbe necessario di fronte al “vuoto” che Le Albere rappresentano oggi nel tessuto urbano cittadino. Tra i palazzi disegnati da Renzo Piano la città di Trento può crescere, oppure rischia di subire un doloroso schiaffo.
E’ pronta Trento – la sua amministrazione, i suoi attori economici e sociali, anche i suoi cittadini – ad affrontare questa sfida, non solo urbanistica?

| Good morning, Trento |
E’ un esperimento di narrazione che nasce dalla voglia di condividere uno sguardo sulla città.
E’ curioso, economico e autoprodotto. Si potrebbe dire indipendente.

| ideazione, riprese, interviste e montaggio |
Federico Zappini

Riparliamo di Codici Urbani…

In Ponti di vista on luglio 2, 2014 at 9:40 am

trento_1860Scenari possibili dalla città che sarà

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La città è da sempre terreno fertile di discussione. Non da oggi attorno ai contesti urbani – spesso in relazione o in contrasto con ciò che li circonda – si sviluppa gran parte del dibattito che riguarda le trasformazioni sociali, culturali e politiche.
 Le città – come luogo di incontro e produzione, di differenze e conflitti, di ricerca e sperimentazione – sono oggi più che mai attraversate da una crescente richiesta di protagonismo da parte di una molteplicità di soggetti. I cittadini “semplici” in primis, che sembrano essersi resi conto in anticipo della “fine dell’egoismo” che Antonio Galdo bene descrive in un libro che raccoglie una serie di buone pratiche di cooperazione cittadina. Le associazioni, le cooperative o le imprese che guardano con interesse all’innovazione e che trovano nella city (più o meno smart) lo spazio perfetto per avviare le proprie start up, siano esse orientate alle energie rinnovabili, ai trasporti sostenibili o alla condivisioni di progetti culturali. Gli architetti e gli urbanisti che – mai così attratti da una declinazione social del proprio lavoro – associano sempre più l’opera di progettazione ad un forte richiamo alla riqualificazione e al riuso dell’esistente, puntando a quella che Renzo Piano descrive come opera di “rammendo urbano”. Leggi il seguito di questo post »

Se l’arte del rammendare diventa un tema…

In Ponti di vista on giugno 18, 2014 at 9:46 pm

NicolasGrenier1Tema d’attualità o in ogni caso saggio breve, preferibilmente in campo socio/economico o storico/politico. Neppure quest’anno – con buona pace di Quasimodo – avrei avuto dubbi di fronte alle tracce dell’esame di maturità. O meglio, questa mattina avrei avuto solo l’imbarazzo della scelta. Riflettere dell’Europa nel secolo sfalsato che va dal 1914 al 2014 sarebbe stata una bella sfida, dovendosi interrogare su decisive differenze e pericolose assonanze. Avrebbe avuto senso anche provare a scrivere del come riuscire a globalizzare la responsabilità e – citando Papa Francesco – la solidarietà, nel tentativo di offrire un futuro al nostro Pianeta e ai suoi abitanti. Non di minor interesse era la traccia che chiedeva di esprimersi sulla dicotomia violenza/non violenza, argomento attualissimo dentro giornate i cui fatti di cronaca sollecitano riflessioni approfondite a proposito della banalità del male (o come la definisce Marco Revelli “malignità del banale”) e perchè no della banalità del bene, l’altro lato – non meno pericoloso – della medaglia dell’animo umano. Non avrei potuto fare a meno però di essere attratto dalla proposta di riflessione attorno alla città, alle sue periferie e all’opera che Renzo Piano ha definito di “rammendo” a cui siamo chiamati, necessaria di fronte alle ferite profonde che il tessuto urbano ha subìto soprattutto nel corso degli ultimi decenni. Leggi il seguito di questo post »